I successi di Maria Roveran
16 Novembre 2014Raccontaci come è stato vivere le emozioni del Festival Internazionale del Film di Roma: il film “La foresta di ghiaccio” di Claudio Noce (in questi giorni nelle sale), in cui sei interprete, era in concorso. Che tipo di accoglienza avete ricevuto dal pubblico e dalla critica?
Ogni festival rappresenta per me una grande occasione per poter crescere e potermi confrontare con coloro che come me amano questo mestiere e che spesso più di me lo conoscono. Penso che ciò sia importante per poter evolvere e credo che l’esposizione connessa a questi contesti, per quanto possa metterti in discussione, possa essere per me un valido motivo per meglio comprendere il mio percorso, i miei limiti e le mie possibilità. L’accoglienza è stata calorosa, le critiche rivolte al film non sono mancate ma credo valga anche qui la pena di accoglierle con positività ed ascolto poiché sono consapevole di quanto sia ambizioso un progetto come “La Foresta Di Ghiaccio” e di quanto allo stesso sa stata fondamentale la determinazione di ciascuno, a partire da quella messa in gioco dal regista Claudio Noce.
Vincitrice del premio “Marie Claire” a Venezia71, sei una delle migliori promesse del cinema. Sicuramente la tua interpretazione non è dissociata da un aspetto prettamente musicale in quanto le tue canzoni fanno parte della colonna sonora di “Piccola Patria” e de “La foresta di ghiaccio”. Quanto questo ti aiuta a entrare a far parte del personaggio?
La musica e la scrittura sono per me un veicolo imprescindibile attraverso il quale poter accedere a quelli che credo siano i lati più profondi delle personalità dei miei personaggi. Oltretutto per me la musica rappresenta un mezzo di comunicazione fondamentale, diretto e semplice per poter esprimere ciò che in altro modo non sarei in grado di spiegare.
Nel musical LoFi “Cinque allegri ragazzi morti” sei la donna-lupo. Ci vuoi dire qualcosa di più?
Questo musical mette in scena l’omonimo fumetto scritto da Davide Toffolo, disegnatore fumettista nonché front man del gruppo “Tre Allegri Ragazzi Morti”. L’idea è nata dalla fantasiosa idea registica di Eleonora Pippo e dal desiderio di mettere in scena tutte i 9 capitoli del medesimo fumetto. Noi ne abbiamo presentato due “puntate”: “L’Alternativa”, in cui io interpreto il ruolo di Sabina, una ragazzalupo alle prese con i propri sentimenti e le proprie emozioni adolescenziali che la porteranno ad “uscire dal suo corpo”, mentre la seconda “puntata” si intitola “La festa dei Morti”, episodio nel quale mi perdo, mi ritrovo ed affronto un’altra tipologia di “trasformazione”. Il tutto è alimentato dalle musiche e dalla bellezza dei testi del repertorio dei “Tre Allegri Ragazzi Morti” e da una tipologia di comunicazione che Eleonora ha cercato di rendere il più possibile diretta, anticonvenzionale e potente nella sua semplicità. Il nostro tour riprenderà il prossimo anno toccando le città di Genova, Bologna e Pordenone il 24 gennaio 2015.
Come mai il tuo album d’esordio si intitola “AlleProfondeOriginiDelleRugheProfonde”?
Perché alcune rughe nascono prima del tempo e non sono visibili agli occhi ma all’anima. In questo mio primo progetto musicale, interamente “nordestino” e prodotto da Simone Chivilò, lavorando ai brani che ho scritto per Piccola Patria e per La Foresta Di Ghiaccio ho voluto dare voce a qualcosa di antico e di nuovo che da sempre fa parte della mia natura. Questo è solo un primo lavoro che spero di poter ampliare grazie alla bravura e all’espereinza di Simone, Moreno Marchesin, Piero Trevisan e Giovanni Schievano musicisti con cui ho avuto il piacere di lavorare.
Camilla Bottin