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IL
PARCO REGIONALE DEI COLLI EUGANEI
Il Parco regionale dei Colli Euganei, circa 20.000 ettari di superficie, é stato
istituito nel 1989 identificando unarea di grande interesse geomorfologico,
caratterizzata da colli di origine vulcanica formatisi circa 35 milioni
di anni fa (Oligocene). Il Monte Venda, con i suoi 601 m slm, é il
più alto della formazione.
Il Parco, abitato dalluomo fin dal paleolitico inferiore, racchiude
interessanti siti archeologici,musei naturalistici ed etnografici. Al
suo interno si collocano 15 comuni che uniscono al pregio ambientale
le suggestioni di fortificazioni medioevali, antichi borghi in pietra,
ville venete, giardini storici, eremi e monasteri avvolti nella quiete
di pregiati vigneti. Le aree boschive sono dominate da ampie zone a macchia
meditteranea, castagneti e querceti. Sono oltre 200 i sentieri che ne
formano la rete esplorativa, 20 dei quali accatastati dallEnte
Parco e dotati di adeguata segnaletica per escursioni a piedi o in bicicletta.
Eccellenti la ricettività alberghiera e la ristorazione.
ENTE PARCO DEI COLLI EUGANEI
Via Fontana,2 - 35032 Arquà Petrarca (Pd)
Tel. 0429 777145
- Fax 049 777144
UFFICIO EDUCAZIONE AMBIENTALE
Centro servizi Cà Emo via S.Stefano Superiore,39 -
Monselice (Pd)
Tel. 0429 784589 - Fax 0429 784597
E-mail: parcocollieuganei@libero.it
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IL
SENTIERO DEL MONTE GALLO -
MONTE DELLE GROTTE E MONTE DELLE BASSE
Partenza: Loc.
Steogarda, in Via Roverello, allaltezza di una abitazione,
lingresso del sentiero é segnalato da un cartello
indicatore del Parco.
Lunghezza: 3.1 Km (solo andata).
Grado di difficoltà: in
alcuni tratti la discesa si fa difficile.
Tempo medio di percorrenza: 2
ore.
Stagione più favorevole: primavera. |
clicca
sul disegno per ingrandire la mappa e poterla poi
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Il
percorso inizia in via Roverello, allaltezza di una
abitazione nei pressi della quale é visibile il
cartello di inizio percorso. Il sentiero procede per un
ampio tratto in leggera discesa, fra esemplari di robinia
e sambuco ed un sottobosco caratterizzato da pungitopo
ed in tarda primavera e tarda estate, da parietaria, una
delle piante erbacee più tristemente note in quanto
fonte di allergie. La discesa si fa più ripida e
conduce in un bosco più fitto di carpini e acacie,
con qualche esemplare di rovere e frassino; nel sottobosco
domina ancora il pungitopo.
Dopo una leggera curva a sinistra si prosegue in piano e dove la luce
riesce a filtrare, la vegetazione si arricchisce della presenza di
acero campestre, biancospino e sorbo torminale. Gradatamente il bosco
di carpini lascia il posto a quello di frassini.
Al primo bivio a destra, incontrando una forte discesa tra sambuchi,
robinie, roveri e biancospini; al secondo bivio si procede, in piano
a sinistra.
Tra le specie interessanti nel sottobosco si incontrano lasparago
selvatico ed il tamaro o uva tamina.
In estate o in autunno capita di venire investiti da un forte odore
pungente: si tratta di un fungo dalla forma particolare, il Phallus
impudicus o uovo del diavolo.
Si attraversa un tratto di bosco tagliato da poco, e qui ammiriamo:
a sinistra, lEremo del monte Rua, a valle la chiesa di Galzignano,
il colle di S. Maria Assunta e la omonima chiesa, a destra, Valsanzibio
e la piana a fianco di Monselice. In zona é presente qualche
pianta di nespolo. Si continua attraversando un bosco di robinie, alcune
delle quali schiantate. Dopo un breve tratto pianeggiante inizia una
discesa con un forte pendenza. Al terzo bivio si svolta a sinistra,
scendendo leggermente tra sambuchi, robinie e aceri campestri. Dopo
un tratto e se si é fortunati é possibile gustare i frutti
di un giovane pesco, ciò che resta di antiche coltivazioni.
Si procede ora verso nord incontrando alberi di castagno e poco più avanti
un vigneto, da dove, guardando verso valle, si può godere
della vista sui monti Croce, Ceva, Spinefrasse, sul colle del Cataio,
sulla Rocca di Monselice, sui monti Ricco, Calbarina e Piccolo. Svoltando
a sinistra si rientra nel bosco di castagno che delimita il sentiero
e proseguendo in discesa, ci si inoltra in un sottobosco ricco di felce
acquilina. Poco più avanti sbuchiamo in una radura dove svetta
una croce, ed é stata predisposta unarea attrezzata. Da
qui tra le fronde possiamo osservare Villa Olivato e la parte antica
di Galzignano, la Val Cingolina. Dopo una breve sosta, procediamo in
discesa, superiamo dei coltivi ed un gruppo di case, e sbuchiamo in
Via del Caltro laterale della Cingolina. Per tornare al punto di partenza é necessario
percorrere a ritroso il sentiero.
IL GIARDINO STORICO DI VILLA BARBARIGO
Muovendosi per una deviazione a destra del viale centrale di Galzignano,
lungo una strada ricca di curve e di scenari verdi, si giunge, dopo
aver oltrepassato uno dei migliori green da golf dItalia,
presso la Valle SantEusebio (da cui il nome Valsanzibio), dove
si trova la bellissima Villa Barbarigo.
La Villa, in sé non particolarmente importante, é famosa
per il giardino, voluto nel 1669 dal procuratore Andrea Barbarigo,
fratello di San Gregorio. É considerato una testimonianza eccezionale
sopratutto in quanto si tratta di una realizzazione barocca, creata
in un ambiente dove sono rare le opere siglate con questo stile; si
può quindi affermare che si tratta del maggiore se non lunico
dei giardini barocchi rimasti nella regione Veneto. Al giardino di
Valsanzibio, particolare sopratutto nello spirito della sua composizione,
ha giovato la sua eccezionalità fin dal tempo del suo impianto,
e la fama presto raggiunta. A loro volta questi fattori vennero sostenuti
dalla larghezza degli interventi architettonici e statuari che furono
realizzati nonostante la limitatezza di dimensioni. Lingresso
denominato Bagno di Diana, immette in un reticolo di vialetti
che dividono il giardino in compartimenti regolari, un tempo ricchi
di giochi dacqua.
In questarea verde disseminata di statue con motti didascalici
incisi sul basamento, i sentieri conducono alle fontane, (dei Fiumi,
di Eolo, dei Venti), al labirinto in bosso, al boschetto con la statua
del Tempo, allisolotto dei Conigli con la pescheria e d alla
galleria dei carpini.
Questo insieme complesso di elementi é tipico del giardini allitaliana,
dove hanno largo spazio le opere murarie ed altri interventi di tipo
architettonico. Ed é estremamente importante notare come tutte
queste componenti che in altri famosi giardini europei, e sopratutto
in quelli francesi, rimangono complementari, nel nostro assumono
un ruolo essenziale, affiancandosi a quello della vegetazione, nello
stabilire il tessuto scenografico del complesso. Il giardino si unisce
poi, come in un ideale continuum naturale, al monte Gallo,
attraverso un suggestivo filare di cipressi.
NOTE
SUL PERCORSO
Il percorso interessa alcuni colli di minore altezza e dimensione posti
sul margine orientale tra Arquà Petrarca e Galzignano.
- É un sentiero interessnte per la varietà di vegetazione
e per i punti panoramici.
Partendo da via Roverello si sale lentamente verso la cima del monte
delle Grotte tenendo sulla sinistra il monte Gallo; dopo una serie
di saliscendi si raggiunge la cima del Castellazzo.
Si prosegue quindi in direzione nordest verso il monte delle Basse
e da qui, dopo due tornanti, oltrepassati dei coltivi ed un agglomerato
di case, si termina il tragitto nel centro abitato di Galzignano.
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