Manifestazione pubblica contro l’antenna ‘ecomostro’

25 Settembre 2015 By Redazione

Si parte dal Giardino dei Giusti, che si trova in prossimità dell’antenna, per ricordare che “si può sempre dire un sì o un no”.
I manifestanti raccontano l’accaduto: “Lo scorso luglio, improvvisamente e senza alcuna comunicazione alla cittadinanza, è sorto in mezzo al polmone verde di Isola di Terranegra un traliccio di oltre 100 metri (più alto delle guglie del Santo) che ospiterà diversi ripetitori ed antenne radiofoniche, impianti emittenti onde elettromagnetiche ad alta frequenza.
Il traliccio è stato costruito in un terreno di proprietà della Spes, istituzione pubblica padovana di Assistenza e Beneficenza che ha nel suo CDA esponenti del Comune, della Provincia e della Curia, che lo ha affittato per 30 anni (per poche migliaia di euro l’anno e in cambio di un po’ di pubblicità radiofonica) alla società Monte Barbaria srl, proprietaria del gruppo editoriale radiofonico di Piterpan, Gelosa, Birikina, Bella&Monella.
L’ecomostro è sorto in una zona densamente abitata, vicino a parchi, scuole, centri parrocchiali, ospedali, strutture per anziani e la questione interessa tutti, perché si trova a soli 2 KM DAL CENTRO DELLA CITTA’!
Inutile sottolineare i timori dei cittadini per i RISCHI PER LA SALUTE di residenti, bambini e di tutti coloro che saranno irradiati, anche a km di distanza. E l’indignazione per l’ASSURDO DETURPAMENTO DEL PAESAGGIO E DEQUALIFICAZIONE DEL TERRITORIO, in uno dei pochi polmoni verdi della città”.

DI CHI E’ LA RESPONSABILITA’? 

Per l’Arpav: ai controlli preventivi (ovviamente) tutto è in regola.
Per la Spes: se gli organi preposti al controllo dicono che è tutto ok, è tutto ok anche per noi, e l’affitto ci serve per i nostri fini (assistenza e beneficienza).
Per la Provincia: l’autorizzazione è un atto dovuto.
Per il Comune: il terreno è privato, gli organi direttivi della Spes non li abbiamo nominati noi ma la precedente amministrazione, il silenzio assenso con cui il Comune ha dato la concessione edilizia è una questione tecnica che non afferisce alla Giunta.

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Firma online la petizione:  http://chn.ge/1NyG0L