L’Infinito al Teatro Verdi
21 Novembre 2014La parola “infinito” potrebbe porsi tra due secoli, l’Ottocento e la contemporaneità, in termine di innovazione tecnica – la qualità della vita è migliorata, ora esiste anche lo sciacquone – ma ben poco a livello generazionale: grazie all’elaborata invenzione letteraria di Tiziano Scarpa, drammaturgo, compare a fianco di un giovane maturando del giorno d’oggi il ventunenne Leopardi, deluso perché la fuga tanto agognata dalla dimora paterna è fallita. I due, nonostante la differenza di linguaggio, non sono così diversi, entrambi hanno tentato il suicidio. Lo spettacolo che l’anno scorso mostrava il regista Arturo Cirillo nei panni dell’interprete principale fa luce poco alla volta su una scena presente, l’interno di un’abitazione a più porte, con un tavolo di “sudate carte” e un pc, su cui un adolescente, astruso allo studio, si preoccupa dell’esame imminente. Leopardi, interpretato da Riccardo Maschi, si meraviglia del progresso della tecnica: il risalto delle ombre sulla luce, in stanze non visibili, mostra il poeta alle prese con il gabinetto, creando notevoli effetti comici. La tensione di trovarsi di fronte a un Grande Uomo semplice adolescente depresso, viene stemperata dai commenti, quasi in slang giovanile, farciti di vari “cazzo” di Andrea, interpretato da Andrea Tonin, in calce alla poesia “L’infinito”, in programma d’esame. Compare poi la fidanzata di Andrea, una spumeggiante Margherita Mannino, provocante nel succinto abitino, poi avvolta in carta stagnola per compiacere Giacomo: incredibile è poi il salto temporale che si fa, a distanza di tre mesi, che vede Giacomo alle prese con la vendita di almanacchi. Non manca di stupirsi di come la specie umana si applichi alla devastazione del mondo: lui, idealista di stampo pessimistico, è deluso dai posteri. La scenografia cambia colore, si pone su una strada dalle tinte accese, ritorna Andrea Tonin: peccato che si sia perso, nel frattempo, lo slancio creativo della prima parte del dramma, la seconda sembra meno attinente, più “cosmica”. Anche Tiziano Scarpa a quanto pare si è fatto prendere dalla delusione per lo stato delle cose presenti. Il progetto speciale per le scuole, con il riallestimento delle scene a cura di Giorgio Sangati, è stato messo in scena dal 17 al 21 novembre e ha visto accorrere al Teatro Verdi classi intere di giovani studenti perché è «teatro vivace, vitale, immerso nel presente».
Camilla Bottin