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Martedì 9-16-23-30, Mercoledì 10–17-24 -31, e Venerdì 26 Luglio, orario nel testo   
A Padova la bellezza non chiude mai

A Padova la bellezza non chiude mai


Sono tre i musei dell’Università di Padova (di Scienze Archeologiche e d’Arte, dell'Educazione e di Macchine “Enrico Bernardi”) che aprono gratuitamente al pubblico nel mese di luglio le loro collezioni.


Un’offerta di bellezza assolutamente all’altezza della fama delle opere d’arte che contengono. Al Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte in piazza Capitaniato 7 ogni martedì del mese (9-16-23 e 30) si potranno ammirare la Collezione Mantova Benavides, le Salette archeologiche, la Gipsoteca e la Collezione litologica. Nel Museo dell’Educazione di via degli Obizzi 23 (tutti i mercoledì del mese di luglio: 10 – 17 – 24 e 31) si entrerà in un passato nemmeno tanto remoto osservando gli oggetti appartenenti al mondo della scuola, alle fotografie delle classi, alle pagelle e registri scolastici o incantandosi davanti ai giocattoli d’epoca. Infine, venerdì 26 luglio, sarà una vera sorpresa confrontarsi con le intuizioni di Enrico Bernardi, precursore dell’automobile moderna e pioniere dell’automobilismo, al Museo di Macchine a lui dedicato nel Dipartimento di Ingegneria industriale in via Venezia 1 sempre a Padova.

Visita al Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte
Martedì 9 luglio – martedì 16 luglio – martedì 23 luglio – martedì 30 luglio

Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, Padova
Piazza Capitaniato, 7 (Palazzo Liviano)
Il Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, con le sue collezioni ricche di storia e di fascino, accoglie curiosi ed appassionati ogni martedì dalle 15:30 alle 18:30.
L’entrata è libera e gratuita.
Le collezioni del museo raccontano di personaggi e vicende che fanno parte della lunga storia degli studi antichistici e riflettono i mutamenti, culturali e di metodo, che hanno caratterizzato la nascita e la strutturazione della disciplina archeologica a Padova in parallelo a quanto avveniva nel resto d’Europa. L’estrema eterogeneità delle collezioni, frutto per gran parte di donazioni, acquisti e qualche raro deposito, rende possibile molti altri percorsi di visita del museo per quanto riguarda le classi di materiali conservati e la relativa cronologia. Nell’insieme una raccolta molto eterogenea che si è scelto di esporre mantenendo integri nella loro composizione originaria i nuclei della collezione Mantova Benavides e della gipsoteca e suddividendo invece in più sale le collezioni archeologiche e didattiche. Come in un’ideale macchina del tempo, le collezioni del museo raccontano di personaggi e vicende che fanno parte della lunga storia degli studi antichistici e riflettono i mutamenti, culturali e di metodo, che hanno caratterizzato la nascita e la strutturazione della disciplina archeologica a Padova in parallelo a quanto avveniva nel resto d’Europa.

Mercoledì 10 luglio – mercoledì 17 luglio – mercoledì 24 luglio – mercoledì 31 luglio
Visita al Museo dell’Educazione

Museo dell’Educazione, Padova
Via degli Obizzi, 23
Il Museo dell’Educazione dell’Università di Padova, con le sue collezioni che raccontano la storia dei bambini del tempo che fu, accoglie curiosi ed appassionati ogni mercoledì dalle 15:30 alle 18:30.
L’entrata è libera.
Nel Museo dell’Educazione si possono trovare libri e giocattoli, foto e quaderni, sussidi didattici e arredi scolastici, registri e pagelle, diplomi di laurea e papiri, inchiostri e pennini non semplicemente raccolti ma scientificamente selezionati per documentare come, dall’Ottocento ad oggi, le giovani generazioni siano state “educate” dalla nascita all’ingresso nella vita adulta. Vanta un patrimonio tra i più ricchi d’Europa e conserva alcuni pezzi unici risalenti all’Ottocento, come il quaderno di calligrafia del maestro Vincenzo Sproviero o l’apparecchio per la fusione dei colori di Ida Pilotto Sottini, e altri del primo Novecento come il modello di ottovolante o il grande teatrino per veri spettacoli delle marionette.

Venerdì 26 luglio ore 17.00
L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria (https://www.musei.unipd.it/it/museo-macchine-scoperta-pioniere-dellautomobilismo)
Museo di Macchine Enrico Bernardi
via Venezia, 1 Dipartimento di Ingegneria industriale
ALLA SCOPERTA DEL PIONIERE DELL’AUTOMOBILISMO
Visite guidate al Museo di Macchine “Enrico Bernardi”

Visite guidate al museo di Macchine dedicato a Enrico Zeno Bernardi, organizzate in occasione del centenario della morte del professore dell’università di Padova che fu precursore dell’automobile moderna e pioniere dell’automobilismo. Il museo ha l’obiettivo di valorizzare l’inestimabile patrimonio lasciato alla città di Padova da Bernardi, e inoltre informare sulla vita, gli interessi e i progressi tecnologici messi a punto dallo scienziato meccanico. Grazie alla struttura innovativa del museo, oltre a visionare i manufatti presenti, è possibile, con l’ausilio di monitor multimediali, visionare sia gli scritti autografi del Bernardi sia vedere “in funzione” le macchine da lui realizzate.
Le visite guidano alla scoperta del mondo dei motori a combustione interna grazie, ovviamente, ai manufatti innovativi di una delle glorie italiane dell’automobilismo: Enrico Zeno Bernardi.
Il visitatore scoprirà la vita, gli interessi ed i numerosi progressi tecnologici messi a punto dalle innate doti tecnico-scientifiche di Enrico Bernardi.
Tra le opere conservate all’interno del Museo, spicca l’originale vettura Bernardi a 3 ruote, unico esemplare al mondo di automobile Bernardi funzionante con la meccanica originale.
La macchina, risalente al 1899, è spinto da un motore monocilindrico orizzontale a quattro tempi di 625 cm3 in grado di sviluppare una potenza di 2.34 CV alla velocità nominale di 770 giri al minuto. Il propulsore, messo a punto dal Bernardi stesso, è in grado di spingere il veicolo fino ad una velocità di 35 km all’ora.
Questo modello di autovettura, grazie alle numerose soluzioni meccaniche originali introdotte dal Bernardi (la reticella di platino, il carburatore a getto di carburante, il radiatore a tubi d’aria ed il distributore meccanico dell’olio), è stato in grado, tra il 1898 ed il 1900, di vincere 7 gare internazionali su 12 alle quali ha partecipato.

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