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Preoccupazione per la difesa del patrimonio suinicolo veneto

Preoccupazione per la difesa del patrimonio suinicolo veneto


PESTE SUINA, CRESCE L’ALLARME FRA GLI ALLEVATORI PER LA PROLIFERAZIONE DEI CINGHIALI


Coldiretti Padova: massima allerta sui Colli Euganei, preoccupazione per la difesa del patrimonio suinicolo veneto

Cresce di giorno in giorno anche fra gli allevatori padovani la preoccupazione per la peste suina africana che si sta diffondendo in diverse parti della Germania e che può colpire cinghiali e maiali. Si tratta di una patologia altamente contagiosa e spesso letale per gli animali, ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani. Sono veicolo di trasmissione della malattia soprattutto gli animali selvatici, su tutti i cinghiali, presenti a migliaia anche sui nostri Colli Euganei. La loro proliferazione potrebbe favorire lo sviluppo di pericolosi focolai anche nei nostri territori.

“Con una popolazione così numerosa di cinghiali che insiste su un territorio circoscritto come quello dell’area collinare e pedecollinare, ma anche ad altre zone in provincia, dalle quali sono arrivate parecchie segnalazioni – spiega Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – aumenta il fattore di rischio di diffusione di una malattia che può portare a pensati perdite negli allevamenti suini. Un motivo in più per proseguire sull’azione di contenimento dei cinghiali in tutta la provincia e recuperare il terreno perduto nei mesi di lockdown. La proliferazione senza freni di questi animali oltre a preoccupare per i rischi la sicurezza e la salute, per la salute, provocati dalla diffusione di malattie come appunto la peste suina, è responsabile di un’escalation di danni nelle campagne che si vanno a sommare a quelli di altre specie selvatiche come ad esempio le nutrie. Abbiamo già messo in evidenza in più occasioni, inoltre, le conseguenze sull’equilibrio idrogeologico sull’ambiente dei Colli Euganei, poiché il passaggio continuo dei cinghiali provoca cedimenti e frane anche di notevole entità, come ha certificato lo studio che abbiamo condotto con l’Università di Padova.

I nostri allevamenti applicano rigidi protocolli di sicurezza e sorveglianza sanitaria ma è necessario mettere in campo tutte le azioni di prevenzione e controllo, altrimenti l’impatto potrebbe essere particolarmente devastante. Dopo questo primo passo ora dobbiamo lavorare anche sulla prevenzione a casa nostra, a partire appunto dall’emergenza cinghiali sui Colli Euganei. Prima che sia troppo tardi e che l’epidemia della peste suina dilaghi anche in Veneto è il caso di adottare tutte le misure necessarie, a partire appunto dal contenimento dei cinghiali. Abbiamo già fatto presente alle istituzioni anche questa emergenza”.

Intanto nei giorni scorsi la Commissione europea ha bloccato la movimentazione di suini dalla Germania. La Sassonia è stata inserita nella lista delle zone da cui è vietata l’importazione di suini e materiale germinale ai fini di scambi intracomunitari fino al 31 gennaio 2021. “Si tratta di tutelare l’allevamento suinicolo italiano in particolare quello veneto, composto da 750mila capi destinati anche alla produzione di prosciutti Dop – spiega Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Veneto – fermare immediatamente le importazioni di animali vivi provenienti o in transito dalle aree interessate significa difendere un patrimonio zootecnico che vale a livello regionale 200milioni di euro e coinvolge 500 allevamenti”.

Questo virus può passare facilmente da un animale all’altro attraverso stretti contatti tra individui, o con attrezzature contaminate (camion e mezzi con cui vengono trasportati gli animali, stivali, ecc.) o attraverso resti di cibo che trasportano il virus e abbandonati dall’uomo.

La Coldiretti aveva subito lanciato l’allarme sui rischi che una diffusione in altri Paesi potrebbe comportare sotto il profilo sanitario ed economico. Anzitutto Coldiretti aveva sollecitato già le scorse settimane interventi a sostegno delle imprese suinicole italiane partendo dall’intensificazione dei controlli dei flussi di animali che entrano in Italia dalla Germania o che transitano sul territorio tedesco.

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