Ad Hoc Consilia – Padova
22 Gennaio 2014Il progetto imprenditoriale Ad Hoc, una rete solidale innovativa fondata su principi etici a cui hanno aderito tra gli altri M31 e Distillati Capovilla, celebra i suoi primi cinque anni con l’inaugurazione di una nuova sede a Padova.
«Ho cominciato a fare l’imprenditore giovanissimo – afferma Giordano Agrizzi, ideatore di Ad Hoc Consilia – in quanto figlio di artigiani sono nato con un’incredibile voglia di creare, tutto quello che toccavo diventava oro tanto che nel 1985 la mia azienda arrivava a coprire 10 miliardi di fatturato con più di cinquanta dipendenti. Poi è arrivato il fallimento, mi sono trovato dalle stelle alle stalle, un peso enorme da sostenere dal punto di vista emozionale. Solo grazie alle parole della mia cara mamma che mi incitava a non arrendermi mai ho trovato la forza di rialzarmi e sono riuscito a rimettere in sesto una nuova azienda che a fine anni 2000 faceva sette miliardi di fatturato, con l’apertura al commercio estero. Ma non vi dico i problemi e lo stress che ne derivavano, il mercato era diventato più competitivo e arrivavo a casa con l’unico desiderio di poggiare la testa sul cuscino. Gettare la spugna con tre bambini piccoli era impossibile, per cui continuavo a testa alta, perennemente in tensione. E’ stato dopo l’invito di un amico a Bologna che ho avuto una folgorazione, non potevo mettere davanti al mio benessere il successo economico e i beni materiali per cui ho deciso di creare una rete solidale che sappia offrire agli imprenditori miei colleghi occasioni di condivisione, di collaborazione reciproca e di sviluppo personale». Al giorno d’oggi il progetto di Agrizzi, con base ad Asolo, raccoglie più di 130 imprenditori e giovani innovatori: negli ultimi tempi, per via della crisi economica stagnante, ha subito una brusca accelerazione in termini di partecipazione. «Attraverso un percorso di crescita psicologica – continua Agrizzi – ho voluto delineare il profilo di una ‘nuova impresa’, più meritocratica e in grado di offrire serenità e servizi importanti, una comunità che stabilisca un trend diverso sul mercato». Quattro parole (appartenenza, aiuto, etica e rete), diventano così valori all’ordine del giorno per poter riportare la persona al centro del processo produttivo, per non cadere e sentirsi abbandonati dentro le maglie crudeli del sistema commerciale. All’interno di un sistema socio – economico basato su condivisione e alleanze, quello che si offre agli imprenditori che stanno fallendo è «una mano tecnica e un aiuto morale», senza più il denaro come unico fine dell’azienda. «Questo network è efficace – spiega Marta Dalla Vecchia, assessore al commercio del Comune di Padova – perché nasce da esperienze vissute che hanno trasformato il fallimento in un percorso etico. Auguro al gruppo di offrire al mercato padovano quel surplus di valore per far sì che assieme si possa superare questo momento di crisi che non è per niente semplice». Il network, con un primo evento organizzato per il 22 gennaio, attiverà momenti di confronto con gli imprenditori di Padova e provincia. «Oltre a etica, un’altra password che riguarda il nostro progetto – spiega Pier Maria Avesani, fondatore di Uqido, start up di M31 – è innovazione, vogliamo che vengano selezionati solo i progetti validi da portare sul territorio». Tra i professionisti che hanno aderito al network ci sono onlus come quella del CEIS di Belluno, di Don Gigetto De Bortoli, sacerdote e uno dei massimi esperti di counseling emozionale o la fondazione Fratelli Dimenticati. «Un’azienda – spiega Don Gigetto, presidente del CEIS – ha bisogno di andare avanti non con i metodi classici ma con relazioni vere, cerco nel mio piccolo di fare formazione, di offrire ai gruppi un certo tipo di preparazione emozionale». All’interno della conferenza stampa di inaugurazione della sede operativa a Padova sono state poi raccolte le testimonianze di Marco Montolli, Managing Director per Marco Polo, Attilio Sartori dello studio commercialistico Lucchese Sartori Corradini, Emma Gobbo di Business Channel, Regina Moretto che si occupa di comunicazione e web marketing e Gino Prandina della Fondazione Fratelli Dimenticati: l’impressione generale è quello di «un progetto che crea felicità».
Camilla Bottin