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Fino al 18 giugno   
Giuseppe Tartini e la cultura musicale dell’Illuminismo

Giuseppe Tartini e la cultura musicale dell’Illuminismo


Riapre l’esposizione ospitata dal Museo Diocesano di Padova: sarà visitabile fino al 18 giugno


La riapertura dei luoghi della cultura, stabilita dal nuovo decreto in vigore dal 26 aprile 2021, dà la possibilità di “prendere Tartini per la coda” nell’ultimo periodo in cui sarà visitabile la mostra a lui dedicata “Giuseppe Tartini e la cultura musicale dell’Illuminismo”, ospitata presso il Palazzo vescovile di Piazza Duomo, dove ha sede il Museo Diocesano di Padova.

L’esposizione, ideata dal Dipartimento DISLL (Studi linguistici e letterari) per iniziativa e curatela del prof. Sergio Durante nell’ambito del progetto Tartini 2020, realizzata con il supporto tecnico-organizzativo dell’Orchestra di Padova e del Veneto e con il contributo della Regione del Veneto e della Fondazione Cariparo, resterà aperta fino al 18 giugno 2021 nelle giornate da lunedì a venerdì(salvo successive disposizioni Covid19), dalle ore 10.00 alle 13.00 (escluso lunedì, aperto solo il pomeriggio) e dalle 13.30 alle 18.00. Secondo il curatoreSergio Durante «visitare la mostra è innanzitutto un piacere e un ritorno alla vita dopo mesi difficili, ma ci richiama anche alla responsabilità di comprendere e valorizzare il maggior compositore legato alla nostra città, divenuta grazie a lui uno dei centri musicali più attrattivi nell’Europa del Lumi».

Il percorso espositivo è studiato per accompagnare il visitatore attraverso le tappe della vita di Giuseppe Tartini (1692-1770) e approfondirne gli aspetti controversi e complessi della personalità, specchio dell’“Età dei lumi”: la mostra è il luogo che raccoglie e dove diventano visibili la figura, il genio e l’opera del violinista-filosofo che elesse Padova come “seconda patria”, fra manoscritti, tra cui il più importante (una copia settecentesca dell’opera “L’Arte dell’Arco”) proviene dalla biblioteca del Conservatorio di Padova “Cesare Pollini”, riproduzioni fotografiche degli originali autografi custoditi presso l’Archivio musicale della Cappella Antoniana, oggetti legati alla passione per la scherma, violini e archetti, unitamente ad una serie di materiali che spiegano la storia, il metodo e il successo del “Maestro delle Nazioni”.
Nei saloni del museo è presente inoltre la copia-ricostruzione del fortepiano di Bartolomeo Cristofori del 1720 (il cui originale è conservato al Metropolitan Museum di New York e con i suoi 300 anni appena compiuti risulta il pianoforte più antico del mondo), simbolo della tecnologia che lega il compositore piranese al costuttore-inventore padovano e che trova relazione, appunto, con le innovazioni tecniche realizzate da Tartini sul violino e sull’arco. Tartini sviluppò una concezione originale della musica, innovando la costruzione dello strumento, la tecnica strumentale, la composizione e la teoria armonica.

Per i primi visitatori che approfitteranno della riapertura della mostra sono a disposizione alcune copie omaggio dell’epistolario tartiniano di recente pubblicazione, a cura della dott.ssa Giorgia Malagò: “Giuseppe Tartini. Lettere e documenti”, EUT – Edizioni Universitarie Triestine, realizzato nell’ambito del progetto transfrontaliero Interreg tARTini. La raccolta in versione trilingue (Italiano, Sloveno e Inglese), pubblicata in due volumi, sarà poi acquistabile presso il Museo Diocesano fino alla chiusura della mostra. Un’opera che getta luce sul carattere e gli interessi di Tartini, sui rapporti con nobili, mecenati e illustri intellettuali a lui coevi.

Orari di apertura
lunedì 13.30-18.00
da martedì a venerdì 10.00-13.00 e 13.30-18.00
chiuso sabato e domenica

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Museo Diocesano,     Padova
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