A tu per tu con Nancy Brilli e Giuseppe Marini
9 Novembre 2013La rilettura della Locandiera ha acquistato un «sapore dolce-amaro» che nell’originale goldoniano mancava. Condividete l’impressione?
Nancy Brilli: Se ci pensate bene la commedia può avere un risvolto amaro, racconta la storia di cinque esistenze alla deriva dal punto di vista dei comportamenti amorosi. Alla fine il vero protagonista è Amore, non si fa che parlare di esso, tutti sono invaghiti di Mirandolina, nodo centrale della trama, da cui si aspettano una risoluzione sentimentale. E’ un argomento che bene o male riguarda tutti, la categoria umana in ambito amoroso riesce a dare il meglio e il peggio di sé: abbiamo trasposto la Locandiera nella contemporaneità.
Come è nata l’idea della Locandiera, in che modo è stato “cercato” questo ruolo?
Nancy Brilli: L’ultima esperienza televisiva mi ha un po’ disgustato e avevo voglia di tornare a teatro, un teatro di tournee: non ho potuto farlo prima perché avevo un figlio da crescere – ad eccezione delle platee romane, vicino casa – e per tornare avevo bisogno di uno spettacolo ragionato. Con Giuseppe abbiamo passato in rassegna diversi copioni e Mirandolina si è rivelata una scelta quasi obbligata: all’inizio l’abbiamo scartata a priori perché ci sembrava un personaggio troppo banale ma poi, alla luce di nuove considerazioni, l’abbiamo rivalutata alla luce della contemporaneità. Il personaggio femminile che vedrete a teatro è una Mirandolina diversa da quelle che si sono viste nel passato, Giuseppe ha fatto un grandissimo lavoro di adattamento, pur restando fedele all’originale, ha lavorato molto sul linguaggio, rendendolo vivo e attuale. Non possiamo dire che l’ha semplificato, ma sicuramente ha tolto quel sapore rococò: non uso la parola “leggero” perché posso dare un’impressione di superficialità, ma sicuramente è un linguaggio molto godibile da seguire. Questa leggerezza di fondo è stata applicata alle scene e ai costumi, tutto è ridotto all’osso, è molto scarnificato, quindi quel poco che resta sul palco è altamente significativo.
Giuseppe Marini: All’interno della Locandiera ci sono dei profili molto belli, grazie alla partecipazione del cast per una volta usciamo dagli stilemi settecenteschi: finalmente siamo riusciti a creare dei personaggi trasversali che hanno modo di portare in scena modi e atteggiamenti comuni col presente. Mirandolina si rapporta diversamente con ogni uomo, ha in serbo seduzioni diverse per ognuno di essi: con uno è gattina, con un altro è dominatrice o compagna di giochi, a rendere la suggestione amorosa è il fraseggio continuo tra tutti gli attori, un fraseggio che racconta qualcosa di universale.
Camilla Bottin