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Migliorare i processi di produzione delle imprese lapidee italiane.

Migliorare i processi di produzione delle imprese lapidee italiane.


Il progetto di ricerca europeo CLEANSTONE coordinato dall’Ateneo di Udine


Come ri utilizzare e riciclare al meglio, secondo la logica dell’economia circolare, gli scarti facendoli
diventare prodotti per il comparto dell’edilizia e non solo. I risultati saranno il punto di partenza
per un ‘Libro Bianco’ in cui si riporteranno le proposte per una modifica della legislazione sempre nel rispetto della tutela e salvaguardia dell’ ambientale.

Si chiama CLEANSTONE il progetto per il miglioramento dei processi di produzione dell’industria
lapidea italiana guidato dall’Università di Udine assieme a quella di Padova, a Confartigianato
Imprese Vicenza, all’Università di Scienze Applicate della Carinzia e all’Istituto di Ecologia E.C.O. di
Klagenfurt. Sono state inoltre coinvolte numerose aziende estrattive operanti in diversi contesti
industriali all’interno dell’area di progetto, comprendente il Friuli Venezia Giulia e le provincie di
Vicenza, Verona, Treviso, Belluno e Bolzano per l’Italia e Tirolo, Salisburgo e Carinzia per l’Austria.
Si tratta di un’iniziativa transnazionale Italia-Austria che gode di un finanziamento europeo di oltre
700 mila euro e che terminerà nel 2022. Obiettivo del progetto è migliorare e ottimizzare i
processi di estrazione e lavorazione della pietra naturale tramite l’applicazione delle più moderne
metodologie di valutazione dell’impatto ambientale e delle più avanzate tecniche di simulazione
fluidodinamica. Il tutto partendo dall’analisi dei processi di estrazione e lavorazione di diversi tipi
di pietra, ciascuno soggetto a diversi vincoli legali e restrizioni di carattere regionale. Nello
specifico, i tre atenei coinvolti si occupano di eseguire rilevanti analisi su campioni di materiale
lapideo per individuare i possibili riutilizzi degli scarti. Il partner E.C.O fornirà una valutazione
dell’impatto ambientale causato dalla lavorazione della pietra quantificandolo in termine di indice
LBI (Long-term Biodiversity Index). Confartigianato Imprese Vicenza, in quanto rappresentante del
mondo aziendale, facilita il coinvolgimento dei Consorzi e delle PMI del territorio e, grazie al loro
contributo, svolgerà un ruolo fondamentale nell'identificazione e classificazione economica delle
migliori opzioni di riuso/riciclo.

“Il progetto – spiega Alfredo Soldati, docente di Fluidodinamica dell’ateneo udinese e coordinatore
del progetto – rappresenta il primo tentativo di integrare le tecniche di recupero in un unico
quadro progettato appositamente per le industrie del settore lapideo, principalmente PMI a
gestione piuttosto tradizionale.”

In questo senso, è centrale il ruolo dell’Università di Padova che nel primo periodo del progetto si
è focalizzata sul possibile impiego dei fanghi in edilizia. Successivamente, sono state selezionate le
migliori opzioni per ridurre gli oneri economici delle aziende del settore lapideo, cercando anche
nuove fonti di reddito con la commercializzazione di prodotti ottenuti direttamente dai fanghi.

“L’obiettivo finale sarà quello di descrivere le tecnologie innovative che consentano, mediante
opportuni processi, di trasformare lo scarto in risorsa chiudendo il ciclo di vita utile degli sfridi dei
marmi e dei graniti. L’azione è condotta su più livelli, tecnologico, comportamentale, normativo,
per salvaguardare la competitività del sistema produttivo italiano e rendere il settore più
sostenibile e rispettoso dell’ambiente (protezione del suolo, del settore idrico e dall’inquinamento
atmosferico)”, spiega Antonio Monaco, esperto incaricato del Dipartimento ICEA dell'Università
degli studi di Padova.

Due i principali strumenti che verranno messi a disposizione delle aziende estrattive. Il primo è
una serie di linee guida e criteri per valutare l’impatto ambientale delle attività di lavorazione e
definire protocolli innovativi per la valorizzazione economica degli scarti mediante conversione in
materie prime secondarie; secondo un Libro Bianco con proposte di modifica della legislazione
vigente in Austria e Italia in tema di smaltimento degli scarti, che attualmente non valorizza
appieno il potenziale di riuso/riciclo. Per garantire risultati supportati da una solida base
scientifica, il progetto si avvale dell’uso di modelli di calcolo fluidodinamico di stato dell’arte,
utilizzati per la valutazione delle dispersioni atmosferiche del particolato lapideo, e di specifici
indicatori per la biovalutazione e il biomonitoraggio delle attività nelle aree di estrazione.

“Grazie a CLEANSTONE – aggiunge Soldati – le autorità locali, regionali e nazionali potranno
beneficiare di una maggiore consapevolezza dei vantaggi, in termini di economia circolare e
protezione ambientale, derivanti dall’attuazione delle soluzioni di miglior prassi proposte e dalla
conseguente minimizzazione della quantità di rifiuti smaltiti nell’ambiente. Da anni, è in corso una
sfida per ricavare materie prime/seconde direttamente commerciabili dai residui di lavorazione
del materiale lapideo, principalmente cocciame costituito da scarti di lavorazione e fanghi. Siamo
convinti che, oggi, questo sia ottenibile per mezzo di impianti di trattamento basati su nuove
tecnologie a modesto consumo energetico.”

“Essere l’unica associazione di micro e piccole imprese che aderisce al progetto ci rende molto
orgogliosi. Abbiamo colto subito l’occasione del Progetto convinti che la sinergia tra mondo della
ricerca e mondo imprenditoriale sia la strada del futuro – commenta Gianluca Cavion, presidente
di Confartigianato Imprese Vicenza–. Da questa collaborazione potranno sicuramente nascere
innovative idee sul riuso dei materiali in un’ottica di nuovi prodotti e materiali che possono ben
essere impiegati in molti settori, dall’edilizia alla moda, dall’arredo ai complementi. Il tutto va nella
direzione della sostenibilità, del minor impatto ambientale e dell’economia circolare, temi sui quali
guardano con interesse e attenzione la nostra Associazione e molte delle nostre imprese.
Cleanstone, infatti, ben si sposta con ‘èimpresasostenibile’ un marchio che ha un duplice
accezione, quella di ‘la sostenibilità è un’impresa che coinvolge tutti’ e di ‘questa è un’impresa
sostenibile’”, e con il quali si intendono qualificare azioni, eventi, convegni, iniziative, ma anche
imprese, che fanno della Sostenibilità un elemento della loro catena di valore”.

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