Noi non ci lasceremo mai
10 Febbraio 2014Era una «bestia delle meraviglie» alta due metri, con i boccoli che cadevano sulla fronte e il sorriso timido: questo era Bovo, il campione di volley scomparso in campo il 24 marzo 2012, marito e padre di cinque figli, questa era la vita di Federica Lisi descritta nel libro “Noi non ci lasceremo mai – La mia vita con Bovo”, semplicemente meravigliosa, quindici anni d’amore che si sono arrestati ma non cancellati, solo una presenza diversa, conservata nel cuore. Nel presentare il testamento di fede lasciato ai figli ancora piccoli, una speranza che il padre sia sempre con loro, un uomo che diventa vivo tra le pagine del libro, Federica si ritiene una «persona molto fortunata» ad aver conosciuto Vigor, ad aver portato avanti una vita felice con il «gigante buono». «Chilometri e chilometri facevamo per trovarci, io vent’anni e lui ventidue – sorride Federica – era fidanzato da tempo ma per me è stato amore a prima vista, ho voluto avere a tutti i costi il suo numero. Abbiamo cominciato a sentirci telefonicamente tutti i giorni, conversazioni interminabili, ritrovi ogni fine settimana, è stato bello e intenso». Nel raccontare la fatidica notte Federica si dimostra una persona forte, fa della voglia di andare avanti il suo baluardo, per lei e i suoi figli: «ero arrabbiata con Bovo perché se n’era andato abbandonandomi alle intemperie della vita. Ora non lo sono più perché so che noi non ci lasceremo mai, Bovo è con la famiglia, non è mai partito da qui». Bovo c’è, mamma c’è. Il libro su cui tutti concordano, «un mare di emozioni» che si legge tutto d’un fiato, non vuole lasciare messaggi ma solo dare una testimonianza: «reagire è importante – spiega Federica – io sono una sportiva e sono abituata ad andare in campo per vincere ma stavolta ho dovuto trovare l’energia per affrontare la battaglia più dura». Il «miracolo» di Andrea, l’ultimo dei figli concepito naturalmente, la cui gravidanza è stata scoperta un mese dopo la morte del marito, è l’ultimo esplicito invito a non pensare alla morte ma a «concentrarsi su un nuovo inizio». La giornalista de La Difesa del Popolo, molto preparata, ha condotto l’incontro con grande sensibilità, accompagnando Federica nella rievocazione di una figura indimenticata: «Mi chiedono se sono ancora innamorata di lui. Certo, più di prima».
Si ringraziano per l’organizzazione la Libreria Gregoriana Estense, la Revolley Este, il Gabinetto di Lettura e l’AVIS Comunale di Este.
Camilla Bottin


