La
partenza del sentiero naturalistico "G.G; Lorenzoni" è presso
Casa Marina in località Sotto Venda, nel Comane
di Galzignano Terme. Percorso un breve tratto di strada
bianca, superata Casa Lionello, una rapida salita sulla
destra sale alle Fontane dove si incontra la Fontana
Olivato, antica fonte attiva che conferisce al terreno
marmoso circostante un certo grado di umidità.
Qui, dopo una pioggia o al crepuscolo, tra le foglie
si può scorgere il timido e innocuo orbettino
e nelle giornate umide primaverili o autunnali si può incontrare
la Salamandra pezzata, anfibio dall'inconfondile livrea
nera chiazzata di giallo. Il sentiero gira sotto un
grande Caprino nero,sale su un ripiano ed entra in
un castagneto luminoso con roverella, orniello, carpino
nero, acero campestre e montano, nocciolo, corniolo
e dal sottobosco ricco di una fioritura primaverile
di elloboro, dente di cane, polmonaria, anemone fegatella,
viola, stellaria, gigaro, fragola ecc. Proseguendo
si trova uno slargo: si tratta di una piazzola di una
vecchia carbonaia dove in passato si trasformava la
legna fresca in carbone dolce o carbonella. Dopo un
breve rettilineo si giunge ad una sporgenza rocciosa
dove, grazie ad una maggiore esposizione solare, troviamo
qualche esemplare tipico della macchia mediterranea,
quale cisto a foglie di salvia, ginestra, ditamo, asparago
pungente. Segue una breve rientranza e una nuova sporgenza
rocciosa. Da qui la stradina si abbassa e dopo aver
superato un bel carpino bianco, troviamo un gruppo
di ontani neri, specie caratteristic dei luoghi umidi.
In questa zona vi era una carbonaia "il carbonie dea
busa dei onari".
Il sentiero prosegue leggermente in salita. Superato un dosso
incontra un esemlpare di faggio che nei Colli Euganei rappresenta
un relitto dell'epoca glaciale. Si allarga poi in una piazzola
sostenuta da massi trachitici squadrati, anticipata da un grande
acero montano. Poco dopo inizia una breve salita sassosa. Si
nota in alto una massiccia roccia che sovrasta il bosco: è la
Pria de Scanavaca nel cui vallone sottostante hanno le loro tane
tassi,volpi e faine. Il bel castagneto termina presso un piccolo
scoglio di fine breccia riolitica lasciando il posto a una boscaglia
di robinia e sambuco. Il sentiero svolta a sinistra e passa nel
fresco e umido versante settentrionale.
Proseguendo
il sottobosco diventa più ricco e vivace con
abbondante presenza di dente di cane, scilla silvestre,
gigaro,anemone fegatella, polmonaria, sigillo di
slomone, epimedio alpini, aglio orsino e viola. Dopo
aver superato un bivio che scende verso il Roccolo,
al culmine del poggio si svolta a sinistra. Inizia
un breve e impegnativo tratto in salita che conviene
affrontare con calma osservando i numerosi esemplari
di faggio, pioppo tremolo e qualche raro corbezzolo.
La salita porta sul fianco di un costone roccioso
dove il sentiero compie uno stretto tornante. Sopra
la scarpata, ai piedi di un faggio, su uno strato
di muschio si estende una colonia di mirtillo nero
che asssieme al faggio, all'epimedio alpino, al giglio
rosso e martagone fa parte delle specie alpine, considerate "relitti
glaciali". Il sentiero, superato un crinale luminoso,
sale dolcemente, raggiunge una deviazione che in
quindici minuti porta ai ruderi del monastero degli
Olivetani e prosegue in discesa. Il versante attraversato è fortemente
inclinato, esposto a nord e con un clima fresco.
Il bosco è formato da esemlpari invecchiati
di castagno e da uno strato arbustivo composto di
faggio, carpino bianco, sambuco e nocciolo.
Oltrepassate
due panche si continua in discesa e, dopo un tratto
di sentiero lastricato in pietra, si sbuca sulla
strada militare che sale alla base aeonautica di
Castelnuovo. Si segue per un tratto la strada asfaltata
fino al tornante, la si abbandona proseguebdo a destra
lungo la stradina che porta a "casa Brodolina". Per
non attraversare il cortile della fattoria, dopo
la curva si imbocca la deviazione che scende in un
avvallamento, costeggia ampi prati e risale all'interno
di un boschetto di robinia riprendendo il tracciato
originario.
In questa zona a maggio è possibile osservare il giglio
matagone. Seguendo il perimetro della base militare si raggiunge
la sommità di un crinale detto il "Carpane". Qui la vegetazione è quella
tipica del castagneto microtermo, arrichita da qualche faggio
e da roveri. Il percorso sale e scende, si riaccosta alla zona
militare e attraversa una valletta umida tappezzata da aglio
orsino, punta in salita.
All'incrocio
si prende a sinistra e si continua a salire. Superate
due panchine dove è possibile fermarsi per
una breve pausa ed ltrepassato un fitto bosco, si
giunge sul ripiano sassoso del carbonile del corno
per uscire sullo spigolo luminoso dello spallone
occidentale deto "Corno del Venda". Abbandonato il
versante a
condizioni climatiche submontane, si passa alla solare
atmosfera della facciata sud, ricca di essenxe mediterranee.
Il tracciato riprende in salita e taglia in piano
il versante. La zona h subito alcuni incendi che
ne hanno distrutto l'habitat originario. La vegetazione
si sta riprendendo attraverso piante pioniere e cespugliose
tipiche della macchia meditrranea. Sotto l'antenna
della Rai, all'ombra di castagni e roveri si trovano
due panche dove ci si può fermare e ad osservare
il panorama. Da qui si possono apprezzare gran parte
dei Colli sud occidentali (Vendevolo, Versa, Lozzo,
Cinto, Rusta, Fasolo, Cero, Castello, Cecilia, Ricco,
Rocca di Monselice,Orbieso, e Ventolone). Vista la
tranquillità della zona, nel periodo estivo è possibile
incontrare l'upupa e il rigogolo e da aprile si può sentire
il canto del cuculo. Non è raro vedere volteggiare la poiana, il gheppio e lo sparviere.
Ripreso
il cammino, dopo una boscaglia di robinia si entra
in un bosco di roverella, castagno, ciavardello,
orniello e si affianca nuovamente la recinzione della
base militare.
Costeggiando un querceto termofilo si scende fino a incrociare un tracciato più ampio
che risale lo spallone a sud-est proveniente dalle "Fontane". Il tracciato ora
scende lungo la tagliata dell'elettrodotto e offre un bel colpo d'occhio verso
il borgo di Val Cingolina; percorre tre tornanti in rapida successione e incrocia
la deviazione che sale ai ruderi del monastero. Qui imbocca il sentiero formato
da gradini sostenuti da pali di castagno e scende rapidamente fino alla "Fontana" al
lato del rifugio Re del Venda. L'ultimo tratto ripete in discesa la rampa iniziale
fino a Casa Lionello e da qui in breve si raggiunge Casa Marina da dove abbiamo
iniziato l'escursione.
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