Gran Galà verdiano
10 Maggio 2013«Stride la vampa, la folla indomita corre a quel fuoco – lieta in sembianza» recita il Coro del II atto del Trovatore, l’estasi provata nel corso del Gran Galà verdiano è tale che se lo sfondo boschivo di quella cartolina corale d’eleganza fosse stato in preda a un incendio nessuno se ne sarabbe accorto. Anzi, non si può parlare di fiamme ma di terra che trema: l’evento, a cura dell’associazione Coro Teatro Verdi di Padova, ha avuto la felice finalità di devolvere l’intero ricavato al comune di San Felice sul Panaro in provincia di Modena, paese terremotato. «Se quel guerriero io fossi, se il mio sogno si avverasse» canta Radames, nei panni vittoriosi del tenore Orfeo Zanetti, nell’osservare una platea colma di gente: la beneficenza non richiede meno impegno di un concerto tradizionale ma avvolge nelle sue spire il repertorio verdiano per riproporlo con un didascalismo perfetto.
A uno spettacolo così puoi concedere ben più dei modesti prezzi del biglietto d’ingresso: la presenza di un soprano come Asako Watanabe o di un mezzosoprano come Liudmilla Dobreva, first ladies da palcoscenico nei panni delle rivali Aida e Amneris, regali nei lunghi vestiti da cerimonia, raffinate e belle oltremodo, richiede la contesa degli sguardi, il sospiro prima dell’aria, la visione d’insieme con un coro che vola con il pensiero sulle ali dorate. La Vergine degli Angeli copre con il suo manto il pubblico e scaccia via il maligno coro delle streghe di Macbeth: arriviamo alla morte di Rodrigo che siamo visibilmente sconvolti, aspettiamo solo che l’eroe ritorni vincitore per salvarci dalla sciagura imminente, la fine della serata. Il direttore Pietro Perin e il Maestro Roberto Rossetto hanno condotto il Gran Galà con cipiglio instancabile, il primo con la sua bacchetta svolazzante, il secondo al pianoforte: «s’appressan gl’istanti» di una conclusione indimenticabile, con il balletto finale dell’Aida a cura della scuola di danza ‘A Corpo Libero’ di Piazzola sul Brenta, l’intervento delle trombe e un coro che esplode nella sua magnificenza.
Camilla Bottin