461
Venerdì 19 settembre alla Chiesa di Montà    21:00
Intervista a Fabio Chiesa

Intervista a Fabio Chiesa


Dal 20 settembre esce nelle librerie "Sangue cattivo" (Araba Fenice), il primo romanzo di Fabio Chiesa, giovane autore piemontese piuttosto promettente, per certi versi affine al movimento letterario veneto Sugarpulp.


Sei un grande appassionato di letteratura e cinema, passione che dimostri anche con la tua partecipazione al blog del movimento letterario Sugarpulp. Ora, dopo una “gavetta” da critico, entri a far parte del fenomeno letterario che ammiri, che effetto fa? C’è qualcosa di Sugarpulp che ti ha ispirato nella stesura del romanzo o i “germi” del noir erano dentro di te da anni?
Sono venuto a conoscenza di Sugarpulp proprio quando stavo terminando il romanzo e mi sono subito accorto che c’erano parecchi punti in comune tra ciò che stavo cercando di proporre e l’idea di letteratura che il movimento stava portando avanti. Sono sempre stato un lettore onnivoro, con una predilezione per il noir, il pulp, l’hardboiled e la crime novel. Diciamo che certi germi “deviati” sono sempre stati presenti. Essere pubblicati da una casa editrice seria è certamente una bella soddisfazione. Vedere i frutti del proprio lavoro non può che fare piacere. Così come entrare a far parte, seppur in punta di piedi, dell’universo letterario.

“Sangue cattivo” è ambientato in un paesino del Piemonte. Tu sei torinese. Quanto conosci i luoghi che descrivi nel romanzo?
I luoghi del romanzo sono i luoghi in cui sono nato ed in cui vivo tutt’ora e che, di conseguenza, conosco molto bene. Più che torinese mi sento piemontese. Nel senso che il Roero, l’area in cui è ambientato “Sangue cattivo” ha tutte le caratteristiche della provincia. Certo Torino, dove ho studiato, è a soli quaranta minuti, ma è una realtà completamente diversa. In riferimento all’ambientazione del libro posso dire che ho tentato di portare sulla pagina certe atmosfere, certe suggestioni e certi personaggi tipici del territorio dove sono cresciuto.

Come il protagonista anche tu sei un giornalista: cosa vuol dire per te svolgere questo mestiere? Quali sono i pro e i contro?
L’attività giornalistica è una passione che coltivo da sempre. Sono pubblicista da circa dieci anni e collaboro con alcune testate locali. Non faccio questo mestiere di professione ma, per la mia esperienza, posso dire che richiede grande passione e dedizione. Il contro più grande, dal mio punto di vista, è l’iter per diventare professionisti, che spesso finisce per demotivare. Sinceramente lo trovo un po’ anacronistico.

Se volete conoscere di persona Fabio, la prima presentazione del libro “Sangue cattivo” si terrà venerdì 19 settembre alle ore 21 presso la Chiesa di San Michele (piazza San Michele) a Montà. Interverranno il vicesindaco di Montà e l’editore.

cover

Camilla Bottin

Share
Chiesa di San Michele,     piazza San Michele, Montà
           clicca qui per visualizzare la mappa





149 q 0,142 sec