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“Centrodarte22 – Opera Libera”

“Centrodarte22 – Opera Libera”


IN PRIMA ITALIANA A PADOVA LA MUSICA DI JULIUS EASTMAN


“Centrodarte22 – Opera Libera”, rassegna concertistica celebrativa degli 800 anni dell’Università di Padova, porta per la prima volta nella città del Santo la musica di Julius Eastman (1940-1990), geniale compositore dell’avanguardia americana del secondo Novecento che dopo un lungo periodo di oblio sta finalmente tornando ad essere eseguito, registrato e studiato: un atto dovuto al quale il Centro d’Arte intende contribuire affinché la sua opera e la sua personalità musicale abbiano la meritata notorietà e il giusto riconoscimento. L’appuntamento di martedì 29 marzo, alle ore 20.30, all’Auditorium Pollini, sarà un’occasione unica per ascoltare “Femenine”, straordinaria composizione del 1974, esempio di un’arte provocatoria, innovativa, viscerale e vitale in cui si fondono minimalismo ritmico, forme aperte, musica aleatoria e improvvisazione quasi jazzistica: pattern melodici si incastrano in modi sempre nuovi nelle diverse sezioni, dando ampia possibilità di scelta ai musicisti, il tutto trascinato da una pulsazione ritmica continua e vibrante. Per l’esecuzione, in prima italiana, un ensemble di musiciste e musicisti riunito appositamente dal Centro d’Arte e diretto da Giovanni Mancuso: Laura Faoro (flauto, flauto in sol, flauto basso), Zoe Pia (clarinetto), Alberto Collodel(clarinetto basso), Filippo Vignato (trombone), Agnese Amico (violino), Enrico Milani (violoncello), Marco Centasso (contrabbasso, basso elettrico), Alessio Ghezzi (vibrafono) e il direttore Mancuso (pianoforte), il quale ha curato e reso eseguibile la partitura originale manoscritta. Una produzione originale in collaborazione con il SaMPL (laboratorio integrato per la didattica, la ricerca e la produzione dedicato al “sound and music computing”) del Conservatorio “Cesare Pollini”. Impresa complicata tracciare la vita e la carriera di Eastman, tra apparenti continui cambi di direzione, informazioni frammentarie e vicende a metà tra realtà e leggenda. Nasce nel 1940, inizia a suonare il pianoforte a quattordici anni ed è un prodigio. Come compositore è attivo dalla fine degli anni Sessanta, scrivendo in un minimalismo fuori dagli schemi, spesso per organici liberi o inusuali. Nel 1973 è il cantante virtuoso della prima registrazione del celeberrimo “Eight Songs for a Mad King” di Peter Maxwell Davies. Come esecutore viene diretto, tra gli altri, da Pierre Boulez e Zubin Metha. Nei primi anni Settanta insegna composizione all’Università di Buffalo, ma se ne allontana presto. Negli Ottanta è tra gli agitatori della scena avant newyorkese attorno a The Kitchen, sia con le sue composizioni che come performer (per Arthur Russell, tra gli altri). Nonostante questa vibrante carriera, però, comincia una lenta e inesorabile caduta: gravi problemi di droga, un periodo da senzatetto e la morte nel 1990, a soli 49 anni, povero e solo. Molte partiture sono andate perse, altre erano state sequestrate dopo uno sfratto. Eastman scompare fondamentalmente dalla storia della musica, una storia che tende a dimenticare con estrema facilità un compositore nero ed omosessuale. Bisognerà aspettare fino a metà anni Duemila perché il suo nome ricominci ad emergere, ciò succede grazie all’interesse e alla ricerca di compositori e musicologi quali Mary Jane Leach e Luciano Chessa.

Maggiori informazioni:

www.centrodarte.it

BIGLIETTI

Interi € 12

Ridotti € 5

Studenti Università di Padova € 1

PREVENDITE

Biglietti acquistabili online su Ticketmaster (+ diritti di prevendita)

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A     uditorium Pollini
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tel. 049 5225607 e-mail info@centrodarte.it



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