The Walls a Montagnana

13 Gennaio 2014 By Elena Bottin

Non esiste, come qualcuno autorizza, la scalata moderna, antica o futura. Esiste soltanto la scalata, e come tale non è che un mezzo convenientemente adattato alla propria etica per raggiungere le proprie aspirazioni.” (Walter Bonatti)

Applicando le parole di Walter Bonatti, il re delle Alpi, all’emergenza artisti, intesa non tanto come ‘problema sociale’ ma come necessità di imposizione al Grande Pubblico, affrontiamo, come uno snodo nella storia della cultura montagnese, l’esposizione artistica che si è tenuta all’interno di Castel San Zeno nel weekend del 4 e del 5 gennaio. A riguardo possiamo dire con certezza che lo spettatore si è trovato a compiere una vera ‘stairway to heaven’ adiacente alle pietre dell’antica torre di Ezzelino: tre piani di scoperte, il primo con lo stand gastronomico tenuto dall’associazione ‘Ventiquattro Torri’, il secondo con uno ‘spazio off’ dedicato ad esibizioni musicali e teatrali live e il terzo con la collettiva fotografica che ha trovato il suo focus nella ‘caccia allo scatto’ organizzata tempo prima da Nicola Crivellaro nel cuore di Montagnana, poi aperta anche all’esposizione di altri virtuosi dell’obiettivo. Nella sala veneziana, al primo piano, si sono tenuti, sabato sera dalle 21 in poi e domenica pomeriggio dalle 18.30 in poi, due grandi accampamenti di ballerini, saltimbanchi, attori e musicisti: ricordando lo stanziamento delle truppe venete che caratterizzava l’uso della sala nel Settecento, in questa ‘maratona’ di capacità no stop, sono emersi giovani talenti e presenze note del territorio. Numeroso l’afflusso esterno del pubblico assistente che poi si è spostato al piano superiore, nella sala austriaca, per percorrere in lungo e in largo, tra pannelli e tavoli, la collettiva fotografica che si è ritrovata ad accogliere molti degli artisti che si erano conosciuti alla mostra di Castelnovo Bariano (RO) tenutasi in precedenza. Alcuni nomi tra cui Nicola Camon (autore degli scatti sottostanti), Elisa Ravagnani, Angela Vigato, Sabrina Zapparoli, Walter Gozzo, Fabio Barni e il poeta Marco Bazzucco hanno colonizzato lo spazio con vedute di paesaggi e singolari ritratti fotografici, in un profluvio di colori e parole. In contemporanea la musica si elevava nell’aria, raggiungendo i piani superiori, passando per la Torre: di seguito un breve elenco degli intervenuti, ringraziando l’associazione culturale Sacha Tum per l’organizzazione. Una piccola anticipazione, l’evento sarà replicato nel periodo estivo e verrà affiancato a una rassegna/concorso teatrale.
Sabato 4 gennaio
Sacha Tum (genere: funk, melodico, parodistico, jazz, blues)
Sacha Tum ha aperto l’evento con un omaggio ai Pink Floyd, ovvero una versione parodizzata di ‘In the Flesh’ tratto dall’album ‘The Wall’ (per assonanza con il nome dell’Open Stage) per poi presentare alcuni brani in anteprima dal disco che stanno preparando. La loro esibizione si è chiusa con un frammento tratto dal loro ultimo spettacolo teatrale, Talk Radio.
WGO? (genere: funk, grunge, electro)
Vecchi amici di Sacha Tum, sono una formazione di Cologna Veneta che vanta già parecchie esperienze live, come quelle a fianco dei Forty Winks. Anche loro hanno portato alcuni brani dal loro prossimo disco che sarà registrato nel corso del 2014.
Masnada (genere: reggae)
Formazione di ventenni provenienti da Legnago accomunati dalla passione per la musica reggae. Hanno presentato alcuni brani dal loro disco uscito a dicembre 2013, Bun Babylon Monkeys are back.
Danza del ventre
Le ‘Incantatrici di Iside’ hanno proposto al pubblico dell’Open Stage coreografie di grande atmosfera arabesca.
The Mule (genere: cover Deep Purple)
Formazione proveniente da Montagnana e Legnago che fa rivivere al pubblico l’esperienza di un concerto dei Deep Purple. E’ una tribute band con un eccellente coinvolgimento emotivo.
RunAway (genere: rock)
Formazione di Lonigo nata l’anno scorso. Suonano cover ad ampio range: da Elisa a Bon Jovi, dai Police ai Muse…
Domenica 5 gennaio
Bimbi Danzanti
Scuola di danza riservata ai più piccoli che ha portato sul palco esibizioni di charleston, di valzer, di mazurka, fino ad arrivare a danze d’origine arabesca.
Spettacolo clown
L’hanno ribadito dal palco: “Per noi saper fare il palloncino è un mezzo, non è tutto!”. Questi simpatici clown che lasciano molta della loro comicità in mano all’improvvisazione, sono infatti impegnati solitamente nelle corsie ospedaliere senza disdegnare comunque la possibilità di mostrare il proprio lavoro di fronte al pubblico dell’Open Stage.
Damiano Fusaro
Il formidabile attore proveniente da Este, già conosciuto per la sua appartenenza alla Compagnia Mentalmente Instabile, ha portato stavolta uno sketch tratto da uno spettacolo di Giorgio Gaber.
Spettacolo medievale
Il gruppo di rievocazione storica “Le Mura” ha inscenato combattimenti e danze con grande aderenza allo stile medievale ed alle mode dell’epoca.
Sacha Tum
Di nuovo la compagnia teatrale Sacha Tum, ma stavolta con una sorpresa, un’anteprima: un testo drammatico (intitolato Uno Scandalo Oltremodo Sconcio) scritto e messo nel cassetto viene aperto e ne vengono recitati pochi tratti, il tutto accompagnato dalla musica, compagna del teatro di Sacha Tum. L’esibizione richiama l’atmosfera della vita aristocratica inglese del Settecento, con accenni di modernità.
Bright Shades (genere: rock, melodico)
Formazione proveniente da Noventa Vicentina. Esibizione acustica di chitarra, piano e voce.
Danze medievali
Il gruppo di ballerine ‘Le Arianne’ con l’aiuto di qualche altro ballerino si esibisce in danze senza la necessità dell’aderenza completa allo stile medievale, ma con il desiderio di ricreare un clima ed un’atmosfera che tanto si addice a Montagnana, cittadina murata.
La valigia
Compagnia teatrale proveniente da Orgiano che con un grande pathos ha ricreato una condizione di coesistenza tra vari episodi contenuti nei copioni di William Shakespeare. Il clima è onirico e magico mentre si va dal “Sogno di una notte di mezza estate” ad “Amleto”, a “La Tempesta”.

Camilla Bottin