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Griglia di partenza è una nuova rubrica di Padovando in collaborazione con la Scuderia Durango, interamente dedicata ai protagonisti del motorsport. L’idea nasce dalla consapevolezza che sempre più spesso si sente parlare di macchine, piloti o di grande aziende ma sempre meno di tutti coloro che lavorano dietro le quinte e che rappresentano il vero motore di questo sport. Il nostro obiettivo, infatti, è dare voce a tutti i protagonisti dei campionati ritenuti minori diventando così un punto di riferimento per tutti gli appassionati e non di motorsport.
Margot McMillen
Abbiamo incontrato Margot McMillen italo-americana, 28 anni appena compiuti. Vive a Bologna, dove è nata, e si occupa dell’organizzazione dell’Euroseries 3000.
Margot ci racconti come sei approdata al mondo delle corse?
Ci sono approdata in modo del tutto naturale. Mio nonno era il direttore dell’autodromo di Imola e presidente della S.A.G.I.S e quindi, fin dalla più tenera età, per me è stato normale giocare in un Paddock, anziché ai giardinetti come i miei coetanei. Inoltre mio padre è allenatore di basket quindi sono cresciuta vedendo il lavoro strettamente legato alla competizione e allo sport: non riuscirei a trovare le giuste motivazioni dovessi avere un impiego diverso. A 18 anni ho iniziato a lavorare anch’io all’ “Enzo e Dino Ferrari”, dove mi occupavo dell’ufficio sportivo, e ci sono rimasta per 8 anni prima di approdare in Coloni. In autodromo ho avuto l’opportunità di lavorare con persone meravigliose, a partire dai Commissari di Percorso, che hanno fatto delle corse la vera passione di una vita e ho capito che mai più avrei lasciato questo ambiente.
Nella tua carriera ha mai trovato discriminazioni essendo una donna in un contesto prettamente maschile?
No, mai nessuna discriminazione. Magari a volte un po’ di diffidenza iniziale, questo sì, ma lavorando bene si fa in fretta a cancellare ogni dubbio
Come riesci a conciliare la vita privata con un lavoro che chiede il massimo della disponibilità?
Non è sicuramente facile perché bisogna essere estremamente flessibili ed adattare la propria vita privata alle esigenze lavorative. Un sacrificio che si sopporta quando ti piace quello che fai, ma che a volte è difficile da far capire a chi ti è vicino. In ogni caso è fondamentale sapersi ritagliare degli spazi propri da tenere ben separati dalle corse.
Un’ultima curiosità. Margot cosa sogna per il suo futuro lavorativo?
Di poter continuare a far quello che mi piace senza, alla mattina quando mi sveglio, sentire il peso di dover andare a lavorare.
In casa Durango
Angolo dedicato a cosa succede nella scuderia, dai piccoli aneddoti a risultati raggiunti sulla pista.
In questi giorni in casa Durango c’è un fermento notevole perché il prossimo weekend (8-9 settembre) si disputerà in casa “ Autodromo di Monza” la nona gara del Campionato GP2 Series . Il caldo agosto ha visto il tema durango impegnato su diversi campionati ma quello che ci ha più dato soddisfazione è stato proprio il GP2 dove sia nelle gare di Budapest che di Istanbul il team durango ha portato a casa punti. Sul circuito di Istanbul la scuderia
Durango ha conquistato punti sia in gara 1 che in gara 2. Infatti, nel caldo weekend di Istanbul il team Durango ha dimostrato di essere molto competitivo sia dal punto di vista tecnico sia per i suoi piloti che si sono messi in evidenza in entrambe le gare. Nella gara 1 il pilota spagnolo Borja Garcia, che qualifica si era posizionato decimo, è riuscito a prendere ben altre cinque posizioni terminando la corsa del sabato al quinto posto. Invece, nella gara 2 il pilota spagnolo ha mantenuto un ritmo costante che lo ha fatto conquistare un ottima quarta posizione e portare così a casa altri punti. Ancora più grintoso è stato il weekend per il pilota indiano Karun Chandhok che pure partendo dalla 21° posto raggiunto in qualifica ha in gara 1 fatto una sorprendente rimonta posizionandosi all'ottavo posto, questa posizione gli ha permesso di partire in gara 2 dalla prima fila. Il pilota indiano è stato in prima posizione per bene 11 giri dei 23 previsti dalla gara 2 fino a quando in pilota giapponese Kazuki Nakajima in un tentativo di sorpasso ha toccato la macchina del nostro pilota indiano portandolo fuori pista. Questo sorpasso azzardato del pilota giapponese, che è anche stato punito dai commissari, ha purtroppo costretto Karun Chandhok a terminare la gara che sicuramente lo avrebbe visto trionfare.
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