Itinerario
di S. Antonio a Padova
Il nostro viaggio ha inizio da Camposampiero. Qui è situato
un complesso architettonico costituito da una chiesa, detta
Santuario della Visione, che venne costruita all'inizio
del secolo sui resti di una chiesetta del 400, e un
grande convento ormai prevalentemente moderno che sostituisce quello
antico.
Il luogo più interessante da visitare è, però,
la cella dove il santo dimorò durante la sua permanenza
a Camposampiero, luogo dove Antonio ebbe il famoso incontro
con Gesù bambino.
In questa cameretta, dietro l'altarino, vi è un
quadro raffigurante l'apparizione; mentre, sulla parete
di sinistra, il ritratto di S. Antonio, opera di Andrea da
Murano, che vede il santo effigiato con i suoi simboli usuali:
il giglio bianco e il libro dei sermoni.
Questa cella ha subito dei restauri nel 1996, che ne hanno eliminato
le sovrapposizione barocche per riporatrla alla sua semplice forme medioevali.
L'oratorio del Noce
Dove un tempo sorgeva il noce, caro a S.Antonio, ora c'è l'oratorio
del Noce.
Questa chiesetta risale al 1342 ma subì successivamente delle
modifiche,che la portarono alla sua attuale conformazione.
Sull'altare vi è una tavola di Andrea da Murano
datata 1486 che rappresenta il santo che predica dal noce.
La chiesa, ospita inoltre un ciclo di affreschi, opera cinquecentesca
del pittore padovano Girolamo Tessari, che costituiscono una testimonianza
delle virtù spirituali di questo santo. |
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S. Antonio a Padova
S. Antonio, vissuto dal 1195 al 1231 non è in realtà padovano
e nemmeno italiano: è invece portoghese di Lisbona.
Noto per la sua comunicativa e per suoi miracoli, il Santo,
dopo una vita dedicata al prossimo, trascorse gli ultimi
giorni della sua esistenza a Camposampiero, dove, colpito
da grave collasso, il 13 giugno 1231 morì. Dalla metà di
maggio, fino al 13 giugno, S. Antonio aveva quindi vissuto
nell'eremo francescano di Camposampiero; si narra che
durante questo soggiorno avvennero alcuni fatti prodigiosi.
Proprio in questo eremo al Santo, entrato in estasi durante
la preghiera, apparve Gesù bambino, ed egli lo prese
tra le braccia. Questo fatto è rinforzato dall'iconografia
antoniana, in cui, a partire dal XV secolo, il Santo viene
spesso rappresentato con il Bimbo in braccio. Si narra inoltre
che vicino alla dimora dei religiosi ci fosse un grande noce:
il Santo decise di farsi lassù una cella dove poter
stare in solitudine e in meditazione e dalla quale predicava
alla folla desiderosa di ascoltarlo e di vederlo; è abbastanza
curioso il fatto che il noce resti arido e brullo fino alla fine di maggio
e raggiunga la sua maturazione proprio il 13 giugno, la festa
del Santo. In questo stesso periodo fiorisce il giglio bianco
simbolo di castità e purezza, altro emblema legato
a S. Antonio. |
Itinerario
di Visita: la Strada del Santo
PERCORSO: Camposampiero, Campodarsego (si può eventualmente
svoltare a est e visitare il graticolato Romano), Pontevigodarzere e infine Padova.
LA STRADA DEL SANTO: In questa strada, da percorrere in auto,
viene nelle ricorrenze riproposto il viaggio compiuto dal
santo in punto di morte: trainato da un carro di buoi, il
santo morente, vine accompagnato dai frati Ruggero e Luca
al convento dell'Arcella. In realtà la strada
percorsa dal carro del santo era la romana via Aurelia che
portava da Padova a Asolo, passando per Camposampiero e attraversava
il graticolo romano. Per chi è interessato alle testimonianze
antiche si consiglia la deviazione ad est di Camposampiero per osservare
la centuriazione romana. Ritornati, poi, sulla SS 307 che
si trova nell'argine del Muson dei Sassi, dopo aver passato Camposampiero e Pontevigodarzere,
si arriva a Padova.
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