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Oltre 1/3 del valore nazionale   
Vinitaly: Veneto leader dell’export made in Italy

Vinitaly: Veneto leader dell’export made in Italy


Un risultato sostenuto dal comparto vitivinicolo veneto che continua ad essere la locomotiva delle esportazioni tricolore con più di 1/3 del valore


“Per quanto prevedibile e giustificabile, visto il contesto sanitario, il rinvio di una manifestazione strategica per l’agroalimentare italiano come il Vinitaly è sempre spiazzante per i produttori” E’ il commento di Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Veneto alla notizia dello spostamento della kermesse più partecipata, sulla quale anche il Presidente nazionale Ettore Prandini si è espresso:”Un atto dovuto per consentire la partecipazione anche degli operatori stranieri e sostenere il successo del Made in Italy più esportato nel mondo dove nonostante la pandemia il vino ha fatturato 6,3 miliardi di euro nel 2020”.

Un risultato sostenuto dal comparto vitivinicolo veneto che continua ad essere la locomotiva delle esportazioni tricolore con più di 1/3 del valore che si attesta attorno ai 2,2 miliardi di euro con un prezzo medio al litro superiore alla media nazionale – spiega Coldiretti – anche sul fronte degli spumanti, comparto maggiormente penalizzato a livello globale, il Veneto, con i suoi diversi Prosecco Doc e Conegliano-Valdobbiadene ed Asolo Docg tiene le posizioni acquisite, anzi proprio le bollicine Doc segnano il record complessivo di vendite superando la soglia delle 500 milioni di bottiglie, grazie anche all’introduzione della tipologia Rosè. Se il quadro generale è incoraggiante, l’analisi più dettagliata mostra molti aspetti che necessitano di essere migliorati e rafforzati. Il primo su tutti è quello della conservazione e crescita del valore”.

La pandemia ha messo in luce un fenomeno in atto da alcuni anni – sostiene Coldiretti Veneto – la perdita di valore del vino. La crescita dei volumi ha spesso mascherato infatti, la diminuzione del prezzo unitario di alcune Denominazioni, che il crollo del canale Horea oggi rende più evidente. Un fatto che colpisce più profondamente le medio-piccole aziende particolarmente diffuse su territorio regionale.

L’ulteriore analisi dei dati del vino giacente in cantina a fine gennaio in Veneto, ci mostra un aumento contenuto, +2,5% delle scorte, soprattutto a carico dei vini generici. Un dato apparentemente confortante, ma che va contestualizzato con una vendemmia 2020 mediamente contenuta, accompagnata da riduzioni di resa per ettaro da parte delle principali Denominazioni. Da un lato quindi, il quadro generale ci mostra un Veneto che ha saputo reagire ed intervenire per far fronte alla crisi generata dall’emergenza Covid dall’altro la necessità di rilanciare in modo coraggioso il tema della qualità e del valore. Da segnalare che malgrado la crisi globale la tendenza al consumo di tipologie di vini biologici e sostenibili è cresciuta, in Italia e nei principali mercati mondiali. Segno che i consumatori valutano con sempre maggiore attenzione e competenza i loro acquisti – conclude Coldiretti Veneto – Una indagine Wine Monitor/Vinitaly svolta su un gruppo di importanti cantine italiane conferma che per i prossimi anni le aspettative di sviluppo delle vendite sono affidate agli eco wine per il 35%, a quelli biologici 32% ed ai vini Premium 28%. Il Veneto con i suoi 100 mila ettari e 11 milioni di ettolitri annui non può non tenerne conto per mantenere la leadership e i primati qualitativi a livello italiano”.

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