43
Ritorno a scuola   
L’appello di CRESCO al sistema scuola-famiglia

L’appello di CRESCO al sistema scuola-famiglia


Ritorno a scuola: attenzione ai disagi psicologici causati dalla DAD. L’appello di CRESCO al sistema scuola-famiglia


Gli effetti della pandemia continuano a minacciare gli adolescenti, non solo per la paura di contrarre il virus ma soprattutto per le ricadute psicologiche che le misure restrittive prolungate hanno causato. In pratica, il rientro a scuola degli Istituti Superiori non risolve il grande problema della didattica a distanza perché nel frattempo questa ha generato altre problematiche da non sottovalutare. Mai come in questo periodo, CRESCO – realtà con sede a Via Prima Strada a Padova che offre supporto specializzato per bambini e adolescenti con difficoltà scolastiche – ha rilevato conseguenze così preoccupanti negli adolescenti: dall’isolamento, alla demotivazione allo studio, al disinteresse fino ad episodi di disregolazione e devianza aggravate e picchi di trasgressività. Le situazioni peggiori si registrano nei ragazzi che hanno frequentato la terza media e iniziato una nuova scuola in DAD perchè hanno perso punti di riferimento: i nuovi insegnanti e i nuovi compagni esistono solo virtualmente. In tutto questo i genitori cercano di destreggiarsi tra la gestione dei figli in didattica e smart working.

Bisogna fare attenzione a “come” i ragazzi rientrano a scuola – dichiara Francesca Longo, Coordinatrice Equipe CRESCO – Il nostro team di specialisti-psicologi si confronta quotidianamente con queste nuove problematiche che interessano un sempre maggior numero di ragazzi. Da qui nasce il nostro appello al sistema scuola-famiglia perché venga posta maggiore attenzione a tutti quei possibili segnali d’allarme legati al rientro a scuola dei ragazzi.

Così, la fragilità e il disagio che in pre-pandemia era di pochi ora è generalizzato alla classe intera. Questo accade principalmente per due motivi. Il primo perché questo prolungato momento di DAD ha creato innumerevoli difficoltà nei ragazzi che non sono più abituati alla socialità, a stare in classe, a partecipare attivamente alle attività didattiche. Si trovano così ad uscire da quella che per mesi, era diventata una zona di comfort, perché la didattica a distanza per loro portava vantaggi secondari: meno attenzione sostenuta per lungo tempo, la protezione della propria identità dietro ad uno schermo, la messa in gioco anche prestazionale mediata dalla distanza e dal video.

L’attenzione, completamente da riallenare, è il secondo tema critico. La didattica in DAD è stata affrontata prevalentemente come un momento di transizione in attesa del rientro a scuola; adesso i ragazzi devono riabituarsi all’attenzione in presenza invece sarà chiesto loro di correre la “maratona prestazionale” affrontando innumerevoli verifiche e interrogazioni in presenza che richiedono non solo il massimo dell’attenzione ma anche dell’efficacia.

Alla scuola, oltre alla normale funzione educativa, ora è affidato il compito di accogliere gli studenti che rientrano in classe con particolare attenzione pedagogica. Occorre affiancarli e sostenerli nel ritorno alla socialità scolastica, avendo particolare attenzione e comprensione in questo tempo che per molti costituisce un vero e proprio reinserimento scolare. Vanno accompagnati specialmente coloro che più a lungo ne sono stati privati o che comunque manifestano forme di disagio.

Share


www.iocresco.me/


Aggiungi un commento

La tua email non viene pubblicata. *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

135 q 0,138 sec