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Sosteniamo gli HopeN’ Liberty

Sosteniamo gli HopeN’ Liberty


Intervista a Stefano Giorio, cantante degli HopeN' Liberty: per pubblicare il loro nuovo album, 'Argonauts', hanno bisogno di sostegno su Musicraiser. Conosciamoli e supportiamoli.


Il vostro nuovo disco si intitolerà ‘Argonauts’, perchè la scelta di questo titolo?
Argonauta è una battuta che mi è stata fatta da Carolina, la traduttrice attuale dei nostri testi dall’italiano all’inglese, nel momento in cui io le raccontai la nostra storia un po’ tormentata sia come gruppo sia a livello di composizione. Ci siamo riconosciuti in questo paragone e da qui ho sviluppato tutto il concept del disco. Con questo titolo dunque ho innanzitutto voluto mantenere un legame con due temi del primo album Odyssey: il mito greco e il viaggio – eroico e faticoso – alla ricerca di qualcosa.
La scelta di riallacciare gli HopeN’Liberty al mito degli Argonauti, gruppo di eroi provenienti da diverse parti della Grecia e capitanati da Giasone per raggiungere l’agognato vello d’oro ha i seguenti motivi:
lo spirito di ricerca del gruppo
la difficoltà e la lotta continua per raggiungere i propri obiettivi in un mondo che sembra mettere i bastoni fra le ruote a chi ha talento (o è convinto di averlo) e crede veramente in quello che fa
lo spirito di gruppo necessario per ottenere qualcosa di bello, il fatto che l’unione fa la forza e che c’è stato bisogno del contributo di tanti, ognuno con la propria esperienza e il proprio pezzettino di storia da scrivere, per arrivare fin qui.
Per quanto riguarda le canzoni che compongono Argonauts, in molte ritroviamo una dimensione onirica (Let’s run away together, K&O (Two of us), Crude diamonds e in quasi tutte si riflette uno spirito di ricerca che si riallaccia alle caratteristiche del mito.
Qual è il percorso tematico che unisce le varie tracce del futuro disco?
Il tema è il viaggio alla ricerca del vello d’oro, simbolo e metafora di felicità e di realizzazione dei propri sogni.
Lo si raggiungerà solamente partendo tutti insieme a bordo di una nave (Argo). Tutti i personaggi di Odyssey e del nuovo album, dopo una vita lacerata dai “se” e dai “ma”si ritrovano magicamente in un porto e partono per questo lungo viaggio di ricerca. Le canzoni raccontano questi personaggi e l’inizio del viaggio.

Quante sono e come si svolge solitamente il vostro lavoro di composizione?
I brani sono 10 e di solito è Stefano Giorio, il cantante, che porta la prima demo registrata del futuro brano a Marco Orlando (tastierista) o sotto forma di cantato o con qualche idea melodica ovviamente cantata…. Marco crea il progetto e una demo semplicissima con tastiera e computer, si discute sull’arrangiamento e si porta a Simone Cerchiaro per un ascolto e una rapida pre-produzione in studio. Successivamente si propone al resto del gruppo. Se piace inizia una nuova fase: ognuno comincerà a lavorare sul brano inserendo la parte giusta del proprio strumento cercando però di rispettare il più possibile le indicazioni dell’autore su come dovrà essere. In questo disco per la prima volta il nostro batterista, Attilio Nin, compare come autore in “Anymore” insieme a Stefano G. e Marco O.
Stessa cosa per il chitarrista Mario Enrico Masenello in ”My own ifs”.
Da sottolineare le bellissime parti di basso di Stefano Masiero che è cresciuto molto in questi ultimi 2 anni.

Che tipo di influenze si possono riscontrare?
Musicalmente gli HopeN’Liberty sono influenzati dalla musica anni 80, hanno parecchia melodia ma allo stesso tempo molta energia. Sono una pop/rock band in cui il contrasto tra le tastiere e le chitarre molto heavy stile Randy Rhoads la fanno da padrone definendo l’originalità del loro sound esattamente come lo volevano Stefano Giorio e Marco Orlando nel momento in cui l’hanno formata
Ispirazioni? Innumerevoli: Beatles, Rolling Stones, Doors, Police,Ozzy Ousburne, Duran Duran, Simple minds, U2, Queen, Nirvana, Oasis ecc.

Qual è la formazione artistica di ciascuno di voi?
Stefano Giorio
Nessuno strumento suonato, tantissimi dischi e concerti ascoltati e visti. Da lì nasce la vena creativa atipica di uno che non ha schemi e paletti dati dallo studio di un singolo strumento. Studiare è importantissimo ma se non si ha una visione aperta si resta schiavi di quello che si ha imparato.
Marco Orlando
Otto anni di studio del pianoforte tramite lezioni private e ascolto, inizialmente di tanta musica italiana, ultimanente dei grandi gruppi rock stranieri.
Attilio Nin
Autodidatta, metallaro atipico perché ascolta praticamente tutti i generi
Stefano Masiero
Autodidatta; attualmente sta prendendo lezioni di basso. Anche lui ascolta di tutto, soprattutto grandi gruppi tipo U2
– Mario Enrico Masenello
Ha preso lezioni di chitarra private ma è fondamentalmente autodidatta. Grande ammiratore dei  Beatles, Boston, AC/DC, Black Sabbath, Ozzy Osbourne e del mitico chitarrista Randy Rhoads, e molto aperto e affamato di musica rock del passato.

Quali sono le differenze da Odyssey, il primo album?
Il concept che prima era appena accennato, ora c’è una maggior qualità e ricerca musicale e lirica.

Come mai è sempre presente il tema del viaggio, per voi la musica è un viaggio?
L’autore è perennemente in viaggio e alla ricerca di qualcosa di nuovo e stimolante, mai completamente soddisfatto di ciò che ha. La musica ti fa continuamente viaggiare nel passato, nel presente e nel futuro, nei tuoi ricordi, speranze ed emozioni. La musica dà energia quando ne hai bisogno. La musica accompagna ogni tua fase e ogni tuo stato.

La pagina su Musicraiser per sostenere il gruppo www.musicraiser.com/it/projects/2112-argonauts

Alcuni video di canzoni degli HopeN’ Liberty
– I leave www.youtube.com/watch?v=VytcEFVkRTc
– Crude diamonds www.youtube.com/watch?v=-tcRdKfwKXc
– Crazyness’ Dark www.youtube.com/watch?v=x3XrB-lcfyk
– Joy www.youtube.com/watch?v=vIRwXAerTeo

Camilla Bottin

 

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