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Una favola digitale di Medici con l’Africa Cuamm

Una favola digitale di Medici con l’Africa Cuamm


“BASSU’ E LA PULCE MONELLA”


Una favola digitale di Medici con l’Africa Cuamm che con i suoi colori e la sua colonna sonora ci porta a viaggiare in terre lontane,

per festeggiare ogni mamma e i suoi bambini.

Scarica la favola da www.mediciconlafrica.org/bassu-e-la-pulce-monella e mandala ai tuoi contatti,

“Mille passi cominciano sempre da uno”

Testo: Pier Mario Giovannone; illustrazioni Sophie Fatus;

colonna sonora, testo e musica: Jabel Kanuteh e Marco Zanotti,

progetto grafico Elena Baboni

Il piccolo Bassù ci racconta della sua vita e di quella del silenzioso fratello, di un luogo in cui le donne cantano per partorire, in cui tutto si può trasformare, anche una pulce monella, che d’improvviso diventa buona, “ci ha punto per non farci prendere le malattie. La mamma dice che si chiama vaccino”.

In occasione della Festa della mamma, Medici con l’Africa Cuamm propone una storia digitale dai tratti sognanti, scanditi da una musica evocativa che le fa da sottofondo.

Una favola che ci porta in terre lontane, terre d’ Africa, dove l’immaginazione di un bambino viene stimolata da una madre saggia che trasforma un parto in un canto, un vaccino in pulce, il foglietto delle medicine in aeroplano, l’attesa di un ritorno in bottiglie di plastica che a loro volta diventano macchinine per giocare e dove le lacrime vengono asciugate dal sole. Uno spazio di dialogo, tra tradizione e cura, che dona speranza, desiderio di cambiamento, coraggio di trasformare.

Basta compilare un semplice format nel sito www.mediciconlafrica.org/bassu-e-la-pulce-monella per poter scaricare questa favola magica da leggere con i propri bambini o da donare ad altri.

Un piccolo dono che possiamo fare a tutte le mamme, vicine e lontane, quelle in Italia e anche quelle in Africa, di cui Medici con l’Africa Cuamm si prende cura, da 70 anni.

Questi lunghi mesi ci hanno insegnato a trovare forme e modi nuovi per restare uniti, pur se fisicamente distanti, accogliendo anche ciò che di buono web e social ci possono offrire. Invitiamo chi conosciamo a scaricare favola e musica e ad aiutarci a diffondere l’iniziativa. Per continuare a sentirci vicini grazie al potere dell’immaginazione, per far sentire il nostro sostegno fino a quel villaggio rurale dell’Africa in cui Medici con l’Africa Cuamm lavora per proteggere e garantire il diritto alla fantasia e ad un futuro di speranza per Bassù e la sua mamma. Perché il cambiamento è davvero possibile partendo da noi e il prendersi cura dell’altro è un prendersi cura di noi.

Un vaccino per “noi”

Davanti a un’emergenza globale, l’unica risposta possibile deve essere globale. L’Africa non può restare esclusa. Vaccinare medici, infermieri e la popolazione africana è un atto di solidarietà e insieme di sicurezza per tutti, anche per noi: solo così riusciremo a interrompere la diffusione del virus e delle sue varianti. Serve un piano vaccinale anti Covid in Africa. Servono più dosi. E queste dosi, poi, devono diventare “vaccinazione vera”.Per questo Medici con l’Africa Cuamm ha lanciato la campagna “Un vaccino per noi”.

Si intende partire dagli operatori sanitari e dai gruppi prioritari individuati paese per paese, obiettivo dell’intervento Cuamm è portare il vaccino fino all’ultimo miglio in 51 distretti di 6 paesi in cui è presente: Angola, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Sud Sudan, Uganda, per una popolazione complessiva di circa 5 milioni di abitanti.

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio, anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 8 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con circa 3.000 operatori sia europei che africani; appoggia 23 ospedali, 64 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, formazione), 3 scuole infermieri e 1 università (in Mozambico).

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