Gabriele D’Annunzio & Eleonora Duse al San Pelagio
16 Giugno 2014Il primo incontro tra Gabriele D’Annunzio e la sua «musa velata», la Divina Eleonora Duse, avvenne nel settembre 1894 a Venezia: la scintilla che fece scoppiare una passione senza eguali, il «fuoco» del romanzo omonimo del Vate, scocca ancora 120 anni dopo nel Castello di San Pelagio, una villa veneta con una torre medievale di proprietà dei Conti Zaborra ora sede del Museo dell’Aria. A rendere carne e ossa i due amanti sono stati Carlo Bertinelli, allo stesso tempo autore e regista dell’assemblaggio letterario che ha portato alla riscoperta delle lettere e di alcuni passaggi de “Il fuoco” e Alessandra Brocadello, coinvolta in un lavoro di studio e ricerca sulla Duse che ha le proprie radici nel lontano 2003: fanno parte di TeatrOrtaet, la loro è una visita animata che si svolge nelle sale del Castello immerso nel Parco delle Rose e dei labirinti, in mezzo a centinaia di rose, alberi secolari e a un belvedere che dà sul famoso campo di volo da cui ebbe inizio la famosa impresa di Vienna eseguita da Gabriele D’Annunzio insieme ad altri aviatori italiani per il semplice gusto dell’arditezza.
Eleonora Duse, interpretata da una commossa Alessandra Brocadello, venne «sfruttata, umiliata, rovinata» dall’uomo che ha amato, il principe dell’alcova: il loro «patto d’alleanza» che vaneggiava un futuro teatro dell’avvenire, prevedeva un’indissolubile fusione tra amore e arte, con la composizione di Opere del Vate interpretate poi sulla scena dalla Divina. Lo stesso romanzo “Il fuoco”, sacello di intimi segreti svelati alla massa, venne poi pubblicato con il consenso di Eleonora solo per non privare l’Italia di un «capolavoro della letteratura». Dieci anni di sofferenze che i TeatrOrtaet aprono con la poesia “La pioggia nel pineto” si consumano in cinque quadri divisi nelle sale del Museo dell’Aria: Bertinelli nei panni di D’Annunzio ammicca a se stesso quando, ricordando il volo su Vienna, indossa un berretto da aviatore. Vogliamo ricordare D’Annunzio così com’era, eroe e amante sfrenato, con quella «vita gioiosa» che lo portò a tradire più volte la Duse che lo amava senza riserve: l’ultimo tradimento, quello professionale, che porta il Vate a preferirgli nelle due tragedie composte per lei altre attrici, sancirà la fine dei rapporti tra i due. E’ un percorso intenso, da vivere con passione, in ricordo dell’attrice che era nata a Chioggia e adorava Padova, la migliore sulle scene di fine Ottocento e inizio Novecento. Le prossime visite animate si terranno il 29 giugno alle 16, il 13 e il 27 luglio alle 18 sempre presso il Castello di San Pelagio: per prenotare telefonare alla signora Gabriella al numero 324 – 6286197 o inviare un’email a prenotazioni@teatrortaet.it
Camilla Bottin





