Negli anni di piombo a Padova
24 Maggio 2013Martedì 21 maggio presso la Sala Paladin di Palazzo Moroni si è tenuta la presentazione del libro di Pompeo Volpe, ex sindaco di Mira, dal titolo ‘Negli anni di piombo a Padova. Tra le righe di una pagina da non voltare’, un saggio – memoria che vuole indagare sulle responsabilità di AOO (Autonomia Operaia Organizzata) in rapporto al progetto riformatore del PCI in una stagione politica segnata da contrasti, violenze e incertezze. Evitare una «semplificazione strumentale» può essere d’aiuto per distinguere nel ‘marasma’ della sinistra quelle forze che hanno realmente contribuito a una «difesa della democrazia», in contrapposizione alla violenza anarchica che aveva portato, negli anni di piombo, ad «aggressioni a esponenti politici e a rappresentanti delle istituzioni nella città e nell’Università di Padova».
A introdurre la presentazione un personaggio d’eccezione, la giornalista Silvia Giralucci, segnata nel passato da un evento tragico, l’uccisione del padre ad opera delle BR nel 1974. Le «memorie divise» che la Giralucci ha raccolto nel libro ‘L’inferno sono gli altri’ diventano nel libro di Pompeo Volpe «memorie infedeli», con la conseguente autorappresentazione degli esponenti di AOO come «agnelli mansueti perseguitati da uno Stato autoritario». Non si può parlare di una «parte giusta», ma si può tentare di indicare quali azioni possano essere state «delittuose» per lo Stato democratico: a illustrarcele, nel suo iter formativo di giovane studente di Medicina iscritto al PCI, Pompeo Volpe ci mette l’anima, raccontando con che «area ampia, eterogenea di indifferenza, di inerzia, di comprensibile paura, di pericolosa sottovalutazione, di compiacimento per l’aggressione mirata al PCI e alla sinistra in generale» si avesse a che fare. A intervenire in questo ‘momento solenne’, il sindaco Zanonato via Skype, per dare il proprio appoggio all’amico Pompeo, affinchè «la spinta al rinnovamento» non si arresti mai e «l’uso della violenza nella pratica politica» venga per sempre bandito. «La discriminazione è matrice di violenza – afferma Stefania Paternò, già rappresentante Fuan Destra Universitaria nel CdA Università di Padova – alla violenza anche solo verbale e morale segue la violenza fisica perchè le parole discriminatorie danno una giustificazione agli atti violenti». Secondo Pompeo Volpe «l’indifferenza è una colpa» e come afferma anche Settimo Gottardo, già sindaco di Padova, il confronto politico deve realizzarsi in un «clima di serenità» e gli anni di piombo dovranno essere «un monito» affinchè «non ci siano più colpe di cui assumersi la responsabilità».
Camilla Bottin