In 40 mila ‘born to run’ con il boss
1 Giugno 2013In mezzo al prato, in quel caldo abbraccio che è dato dal delirio notturno di ‘Dancing in the dark’, con la coda dell’occhio si potevano scorgere dei ragazzi provenienti dalla Croazia, bandiere alla mano.
In cima al palco, sulle transenne, l’Italia e gli USA sventagliavano le loro urla agli intrepidi viaggiatori, reduci di un pomeriggio di attese interminabili ma colme di speranza: il Boss era tra noi, magnanimo come non mai, che cantava il suo amore per la sterminata platea di 40.000 persone accampate nello Stadio Euganeo. «Vi amo» ripetuto più volte, dimostrazioni d’affetto con assaggi musicali alle sei del pomeriggio, di fronte a un pubblico incredulo, sempre tendente verso l’Alto nelle sue spinte centrifughe: Bruce ci ha offerto una «Promised Land», un tempio del rock.
Quello che chiede è solo di essere «born to run», di essere pronti a seguirlo nel suo viaggio, ad essere i suoi «mad men», capaci di affrontare chilometri e chilometri per ascoltare un concerto anche a distanza di giorni. Il pubblico chiede e il Divo dà: Bruce, con quella carica aggressiva che lo contraddistingue è pieno d’energia e dall’alto del suo scranno-palco riprende i fili del cd reclamato a gran voce dai fan.
Sì, è «Born to run» a venir proposto, sotto una pioggia incessante: migliaia di impermeabili si stendevano sul prato, figure incappucciate che si perdevano nella massa.
Ci avviciniamo al finale, con un ritmo che corre sottopelle, sempre più prossimi all’esplosione finale di Twist and sout, con lo Stadio intero a battere i piedi e a saltare: se all’inizio Bruce diceva di non «sentire Padova», alla fine la festa era completa. «Balla con la mia suocera» reca un cartello e Bruce non se lo fa aspettare: la signora viene sollevata e portata sul palco, il cantante si muoveva con il suo solito carisma e la donna non si rassegnava a staccarsi da lui. Del resto come si fa? Springsteen è abituato a coccolare i suoi fan, sul palco oltre alla matrigna, una ragazza e un bambino è passato anche Caterino Riccardi, musicista della cover band The Fireplace che ha coronato il sogno della sua vita, suonare insieme alla E Street Band. Tra il fidato ‘gemello’ alla chitarra Steven Van Zandt e Jake Clemons, la famiglia di Bruce era al completo e con il suo gruppo, accompagnato da cori, sembrava di essere finalmente a casa. Una serata indimenticabile che lascia già pregustare la curiosità per la nuova scaletta di Milano.
«A me ‘Born to run’ ha cambiato la vita» dice Bruce. Anche la nostra, anche la nostra…
Camilla Bottin