Esce a settembre il nuovo romanzo ‘Solo per i tuoi occhi’

12 Settembre 2013 By Elena Bottin

La tua formazione professionale di scrittrice prevede un Master in Tecniche della narrazione presso la Scuola Holden: è stata un’esperienza positiva? Qual è stato l’insegnante che ti è più rimasto nel cuore per la capacità di coinvolgimento?
Avevo solo diciannove anni quando mi iscrissi alla Holden, troppo pochi per godere appieno e in modo critico dei tantissimi stimoli che la scuola offre. Di insegnanti speciali ce ne sono stati tanti, e collaborare oggi come docente è senz’altro per me una bella soddisfazione. Sono convinta che la scuola possa offrire i primi e preziosi strumenti per districarsi nell’universo della narrazione. Il resto spetta al talento e alla visione di ognuno.

Sei appena tornata dal Festival della Letteratura di Mantova: in cosa consisteva il tuo intervento? La kermesse letteraria da anni accoglie accoliti del Libro: hai trovato che lo spazio dedicato al confronto fosse sufficiente?
Purtroppo il lavoro e gli impegni non mi hanno permesso di presenziare al Festival, ma solo a un suo meraviglioso evento collaterale organizzato da Marco Piva. Poi sono dovuta rientrare la notte stessa.

Vogliamo sapere qualcosa di più riguardo il tuo lavoro di sceneggiatrice: le tue proposte sono dedicate al teatro o alla televisione? Come insceni la storia, vivendola in prima persona o affidandoti ai consigli di specialisti del campo?
Ho collaborato per due anni con la Taodue, come editor e sceneggiatrice. Ma quello che più amo fare è scrivere romanzi. Nella sceneggiatura per la televisione non puoi prescindere dalle richieste della rete. Per quanto mi sia divertita a collaborare alla scrittura del Tredicesimo Apostolo, in onda per Canale5, la narrativa resta uno spazio indiscusso di libertà e di elaborazione. Il mio favorito. Quello in cui le regole possono essere frantumate e i propri limiti esplorati.

‘Sogni di sangue’, un racconto lungo dai toni scabrosi: molti lettori avranno imparato una parola nuova, ‘blatta’, ovvero scarafaggio. Come ti è venuta l’idea di associare i fermenti dell’inconscio a questo animaletto del sottosuolo?
Be’, potrei dirti Kafka docet. Ad ogni modo tutto ciò che brulica nel sottosuolo è anche metafora di ciò che si agita nel fondo di noi. David Lynch in Blue Velvet lo ha mostrato egregiamente. Sogni di sangue è un racconto che dialoga con le paure che chiudiamo a doppia mandata nelle nostre cantine, illudendoci di risolvere il problema. Ma le paure, proprio come le blatte, non le si ferma con un giro di chiave.

Dal 4 al 6 ottobre a Padova ci sarà il Sugarpulp Festival, dedicato alla cultura pop e alla narrativa popolare di genere (in particolar modo noir e horror). Cosa ne pensi del progetto? Conosci Matteo Strukul e la sua ‘banda’?
Sugar Pulp è un festival adorabile. Ho avuto l’onore di parteciparvi l’anno scorso. Matteo Strukul è anche uno scrittore di talento. direi che la banda merita un applauso e un sentitissimo grazie.

Parlaci del tuoi prossimi progetti letterari.
Il 26 settembre uscirà “Con i tuoi occhi“, il mio prossimo romanzo che amo alla follia. Spero avrete voglia di conoscere da vicino le vicende di Irma, Carla e Salvatore. In cantiere ho altri progetti, nuovi romanzi, tante idee. Ma magari ne parleremo in una nuova occasione.

Camilla Bottin