Un nuovo modo di fare cultura

30 Gennaio 2014 By Elena Bottin

Padova rispetto a Berlino è ancora una «Kindergarten», molto deve essere fatto ancora per raggiungere i massimi livelli europei, nel raggiungimento di quel trend che raggruppa in un’unica sede, la Factory, espressioni artistiche diverse. Eppure, con il bando che affida per il triennio 2013-2015 il Sottopasso della Stua alle associazioni Kinima e Sugarpulp, passi da gigante, anzi da Atlante, sono stati fatti: il tentativo di “sollevare” la cultura patavina verso una prospettiva del tutto internazionale prende il via da quello che è un luogo «abbandonato, un poco degradato» nel cuore sotterraneo della città, «rifunzionalizzato» non solo come sede di discussioni di letteratura, cinema e fumetto ma anche come «luogo del fare», aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, ai cittadini che vogliano usufruire dei nuovi servizi offerti. «L’Assessorato alla Cultura di Padova – esclama un soddisfatto Andrea Colasio – è entusiasta per l’avvio di quella che si sta rivelando essere una bellissima operazione culturale. Le istituzioni, a mio modesto parere, non dovrebbero mai sovrapporsi ai privati, ma instaurare un dialogo continuo, in grado di offrire punti di riferimento stabili ai cittadini». Il progetto, penalizzato in passato da pesanti problemi normativi, ora può dispiegarsi grazie all’ausilio di forze esterne, Kinima e Sugarpulp, che sono state in grado di presentare una «proposta completa ed efficace». La collaborazione tra Kinima e Sugarpulp, «alleati e complementari nei loro interessi», vuole diventare la testimonianza di un nuovo modus operandi: «sistemi come il nostro – spiega Simone Falso, presidente di Kinima – vogliono essere dispositivi culturali che rivendicano una certa autonomia intellettuale», parole poi ribadite dal direttore artistico di Sugarpulp Matteo Strukul che sottolinea l’«estraneità politica della sua associazione», assolutamente apartitica. «Sapremo cogliere – continua Simone – questa opportunità che ci è stata concessa con grande disponibilità dal Comune nel migliore dei modi: puntiamo a coinvolgere quanta più gente possibile, a offrire eventi sempre più complessi e interessanti e a garantire un servizio regolare alla cittadinanza». Questa «squadra di lavoro» cercherà di incanalare il pubblico anche in nuove «strade di ricerca», forte di esperienze di vita in grandi città come Berlino, affinché «si verifichi il passaggio dagli elementi portanti della cultura padovana alle radici della cultura contemporanea internazionale». Giacomo Brunoro, presidente di Sugarpulp, ha introdotto i corsi serali che si terranno a partire da febbraio 2014 e ha anticipato la futura uscita del libro di Matteo Strukul (“La giostra dei fiori spezzati”) per Mondatori, un romanzo ambientato nella Padova dell’800: «la nostra è un’associazione profondamente radicata nel territorio, vogliamo allargare la proposta culturale, far vedere che anche Padova esiste». Per loro non si deve «peccare di provincialismo». Le informazioni sui vari corsi si trovano nei siti www.kinima.it e www.sugarpulp.it.

Camilla Bottin