9841/Rukeli

21 Febbraio 2017 By Elena Bottin

suoni Enrico Tavella
luci Leonardo Fol / Giorgia Cabianca
graphic project Marina Renzi
Produzione Farmacia Zoo:È

La storia del pugile tedesco di origine sinti Johann Trollmann detto Rukeli. La vicenda umana e sportiva di un uomo che, da solo, ha osato sfidare la propaganda nazista con uno dei più geniali e potenti atti di comunicazione della storia. Un atto d’amore e dignità che si racconta sotto la pelle tragica di una Germania sfigurata e che emerge nel tempo e nei luoghi di oggi, più vivo di allora, con la forza della riflessione.

In un tranquillo angolo del Viktoria Park a Berlino, annidato sotto un baldacchino di alberi, si può ammirare uno strano monumento: ha la forma di un ring, la cui base è vertiginosamente inclinata in una direzione. Il nome di quell’opera, frutto del talento creativo di Alekos Hofsetter del Movimento artistico Nurr, è semplicemente “9841”. Quel numero corrisponde al codice d’immatricolazione con il quale, nel campo di concentramento di Neungamme nel 1943, i nazisti registrarono il pugile, di origine Sinti, Johann Trollmann, detto “Rukeli”.

La vicenda sportiva di Rukeli, considerato dagli esperti uno dei più grandi boxer di tutti i tempi, vero precursore del moderno modo di fare boxe, non può in alcun modo prescindere da quella umana. La sua storia, pur con tutto il suo carico di dolore, di discriminazione e d’ingiustizia, resta una delle più affascinanti (e delle meno raccontate) del periodo storico che vide imperversare, in tutta Europa, la piaga del nazismo.

Un monologo, non solo per raccontare l’emblematico vissuto di Rukeli, non solo per tracciare il profilo di una delle più grandi ferite inferte dall’umanità a se stessa; un monologo che, attraverso il racconto di una vita, al contempo drammatica e straordinaria, invita a un’attenta riflessione sulle moderne forme di razzismo e di pregiudizio e sul rapporto che lega, oggi, l’essere umano ai concetti di dignità e diversità.

Provare a raccontare oggi, con i mezzi della ricerca teatrale, una storia accaduta molti decenni orsono, è stato per noi necessario al fine di creare una connessione non retorica tra le vecchie e le nuove forme di discriminazione. Un confronto tra ieri e oggi, per capire quanto la pesante eredità del passato, che spesso crediamo di aver definitivamente superato, possa ancora invece influenzare e avere inaspettate analogie con le nostre azioni presenti. Ma, soprattutto, la semplice storia di un uomo che, fino alla fine, non smette di lottare per difendere i propri diritti.