Steve Vai al Gran Teatro Geox
4 Ottobre 2013Il marchio sulla fronte, il ‘The EVO experience’, sfavilla a caratteri cubitali: un alieno è sceso tra noi, dandoci la mano e lasciandoci strofinare le dita sul tremolo, artefice di tensioni cordali estreme. E’ ‘The Story of Light’, un set di 12 canzoni e poco più, a illuminare il teatro, il Gran Teatro Geox: questo percorso di redenzione morale a suon di tricks e nuove evoluzioni sul manico, riprende un filo concettuale e cosmico iniziato sette anni prima con l’album ‘Real Illusions’. Steve Vai, al debutto del suo nuovo tour europeo e reduce dalla felice esperienza del G3 con Joe Satriani e Steve Morse, arriva a Padova con un bagaglio di entusiasmo che da sempre lo rende così caro ai fans: no, non si risparmia Steve, tre ore di concerto, con incursioni nel passato (‘For the love of God’ è al ventiseiesimo posto nella classifica dei cento migliori soli di chitarra), un palco aperto ai volontari, per la precisione quattro, che hanno cantato e suonato con lui. Una canzone ‘The moon and I’, a suon di ballata, riproduce la sensazione dei presenti: è luce quella che emana il chitarrista di origini italiane, il dialogo senza sosta cattura l’attenzione, non c’è gravità, il capo si fa sempre più leggero. Incredibili gli assoli di batteria di Jeremy Colson che spunta a metà concerto in sala con una batteria vagante a luci intermittenti e decorata di un teschio fumante: i compagni di viaggio del vincitore di tre Grammy Award non potevano essere da meno, in quanto a stravaganza ed espressività, Dave Weiner alla chitarra, Philip Bynoe al basso e Colson alla batteria hanno risposto e ribattuto alla tecnica di Vai, in un confronto serratissimo. Non è il ‘Book of the Seven Seals’, ma dei Four Seals, sigilli imprendiscibili: è un pacchetto che ogni volta crea un concerto memorabile, ricolmo dell’affetto dei fans. La chitarra diventa uno strumento liricamente risuonante, una gran cassa di perizia tecnica e Steve, nei suoi tre cambi d’abito, si rivela sempre originalissimo, animato da una passione inesauribile, tra passi di danza e virtuosismi accolti ogni volta da scroscianti applausi. I quattro fortunati (two men and two women) che verso la fine sono saliti sul palco con lui, in un confronto che ha portato al riso, si sono avvicinati al microfono e alla chitarra, compensando l’esibizione di Steve. «Thank you» dice a gran voce, rientrato in scena per un ultimo bis: una nutrita folla si è avvicinata al palco, per l’ultimo grande saluto, in attesa di ritornare tutti insieme appassionatamente.
Camilla Bottin

























