Ladri di biciclette di Luigi Milani
16 Maggio 2012
È dal 2008 che Luigi Milani, originario di Rovigo, classe 1957, lavora con “Ladri di Biciclette” ossia la serie di quadri creati applicando tessere, ritagliate da copertoni usati di biciclette, su legno e supporti vari, senza alcun intervento pittorico, e con le quali riesce a trasformare una materia semplice e di scarto in un merletto, in una tessitura che ricorda arazzi e tappeti persiani, dove armonia, equilibrio e senso del colore incantano.
Finalmente Milani trova in questo mosaico di tessere di gomma, che accosta per cromatismo, per forma, con tratti di sovrapposizione, la cosa che aveva tanto cercato nelle sue esperienze pittoriche precedenti: l’emozione.
Tocca con mano la storia di tanti percorsi di vita che si srotolano lungo strade, vie cittadine, viottoli di campagna, sentieri. Prova gioia nell’assemblarli dando loro un ordine diverso, fatto di colore e forma, quasi a intervenire su quei flussi di vita tanto casuali da poter essere riordinati in modo diverso. Gli sembra di poter raccogliere così esperienze, emozioni, vissuto di tante persone diverse ma accomunate dallo stesso denominatore: la casualità. Ha la sensazione di poter fare una mappa immaginaria di tutti i percorsi fatti da quelle tessere di gomma, quasi che ogni suo quadro possa coprire tutto il territorio essendo diventato la somma di tanti percorsi su strada, ma contemporaneamente anche il contenitore di tanti percorsi di vita, di tante emozioni, di tanti sentimenti, di tante storie.