La Gru e il progetto letterario Sixx

30 Aprile 2014 By Elena Bottin

Il progetto letterario Sixx che vede coinvolti sei giovani autori della casa editrice ‘La Gru’ metterà in campo le qualità tecniche di ciascuno di loro attorno a un tema condiviso. Il primo, attualmente in lavorazione, riguarda i “peccati”. In base a quali criteri sono stati selezionati gli autori?
In questi quattro anni di attività editoriale ho avuto la fortuna di incontrare qualche centinaio di scrittrici e scrittori. Molti di questi erano aspiranti, molti di questi sono persone che scrivono, poche di queste persone sono scrittori. Con alcuni di loro ho stretto un rapporto che va oltre quello di editore/autore ed è venuto spontaneo proporre loro il progetto Sixx, quindi sei scrittori veneti che hanno dato vita ad un salotto riservato in cui si propongono idee letterarie e le si porta avanti assieme, ognuno con il proprio talento e con il proprio stile. Il nome Sixx ha un duplice significato. Da un lato ricorda il sei inglese, dall’altro è un omaggio a Nikki Sixx, bassista dei Motley Crue, la cui attitudine vogliamo riportare su carta.
Gli autori sono stati coinvolti in maniera naturale sulla base della capacità di lavoro in team e su una valutazione dell’entusiasmo che hanno sempre messo nei vari progetti solisti o di gruppo che noi portiamo avanti.
Gli abbinamenti sui lavori nascono in maniera spontanea, esattamente come in musica due o più componenti di una band lavorano su un brano piuttosto che su un altro. Non ci sono limiti. Ognuno partecipa come meglio crede, quando meglio crede. Il tutto in una totale e assoluta parità di peso specifico all’interno del progetto. Quindi niente prime donne, con tutto che abbiamo al nostro interno una donna, ma solo collaborazione e stimoli creativi senza limiti.
Il primo progetto nasce sull’analisi dei vizi intesi come peccati capitali. Sette personaggi interagiranno tra loro, ma non vogliamo svelarvi come, portando alla luce i loro lati oscuri che sono poi quelli della nostra società. Sette personaggi, sette vizi capitali. Sette esistenze più o meno corrotte, ma nulla a che fare con il film Seven!

Si ravvisano in questi sei autori (Alice Fritsch, Nicolas Alejandro Cunial, Alessandro Rosanò, Mattia Dal Zotto, Alberto De Poli e Lei, Massimiliano Mistri) tracce di critica nei confronti di un NordEst che li ha masticati ma non ha saputo digerirli, un’ironia pungente e un flusso di ricordi desunti dalle proprie esperienze personali sviluppati attraverso modalità di scrittura differenti (poesia, prosa, prosa poetica, disegno, musica). Gli autori lavoreranno insieme a due a due, tutti e sei contemporaneamente o separatamente, a seconda del caso: come verranno pensati gli abbinamenti? Si cerca di accostarli per somiglianze o per differenze?
Lei, in quanto editore, oltre ad essere coordinatore del progetto, parteciperà anche come scrittore: che effetto Le fa lavorare a stretto contatto con le persone che ha seguito e ha aiutato a crescere? Si sente come un padre o come un amico?
In Sixx non sono tecnicamente l’editore. Non mi muovo da editore. Noi tutti saremo editori di noi stessi con un nostro marchio editoriale, Umlaüt, che sarà solo ed esclusivamente nostro. In autogestione. Di mio posso metterci quel briciolo di competenza tecnica in più, ma voglio e pretendo che anche gli altri cinque imparino cosa significa impaginare, correggere, limare, editare e ideare un libro fino alla sua realizzazione finale. Quindi anche interagendo con il tipografo e scegliendo persino la carta. Quindi lavorare con queste persone, ognuna con il proprio talento, credo possa aiutare anche me a crescere. Mi troverò a scrivere, cosa già accaduta in passato (nel 2000 ho pubblicato in autoproduzione la silloge poetica “Portrait of hallucinations”, con la copertina gentilmente realizzata da Tyla, dei Dogs d’Amour, e ho poi partecipato nel 2013 ad un progetto per POP e nel 2014 a “Diverso sarò io” uscito in questi giorni per i tipi di Armando), ma ho ben chiaro nella mente il fatto che quel che mi piace fare maggiormente è lavorare con le parole altrui. Fermo restando che mi diverte fare altro.

Gli autori che parteciperanno al progetto sono quasi tutti giovani: ritiene che questo possa influenzare la visione d’insieme dell’opera? Si potrebbe parlare di una voce generazionale?
Non so se potremo parlare di voce generazionale. Forse è troppo. Diciamo che ci divertiamo a sviscerarci e ad eviscerare. Di sicuro non ci muoveremo mai su terreni soft. Non ci interessa la letteratura da intrattenimento alla Sugarpulp. Con tutto che è legittimo e giusto che esista e sono felice che abbiano il successo che hanno. Sono felice per Strukul, Brunoro e tutti gli altri ragazzi che conosciamo anche noi personalmente, ma il nostro è uno scrivere più sociale. Forse più difficile, forse più secco. Quando penso a quel che stiamo facendo, mi viene in mente un verso di Dancing on glass dei Motley Crue: “Going way too fast, gonna burn and crash. Valentine’s in London found me in the trash”. Voglio dire che scriviamo con attitudine punk. Ci diamo dentro e magari un giorno ci ritroveranno a terra nella spazzatura nel giorno di San Valentino. E forse è proprio quello che vogliamo. Portando i lettori con noi, ovviamente.

Per restare aggiornati sul percorso:
– su Twitter
www.twitter.com/SixxProject
– su Facebook
www.facebook.com/sixxproject
– sito della casa editrice
www.edizionilagru.com

Camilla Bottin