Gioele legge Gioele

13 Marzo 2012 By

“Lavoro che non perde mai vigore, che lentamente crea e mai distrugge, che dal grande debito dei tempi cancella istanti, giorni, anni.”
La lettura dei testi biblici è un’esperienza speciale, e non solo per chi è credente. Ogni parola ha un peso e ogni pagina riserva sorprese e illuminazioni. Nulla di ciò che vi si racconta è fine a se stesso e l’inatteso domina sul prevedibile. Ma c’è di più: nessun libro è in grado quanto la Bibbia di farsi specchio dei cambiamenti di chi la ama e la conosce più o meno a memoria. Per questo è utile, a volte esaltante, senz’altro raccomandabile tornare più volte a rileggerla. Come se soltanto il tempo che scorre inesorabile fosse la chiave per coglierne appieno i segreti.
Gioele Dix, dopo la fortunata esperienza de “La Bibbia ha quasi sempre ragione”, spettacolo e poi libro di successo, riprende il filo interrotto delle sue divagazioni a sfondo biblico. Legge, racconta, commenta e soprattutto si interroga sul significato di alcuni passi cruciali del prezioso Libro dei libri. Ammirazione, stupore, perplessità, molta ironia, mai per denigrare o prendere le distanze, ma al contrario per avvicinare e avvicinarsi al mistero di tanta saggezza. La prima e la seconda creazione, il patto di Abramo, l’amore fra Sansone e Dalila, le imprese di Re Salomone, ecco alcune delle vicende rielaborate da Dix nella sua affabulazione teatrale. E non può mancare l’omaggio al profeta che, per ovvie ragioni, sente più vicino: Gioele, l’autore della famosa profezia sull’invasione delle cavallette, che nell’unanime giudizio degli studiosi rappresenta uno dei momenti letterariamente più esaltanti dell’intero Antico Testamento.