Tipi da non frequentare
27 Maggio 2013Lunedì 27 maggio alle ore 18 alla Libreria Feltrinelli si è tenuto un vero e proprio «happening», una sorta di presentazione interattiva, a riguardo dei «tipi infrequentabili» di Annalisa Bruni.
La scrittrice veneziana ci consegna non tanto «un manuale», quanto un libro di narrativa che raccoglie «storie di donne diverse» che hanno difficoltà a «rimettersi in gioco», «terribilmente vendicative» e «sfiduciate» dalla controparte maschile. «Paradossalmente – afferma Adina Agugiaro, moderatrice dell’incontro – non è un libro sulle donne ma sugli uomini, in quanto viene alla luce una figura maschile che lascia perplessi e solleva molti punti interrogativi». Annalisa, scrivendo il libro, ha sollevato «un vero e proprio vespaio» e questo la porta a credere di «essere un po’ nel vero», di aver «toccato un nervo scoperto». «Chi di voi – sorride la Bruni – non ha mai conosciuto un poeta, un personaggio mistico con il quale non si arriva da nessuna parte, sempre sospeso in misteriose meditazioni, fino a scoprire che in realtà non pensa a niente?». Numerosi gli interventi di esperti in sala, fino a scivolare in riflessioni quotidiane, «su cosa gli uomini sanno delle donne», evidenziando le differenze nel «canone del desiderio» con il famoso esempio della maglietta in vendita nelle bancarelle di tutta Italia che sottolinea l’interminabilità delle richieste femminili a confronto di quelle maschili, quasi essenziali. «Posso dire in base alla mia esperienza quotidiana – afferma Adina Agugiaro – che i ragazzi del giorno d’oggi sono completamente diversi da quelli del passato, è come se fosse cambiato il codice generazionale tra i rapporti». Le donne sono «estremamente sicure», quasi «aggressive» e gli uomini ne hanno paura: in realtà le donne si aspettano dai loro partner «una dolce violenza».
«L’immaginario erotico dei giovani d’oggi – afferma la Bruni – è completamente sballato, si cullano in veri e propri stereotipi e non sono più in grado di affrontare la realtà». Nella sala affollata si giunge perfino a parlare di «tre diversi tipi di pacche sul sedere», ognuno vuole dire la sua, tra una concezione pre-moderna, moderna e post-moderna che vede la donna sempre più indipendente, che non ha bisogno della legge per difendersi dalle molestie dei colleghi di lavoro, in quanto «c’è una vera e propria liberazione nel modo con cui si rapporta con gli altri». A dire il vero di «figure femminili terribili» la letteratura è piena, «Madame Bovary è un personaggio fantastico» ma è «una donnetta»: quella del giorno d’oggi non è altro che una rivalsa della donna contemporanea dopo «10.000 anni di sottomissione».
Un sociologo presente all’incontro, autore insieme a uno psicanalista di un saggio sulle paure contemporanee, sottolinea come «non ci sia mito fondativo in cui l’uomo non appaia un padrone, un dominatore», per ripartire da zero bisogna concentrarsi sull’«essere», senza individuare categorie precise. «Basta divisioni, come tra PDL e PD», versanti opposti e contrastati, «uomo e donna devono imparare a interagire tra di loro», per poter ridere dei difetti di entrambi ed entrare in una nuova dimensione di comprensione. Una presentazione simpatica di un libro originale, di seguito una recensione.
Nelle serate di «zitellaggio di ritorno», ci guardiamo intorno ad osservare le «guappe» sedute al bar, per strada, al commissariato: ad avvicinarsi è quasi sempre uno sconosciuto che tenta un abbordaggio, più o meno elegante, per non dire quasi disastroso. Scivolano sotto forma di lacrime le «emozioni perdute, negate da troppo tempo», sono loro a mettersi sempre in gioco, le «tardone»: «solite, scontate banalità» affrontate nella vita di tutti i giorni, mille e mille storie dalla voce «profonda, roca, che alterna sussurri a grida strozzate», come sempre, «lo spettacolo non è un gran che», a colpire è l’ironia che alterna momenti di speranza a frecciatine di delusione, «magari è quello giusto» o forse è solo una perdita di tempo. «A me non m’ha filato per niente», prede e cacciatrici, alla spasmodica ricerca di un uomo con cui poter stare bene, donne che vivono con il rischio costante di incontrare uno «da rutto libero, partita in tivù, gara di scoregge e puttane la domenica», approcci con sconosciuti dalle pance e dalla vita sentimentale abnorme, esagerata.
Nemmeno un «buongiorno principessa» può rendere sopportabile l’ingresso negli ‘anta’, l’incontro con uomini vecchi e giovani mette la donna in un pericolo costante, «ho da dirti tante cose»: si cercano storie di sesso, avventure passeggere, si va da uno psichiatra «assatanato e sadico», dal ginecologo «amico delle donne» futuro serial killer allo studioso che al telefono urla come un ossesso, si frequentano tante persone diverse che si materializzano nell’affermazione «non è quello giusto». Annalisa Bruni ce lo dice in maniera scanzonata, a noi piace credere alle favole della buonanotte in perfetto stile telenovela: volete sospirare? Uno sconosciuto alto e moro arriva e ti conquista con la magia delle sue parole e il magnetismo del suo abbraccio. Ecco, sospirate, ma in onore dell’Idea, non della realtà: è una caccia al tesoro, una sola vince, le altre guardano quella che solleva l’enorme scrigno. «Non è che sei gelosa?», una lotta impari tra le stesse abitatrici della zona franca tra i quaranta e i sessanta, un sottrarsi alla realtà con mille aspettative, «qualcuna prova di nuovo» ma sempre in tiro, «perché non si sa mai», con giovanotti stranieri pronti a concedersi in cambio di un matrimonio. Una riflessione dolce amara che scivola con piacere con in sottofondo un malinconico ‘As time goes by’.
Camilla Bottin
Grazie per la bella e attenta lettura del mio libro, Camilla Bottin!