Rossana Ammirati
Abbiamo incontrato il pilota Rossana Ammirati nata e cresciuta a Napoli, da tre anni vive a Milano dove si sta per laureare in Economia Aziendale all’università Luigi Bocconi.
Rossana come nasce la sua passione per la corsa?
Nasce ad 8 anni,quando mio padre mi regala in occasione della prima comunione un vecchio kart. Mia madre racconta spesso di come andassi in giro con il candito abito bianco e i guanti da corsa. Ci sono salita su per gioco e poi non sono più riuscita a scendere. Infatti più che passione io amo definirla una malattia perchè diventa un qualcosa a cui non riesci più a fare a meno e che ti porta a fare cose che una persona estranea alle corse non riuscirebbe mai a comprendere.
Come riesce a conciliare la sua vita privata, con una “passione”che richiede sacrificio e massimo della disponibilità?
La parola chiave è sempre la stessa: passione.
E' ciò che ci spinge ad affrontare qualunque sacrificio, essendo donna e formulista sono purtroppo soggetta all'handicap fisico,a fine gara sono più provata rispetto ai miei colleghi maschi per cui il ho bisogno di un allenamento costante. In generale adoro lo sport in ogni sua forma per cui riesco a tenere allenato il fiato,che considero uno degli elementi più importanti perché mi condiziona la resistenza in pista e quindi la capacità di ragionare. Poi per gli allenamenti più specifici seguo un prog
ramma in palestra finite le lezioni in università. Ma ad essere sincera sono tutti sacrifici che faccio senza troppi problemi se poi penso alle sensazioni con cui vengo ricompensata stando in macchina.
Quale gara le ha regalato più emozioni o ricorda con maggiore affetto?
Per fortuna ce ne sono tante che mi hanno regalato forti emozioni. Anche se è passato un po’ di tempo continuo ad avere un bellissimo ricordo della gara di Pergusa in Sicilia. Innanzitutto perché era ancora in vita mio padre,l’unico vero artefice delle gioie che ho ricevuto da questo sport,e poi perché è stata una delle primissime gare in formula. Ricordo con esattezza che durante la premiazione sul podio mi sono girata verso di lui e gli ho detto”questo è quello che voglio fare per tutta la vita”. Da quel giorno ogni volta che ci sono degli sconforti o delle delusioni,e ti assicuro che questo sport te ne regala tante, io penso a quelle parole e trovo la forza per andare avanti.
Qual è il suo sogno nel cassetto?
A breve l’europeo della formula Gloria che inizia a luglio.
In generale sono abbastanza giovane per poter sognare di affrontare questo sport da professionista. Non entro nei dettagli perché da brava partenopea sono molto ma molto scaramantica!!!
Angolo dedicato a cosa succede nella scuderia, dai piccoli aneddoti a risultati raggiunti sulla pista.
Molte cose sono successe in questi ultimi due mesi in casa durango.
Così Ivone Pinton ed Enrico Magro, team menager della scuderia fanno il punto della situazione.
“Posso ritenermi soddisfatto-ha affermato Ivone Pinton- di com’è iniziata questa stagione 2007 stiamo incominciando a raccogliere i primi frutti di un inverno molto impegnativo che ha visto il team lavorare duramente sulla preparazione dei tre campionati.” La squadra Durango è composta anche da due piloti padovani: Niccolò Valentini e Enrico Meneghello che insieme al siciliano di nascita, ma milanese di adozione, Enrico Moncada, corrono per il Campionato EGTS sotto la bandiera Durango. Una categoria che ci sta regalando particolari soddisfazione -afferma Enrico Magro- perchè nelle prime tre gare disputate abbiamo portato a casa punti e vittorie come lo scorso 13 maggio a Vallelunga dove sia in gara 1 e sia in gara 2 i nostri piloti hanno raggiunto la bandiera a scacchi per il migliore tempo assoluto”Anche nel GP2, vero fiore all’occhiello della scuderia padovana, le soddisfazioni non mancano. Nella prima gara disputata in Bahrain-Emirati Arabi- lo scorso 15 aprile la Durango ha portato casa i primi punti e un eccellente 4°posto conquistato dal pilota spagnolo Borja Garcia. Ma anche per il pilota indiano di Karun Chandhock l’esordio del campionato è stato più che soddisfacente classificandosi in gara 2 sul circuito di Shakir ( Baharin) in 9a posizione, nonostante il suo debutto in GP2. Vera rivelazione di questo campionato-continua Ivone Pinton- è sicuramente il pilota indiano Karun Chandhock che ha costantemente dimostrato di essere molto competitivo suscitando in poco tempo la curiosità di molti addetti ai lavori e del mondo dei media. E’ difficile invece tirare un primo bilancio per il campionato Euroseries 3000-afferma Enrico Magro- perchè ad oggi abbiamo disputato solo un gara ma credo che anche qui ci potranno essere delle belle sorprese con i nostri giovani piloti: Louise Razia per la Fisichella Motosprot By Durango e Omar Julian Lian per la Durango, staremo a vedere.