Fabrizio Gianuario: una biografia su Mengoni

25 Luglio 2014 By Elena Bottin

Come ha fatto per scrivere questa biografia, a quali fonti si è rivolto?
Il libro è una cronistoria della carriera di Marco Mengoni da X Factor alla pubblicazione di Incomparable, la versione in spagnolo di L’essenziale. Le fonti utilizzate sono state giornali, radio, apparizioni televisive, social network… E, ovviamente, la produzione musicale di Mengoni, intorno alla quale si sviluppa il percorso di crescita umana e artistica che è stato raccontato nel libro.
Come è arrivato a pubblicare con Gargoyle? È un libro progettato a tavolino con la casa editrice o frutto di un Suo personale desiderio di approfondimento che ha trovato un editore proprio in Gargoyle dopo un’attenta selezione?
Da circa due anni la Gargoyle ha inaugurato la collana Accadimenti, dedicata a musicisti e personalità dello sport. E in questi anni è capitato più volte di confrontarmi con l’editore su titoli che sono stati pubblicati e su altri che sono rimasti in cantiere. Ed è stato in questo clima di dialogo che la Gargoyle mi ha proposto di scrivere un libro su Mengoni, con l’intenzione di gettare uno sguardo più approfondito sulla ricchezza e la complessità di uno dei nuovi protagonisti del pop italiano.

Nel dicembre 2009 X Factor è finito: Marco Mengoni, pupillo di Morgan, conclude i tre mesi di «intensa palestra emotiva» con un successo incredibile «incantando pubblico e critica»: il giovane cantante pop – rock, con un retrogusto soul, si trova improvvisamente catapultato sul palco dell’Ariston senza quella «gavetta» che la gran parte degli artisti ha sostenuto per approdarvi. È un «Re Matto», un personaggio ambiguo, quasi introverso, forte solo della sua volontà di migliorarsi: Mengoni è un cantante dalle tinte chiaroscurali come “Credici ancora”, l’inedito portato in gara, vive in «un saliscendi di registri» che alterna «tonalità basse e altissime allo stesso tempo». Fabrizio Gianuario, l’autore della biografia non ufficiale “In viaggio. Storia di un talento in cerca di se stesso” edita da Gargoyle Books, ci delinea, nella sua prosa semplice e mai noiosa, il ritratto di un ragazzo che da insicuro comincia a maturare: la solitudine che canta in “Solo 2.0” è un elemento fondante dell’esistenza, si tratta di gestirla al meglio, tra la «depressione post tour» e l’insoddisfazione di un prodotto musicale non ancora degno, secondo Marco, di svettare nell’Olimpo della musica italiana. Il cantante non vuole essere scontato: insieme al team che l’ha affiancato fin dagli esordi, i Cantieri Musicali (poi abbandonati per progetti differenti), cerca sempre di dare una struttura più complessa all’organico del disco, figurando come coautore e compiendo una «ricerca armonica, melodica e timbrica» con un maggiore utilizzo di elettronica. L’elogio di Big come Gianna Nannini e Lucio Dalla, con cui ha inciso “Meri Luis”, lo aiutano nei momenti in cui la tristezza sembra prevalere: Marco torna sempre a stupire, infatti dopo il “Tour teatrale” in cui si ricerca una maggiore semplicità, si dice #prontoacorrere a Sanremo. Il nuovo disco diventa quindi la metafora di un viaggio in sé che Mengoni vuole percorrere, una sorta di interrogazione sul futuro a cui risponde «la vita va vissuta godendo del momento presente, vivendola giorno per giorno». E’ il tempo dell’«essenziale» e il #megliodeveancoravenire.

Camilla Bottin