I “Pollicini” donano all’AISM il ricavato del concerto

28 Dicembre 2019 By Andrea

Un bel segno di altruismo natalizio: giovedì 18 dicembre l’orchestra giovanile “Pollicini” ha donato il ricavato del suo ultimo concerto alla sezione padovana dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
Tutto ha avuto inizio un mese prima, il 19 novembre, presso il Teatro Verdi di Padova. Qui i “Pollicini” hanno festeggiato i loro primi quindici anni di attività con un grande concerto che ha visto la partecipazione di tutti i suoi membri: dai più giovani Pollicini Kids fino ai Pollicini Senior, ormai non più bambini.
Il ricavato, generato dalla vendita dei biglietti, una cifra che ammonta a 3000 euro, è stato donato in beneficenza all’AISM con un incontro nella sede dell’associazione a cui hanno preso parte il Presidentedell’orchestra Claudio Piron, alcuni degli insegnanti di musica e quattro dei loro studenti più grandi in
rappresentanza di tutti i musicisti.
È stato un momento molto semplice, ma davvero significativo per un’associazione che fa e ha già fatto molto per assistere i pazienti afflitti da questa malattia.
«Per la nostra realtà è sempre importante trasmettere ai ragazzi valori che diano speranza a chi ne ha più bisogno, e suonare con un obiettivo di solidarietà è sicuramente un valore aggiunto all’ attività artistica dei nostri ragazzi. Al Verdi avevamo scelto di non mettere prezzi altissimi perché l’obbiettivo era quello di
riempire e di far venire anche le famiglie» ha affermato Claudio Piron, presidente dei Pollicini, che ha sottolineato l’importanza di avvicinare le persone a questa causa tanto importante.
Infatti ogni piccolo gesto diventa essenziale per sostenere la lotta contro un male ancora senza cure e che colpisce non solo gli adulti ma anche i bambini.
«La malattia è in continua espansione, e vengono colpiti non solo i grandi ma purtroppo anche bambini e ragazzi coetanei dei Pollicini» ci informa Giovanna Tonietti, presidente di AISM Padova «In media ci vogliono 38.000 euro per prendersi cura di una persona sola. Ci sono farmaci che arrivano addirittura a costare oltre i 1000 euro a iniezione. La ricerca deve andare avanti perché di passi importanti se ne stanno facendo molti, ma bisogna continuare a lottare contro questa malattia con tutte le risorse possibili».
Il dono offerto da questi giovani musicisti sarà usato nell’assistenza ai malati e per finanziare la ricerca.