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Gran Teatro Geox   
Auguri Bob Marley!

Auguri Bob Marley!


Un fiore sul palco per Bob Marley: tre dei più grandi artisti della scena reggae si sono riuniti al Geox per celebrare il fondatore. Ad anticipare i concerti aperitivo con djset.


Una sorta di gemellaggio si è verificato, venerdì 6 febbraio, tra la Jamaica e il Nordest: le vibrazioni delle note caraibiche hanno fatto pulsare il Gran Teatro Geox di amore vero e incondizionato verso colui che, nato settant’anni prima, ha fatto nascere un nuovo genere musicale e ha portato nel mondo un messaggio di pace. Stiamo parlando di Bob Marley, ponte d’unione tra culture diverse grazie alle melodie sognanti della reggae music. Anticipato da un djset vivace a cura di Papaluka, Mr Robinson e Wildcat a orario spritz, il teatro si è in poco tempo riempito di persone: i controlli per la sicurezza erano serrati ma non serviva perchè il pubblico, rilassato e felice, non vedeva l’ora di ballare al ritmo della musica, per la semplice gioia di stare insieme e celebrare il re del reggae. Ad aprire la serata c’era Hollie Cook, figlia del batterista dei Sex Pistols, autrice di un concerto (e di un disco “Twice”) in grado di rievocare le intense sonorità che la reggae music viveva negli anni Settanta, con un entusiasmo capace di renderla fruibile anche alle nuove generazioni. La giovane Hollie, sul palco con un vestito nero semplice lungo fino ai piedi e converse, sembrava una ragazzina, ma tanta era la sua sensualità nel cantare quella che lei stessa chiama il “tropical pop”, una sintesi di reggae, black music e percussioni brasiliane. Dopo di lei Etana, la regina del reggae, con la sua voce calda e potente, è entrata in scena con un gruppo nutrito di musicisti e due ragazze ai cori: la sua musica si apre alla modernità del “New Roots” ma continua a portare avanti il messaggio di pace dei primordi. Etana è l’unica, secondo i critici, che potrebbe portare a una svolta: grazie al suo carisma è in grado di far passare nel cuore degli ascoltatori liriche complesse e pungenti senza mai annoiare, il suo magnetismo è incredibile. Il pubblico, sempre in piedi, si asserragliava sotto il palco in estasi. La serata giamaicana organizzata da Zed Entertainment con il supporto del Rasta Snob Movement si è chiusa in grande stile con il concerto di Micheal Rose, la storica voce dei Black Uhuru. Per i fan del reggae italiano, mescolato tra i presenti, c’era anche Sir Oliver Skardy. Con il teatro che assumeva, grazie all’illuminazione, tonalità verdi e gialle la Jamaica vive ancora, regina incontrastata di un immaginario musicale intrigante, nel nome di Bob Marley.

Camilla Bottin

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Gran Teatro Geox,     corso Australia, Padova
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