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Padovando - Cultura - Fumetti - recensione libri               

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RECENSIONI DI LIBRI
a cura di Sabrina Maniero

 
La luce e il sale

Mara Marcantoni
Sovera Edizioni
pagg. 64
7.50 euro

COMMENTI:
  
 

Raccolta di poesie

La luce e il sale esprime proprio nel titolo la sintesi estrema generata dalla mente dell'autrice, fervida indagatrice, in perfetta simbiosi con il cuore, generoso, attento e fedele ascoltatore. La luce è il punto focale, la manifestazione più eclatante, l'espressione più evidente di ciò che attira e guida Mara Marcantoni, che, stregata dal suo fascino, ne indaga la fonte e il suo impemetrabile mistero. C'è però in questa ricerca un'autentica umiltà e la semplicità è, ancora, nell'immagine simbolica della luce e del sale, minerale prezioso, fonte di vita e ricchezza fin dall'antichità, elemento salvifico, puro, antidoto contro la corruzione e la morte. La silloge poetica di Mara Marcantoni diviene così un canto, un inno alla vita che è essa stessa luce e la luce è vita. La ricerca continua compiuta dall'autrice, profonda conoscitrice dei Testi Sacri, dell'Antico come del Nuovo Testamento, dei libri come delle lettere degli Apostoli, dona carattere mistico ai versi che sembrano però nascere soprattutto da un'illuminazione interiore della poetessa, credente ma anche assetata di conoscenza escatolgica. 'La luce e il sale' è un atto di fede, umile e discreto, sussurrato dal respiro della poesia e, insieme, il tentativo di dar voce e volto al mistero che in quanto tale non potrà rimanere che un riflesso, inafferrabile della sua bellezza. La luce è l'Amore, la Verità, il dono supremo, il respiro salvifico dell'anima. (Luca Carbonara)

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La memoria dell'acqua

Antonio Messina
Il Foglio Letterario
pagg. 150
12 euro

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La ricerca dell’armonia e dell’amore, inteso nella sua accezione più vasta, è il filo conduttore di questo libro di Antonio Messina che si compone di tre racconti lunghi e di sei esili di pagine, ma densi di contenuti. Il primo, che dà il titolo alla raccolta, è sicuramente il più riuscito, sia come struttura-architettura sapientemente costruita che per la ricercatezza del linguaggio. Un racconto dove Estasio, l’io-narrante, cerca disperatamente l’armonia e la trova in Thana. Nel secondo racconto “La piuma degli angeli” troviamo Amir che si innamora di Erula, la danzatrice del sacro fuoco e nel terzo “Polvere nel vento” troviamo altri due personaggi, Isipo e Foglia di luna. Diversi altri personaggi popolano i racconti come il monaco Ezachiel, guida spirituale o il medico Otis, tanto per citarne due. Fra i racconti flash, come li definisce Elisabetta Blasi nell’introduzione al volume, segnaliamo ai lettori “Desiderio d’amore” dove lo scrittore tratteggia egregiamente la figura di Fabula, donna “con occhi che brillavano, incastonati come perle in quel viso ovale ombrato di sabbia e di schiuma…le labbra quasi come petali svelavano il mento delicato “. Recensire i racconti sarebbe fare un dispetto ai lettori. Quello che a noi interessa è mettere in evidenza che Messina si rifugia nel genere fantasy non per evadere dalla realtà quotidiana, ma per meglio tratteggiarla. Realtà per lo scrittore non positiva e, infatti nel libro sono presenti personaggi negativi che vivono ai confini della galassia ed altri che vengono contrapposti ai personaggi principali dei racconti, per il quale l’autore nutre rispetto ed ammirazione, forse alter ego dello stesso Messina. Viaggiatori instancabili alla ricerca di un senso da dare alla propria esistenza, personaggi che criticano un mondo basato sulla razionalità ed auspicano l’esaltazione del sogno, uomini in crisi con se stessi in un mondo dominato da una estrema razionalità che non lascia spazio all’armonia e all’amore. Persone in perenne pericolo che solo le donne riescono ad aiutare, a salvare da un triste mondo privo di fantasia “mentre è con la fantasia che si costruiscono i sogni”. (Giuseppe Petralia)

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Il Saltuzza di Andrea Calmo

a cura di Luca D'Onghia
Esedra editrice
pp. 302
28 euro

COMMENTI:
  
 

Luca D’Onghia, perfezionando in Discipline filologiche e linguistiche presso la Scuola Normale Superiore di Pisa

Il Saltuzza, pubblicato a Venezia nel 1551, segna un punto di svolta nell’itinerario teatrale di Andrea Calmo (1510-1571). Assai diverso per dimensioni, struttura e mezzi espressivi dalle commedie che lo hanno preceduto (Spagnolas, Rodiana, Travaglia), il testo documenta l’interesse calmiano per la commedia regolare impostasi a Venezia a partire dagli anni Quaranta. I complicati intrecci e l’intenso plurilinguismo che avevano caratterizzato le commedie precedenti cedono il passo a uno svolgimento agile e calibrato, nel quale i consueti temi novellistici dell’amore e del travestimento si accompagnano a una tastiera espressiva limitata all’alternanza di toscano e dialetti (bergamasco, pavano e veneziano). In questa edizione il testo critico del Saltuzza, corredato da un’ampia annotazione esegetica, è accompagnato da un’introduzione, una nota al testo e una serie di appunti linguistici dedicati alle varietà dialettali impiegate nella commedia.

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Biodifferenze

a cura di Guido Turus e Andrea Altobrando
Esedra Editrice
Pgg. 285
27 euro

COMMENTI:
  
 

Una raccolta di contributi scientifici e filosofici che ruotano attorno all'essere vivente

Molti i contributi presenti in questo testo dal formato quadrato e arricchito da foto bellissime, distribuiti tra vari argomenti quali l'evoluzione della cellula e la biodiversità, lo sviluppo sostenibile e i diritti umani, la sfida dello sviluppo, le riflessioni economiche sulla biodiversità e via dicendo. Scrivono tra gli altri i loro pensieri non solo filosofici ma anche scientifici Pietro Omodeo, Paolo Maria Biasol, Giangiorgio Pasqualotto, Enzo Tiezzi e Nadia Marchettini, Vandana Shiva, Giuseppe Politi. L'assunto fondamentale da cui parte l'analisi del termine Biodifferenze in tutti i suoi aspetti è che la vita sussiste come assimilazione di differenza. E questo concetto si esprime sia in termini biologici che sociali, culturali, economici e sociologici. Alla base di questa considerazione sta il fatto che ogni organismo, anche il più primordiale, o ogni ente, struttura, associazione, assimila ed elabora tutto ciò che è 'esterno' e 'diverso'. In questa funzione qualsiasi organismo può essere definito 'vivente'. Da questa norma generale ne consegue inevitabilmente che per vivere è necessario avere una differenza da assimilare. E' altresì fondamentale che questa 'differenza' non debba esaurirsi, per cui il 'diverso' non deve mai essere eliminato. In questo moto perpetuo di diversità e assimilazione si costituisce costantemente un nuovo mondo ovvero 'ogni azione vivente crea uno scarto, una differenza di mondo, un suo nuovo assetto'. Ciò spiega il titolo del libro: le bio-differenze sono la condizione della vita, sono la vita stessa. Gli autori dei vari contributi, partendo dai concetti finora espressi, hanno sondato le 'diversità' nel campo delle energie rinnovabili, dello sfruttamento della natura e quidi dell'uomo, del consumo, dell'ecologia, fino ad arrivare a valutare le conseguenze di questo in ambito sociologico e i cambiamenti prodotti nella politica..

S.M.

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Patagonia controvento

Max Mauro
Ediciclo editore
311 pagg.
15,00 euro

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In bicicletta da Santiago del Cile fino alla Terra del Fuoco

Giornalista che si occupa principalmente d'immigrazione, Max Mauro ha definito il suo 'Patagonia Controvento' quasi un libro di auto-analisi. Nato in Svizzera, e vissuto poi in Friuli, ha deciso tre anni fa di prendersi un momento per stare da solo e scavare dentro di se, di mettersi alla prova nell'intraprendere un viaggio con un mezzo che fa vedere il mondo da un?altra prospettiva ed in modo meno frettoloso: la bicicletta. Un percorso di 1800 km, in un mese e mezzo, con partenza da Santiago del Cile e arrivo in Patagonia. Senza alcuna esperienza di viaggi estremi, se non brevi vacanze in bicicletta, in Austria ed in Svizzera, Max Mauro è partito in dicembre, andando incontro all'estate australe, con la mountain bike che usa abitualmente in città senza una preparazione atletica particolare. 'Col senno di poi' - ha precisato - 'avrei investito di più sull'attrezzatura e sull'abbigliamento. Alcuni amici mi hanno detto che potevo cercare qualche sponsor, ma io volevo partire assolutamente libero, senza avere nessun tipo di vincolo?.' Il viaggio, concepito in solitario, ha dato alla fine largo spazio agli incontri con le persone del luogo, allo scambio d'esperienze ed ai racconti, alternati a momenti molto intimi, in cui l'autore ha potuto affrontare le sue paure e, soprattutto, se stesso.

Annalisa Martinelli

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L'amante proibita

Massimiliano Palmese
Newton & Compton 2006
153 pgg.
7.90 euro

COMMENTI:
  
 

Dopo aver pubblicato raccolte di poesie ed essersi dedicato al Teatro, Massimiliano Palmese esordisce con il suo primo romanzo

Un viaggio, la bellezza aspra e abbacinante delle coste greche, e un’isola meravigliosa, Serifos, che costituisce un segreto troppo crudele per essere svelato, troppo antico per restare nascosto, ancora, dopo tanti anni. L’amore di Carlo è violento come un’ossessione, invasivo come una malattia, crudele come una menomazione, capace di cancellare ogni immagine, ogni desiderio, di fermare la vita al ricordo di un abbandono, di un’intollerabile assenza, di una colpa troppo grande per essere espiata. Sarà a Serifos che cercherà di nuovo Senia. Immerso nel fascino amaro della lingua e del carattere dei greci, mentre Paula, donna bellissima che sembra sua madre ma che sua madre non è, prosciuga il fondo dell’ultimo bicchiere di Whiskey, e un’americana racconta di un figlio con due padri, lì, nel mezzo di questa storia dura come uno schiaffo, Carlo scoprirà finalmente la verità di questo amore.

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Cronache dalla città dei crolli

Sergio De Santis
Avagliano Editore
136 pgg.
12 euro

COMMENTI:
  
 

È una città di mare con i suoi abitanti quella che il cinquantenne scrittore partenopeo Sergio De Sanctis descrive in questo suo primo romanzo

Tutto avviene nell'arco di una settimana. La città che De Santis ci racconta è una città ''postuma'', che ha nette le stimmate dell'apocalisse, del trionfo del degrado e dell'inciviltà. Forse è Napoli, forse no; di sicuro è la costruzione architettonica più vicina alle paure segrete degli occidentali più amareggiati. Il cemento dei palazzi di questa città è malato: si sbriciola, si sfalda. In lontananza, ogni giorno, si sentono i boati dei crolli. I palazzi non reggono più, cadono su se stessi. Quello di De Santis è un mondo in disfacimento; un mondo ultramoderno nel suo degrado eppure, per i mille volteggi misteriosi della storia, primitivo: un mondo che, dopo aver avuto tutto, ora non ha più niente, se non il deserto colmo di macerie.

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La vampa d'agosto

Andrea Camilleri
Sellerio Editore
271 pgg.
11 euro

COMMENTI:
  
 

Un giallo perfetto con un protagonista istintivo, ma alla fine anche malinconico, che si interroga su di sé e sul suo futuro

Caldo torrido, estenuante, sole implacabile: è questa la vampa del mese più infuocato della torrida estate siciliana, ma è anche l'ardore e la passione che infiammano Montalbano. Siamo in agosto, Mimì Augello ha dovuto anticipare le ferie e Montalbano è costretto a rimanere a Vigàta. Livia vorrebbe raggiungerlo, ma per non restare sola, con Montalbano sempre al lavoro, pensa di portare con sé un'amica (con marito e bambino) e chiede a Salvo di affittare una casa sul mare per loro. La vacanza scorre nella villetta sul mare, silenziosa, verde. Ma un giorno il bambino sparisce. Montalbano accorre e scopre in giardino un cunicolo che rivelerà clamorose sorprese tra cui un baule con il cadavere di una ragazza scomparsa sei anni prima.

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La sessualità della Pantera rosa

Efraim Medina Reyes
Feltrinelli
312 pgg.
11 euro

COMMENTI:
  
 

Ma la Pantera rosa è un maschio o una femmina?

Storie che si intrecciano, frammenti, riflessioni. Canzoni e poesie. Spina dorsale del libro, la storia del protagonista, aspirante musicista di successo, schiacciato da un senso di inadeguatezza, alla costante ricerca del suo posto nel mondo. E una storia d’amore: l’impenetrabile e imprevedibile Maya con il drago tatuato sulla schiena, i suoi rapporti misteriosi con Berna, neomistico dal passato oscuro, proprietario di una magnifica chitarra nera. Il ritrovamento del diario di Maya, e un viaggio finale a Parigi che dovrà servire a trovare il bandolo della matassa. Sullo sfondo c’è di nuovo Città immobile, perla putrescente adagiata sul Mar dei Caraibi, con il suo contorno di storie e personaggi che abbiamo imparato a conoscere nei libri precedenti: Rep, Ciro, poeti e musicisti più o meno falliti, pugili e puttane; il sesso e la musica, i grandi miti dell’adolescenza, Jim Morrison e il supereroe di quarta categoria Freccia Verde, e soprattutto Bruce Lee e la sua micidiale “tecnica del pollice”.

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La valle delle rocce rosa

Fabrizio Coniglio
Casa Editrice Bugati
10 euro

COMMENTI:
  
 

Su quella panchina si era seduto mio padre

Un diario di bordo. Così Vittorio, il protagonista del romanzo, definisce queste pagine sentendosi un naufrago passato dagli aperitivi di una vita borghese ai calli del mestiere di agricoltore, dalla frenesia della carriera ai ritmi lenti imposti dalla natura. Vittorio è un uomo in fuga, dalla città disumana, dalla moglie che lo ha lasciato e dal figlio che pure avrebbe bisogno di lui; il disordine dell'anima che lo affligge non gli permette nemmeno di godersi quei tramonti dolomitici che ogni sera guarda dal suo podere, intuendo la vanità del dolore di fronte alla maestosità delle montagne. Neppure gli amici più vicini, primi fra tutti l'energico don Bruno, che lo incoraggia con l'esempio, e l'ingenua Gaia, che pare farlo lentamente innamorare, sembrano in grado di cambiare la sostanza della vita che si è scelto: possono solo testimoniarla. ''La valle delle rocce rosa'' - un libro di idee e di dubbi, che farà sognare i lettori più sensibili - ribadisce l'insegnamento di ogni vita che sia veramente vissuta: è durante la gara e non all'arrivo, quando si corre e non quando si taglia il traguardo, in mare aperto e non nel porto, che si nasconde la ricchezza di ciò che cerchiamo. Bisogna accettare di naufragare, di scendere all'inferno per uscire ''a riveder le stelle''.

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Il viaggio premio

Julio Cortazar
Einaudi - Collana ET Scrittori
pgg. 364
11.80 euro

COMMENTI:
  
 

L'avvincente saga di una nave popolata da assurdi e comici passeggeri

Dal porto di Buenos Aires salpa il Malcom, un mercantile popolato da una composita e rumorosa pattuglia di fortunati vincitori della lotteria nazionale, una sorta di catalogo di tipi umani della capitale. Fra attrazioni, tensioni, indifferenze, uomini e donne si raccontano in un fitto dialogato di intonazione teatrale. Presto, però, il Malcom si rivela per quello che è: una sorta di ribalta ove si muovono figure incapaci di comunicazione, una nave dei folli in cui vige un'assurdità accettata. Un clima di mistero avvolge infatti l'intera imbarcazione, soprattutto l'inavvicinabile poppa, presidiata da minacciosi marinai, che attirerà in un gioco sempre piú pericoloso, in un'irresistibile sfida, gli ospiti del mercantile. L'alternarsi di narrazione e riflessione, la vivacità cromatica dei dialoghi, l'assurdità o comicità dei protagonisti fanno del romanzo un'opera a piú livelli, a piú atmosfere, in cui accanto a un cicaleccio indolente echeggiano revolverate, accanto all'ordinario si dipana un mistero dall'esito a sorpresa

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Greco cerca greca

Friedrich Durrenmatt
Einaudi - Collana ET Scrittori
pgg. 146
8.50 euro

COMMENTI:
  
 

Una satira sul gioco del potere e delle sue connivenze, che finisce per chiudere tutto in un gomitolo dal quale è difficile estrarre il capo e la coda

Piccolo impiegato delle officine Petit-Paysan sezione forcipi, il greco Arnolph Archilocos vive di un solido quanto fittizio mondo che si è creato, tutto puntualità, moralità e gerarchia. Protetto da queste sicurezze, trascina la sua esistenza tra l'anonimato del lavoro, la misera soffitta dove dorme e una piccola trattoria. Qui spiega alla padrona, la signora Bieler, quali sono i modelli del suo edificio etico: primo fra tutti il Presidente della Repubblica, subito dopo il Vescovo e buon terzo il proprietario delle officine Petit-Paysan. Il misto di tenerezza e noia che la signora Bieler prova per l'omino la porta un giorno a proporgli di sposarsi. Detto fatto. L'annuncio «Greco cerca greca» porta al modesto impiegato una splendida donna, Cloe. La vita di Archilocos subisce da questo momento un'accelerazione portentosa: in poche ore si trova ad essere direttore generale della Petit-Paysan, amico del Presidente della Repubblica, collaboratore del Vescovo. Perché tutto ciò? E chi è veramente Cloe?

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Fino all'oceano. In vespa

Roberto Masiero
Ed. Webster Press
pgg. 187
10 euro

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Cento lo pensano, cinquanta lo dicono, in tre lo fanno e uno poi lo scrive. Stiamo parlando del “Viaggio della vita”, come lo definisce Roberto Masiero nel suo libro d’esordio “In Vespa fino all’oceano”, tre amici e una marea di chilometri con in testa Che Guevara, le spilungone del nord Europa, le pause per le sigarette e un’idea fissa: arrivare fino a Lagos in Portogallo e gettare uno sguardo sull’oceano. A leggere tutti gli imprevisti, le ruote bucate, le strade sbagliate, le ferite curate con la tequila e le pastiglie per la diarrea ti vien da dire con lo sguardo e le mani rivolti verso l’alto: “Beata incoscienza!”. Poi però ti rendi conto che in fondo, in un viaggio che parte appena hai passato i vent’anni, quello che conta è partire, l’imprevisto è un disimpegno alla noia di migliaia di chilometri, una porta che in un viaggio spesso ricerchi e ti conduce verso situazioni a volte surreali. E in fondo, quel che conta (e ti contagia) è l’entusiasmo e la curiosità. Uno slancio verso la vita e gli amici che ti conduce dritto fino all’oceano. Certo, a parere di chi scrive, le riflessioni del narratore a volte risentono di qualche sguardo un po’ superficiale e qualche generalizzazione troppo impulsiva, ma in fondo non c’è poi una vita e una poltrona per pensarci?

Marco Toffanin

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Shantaram

Gregory David Roberts
Neri Pozza
1184 pgg.
22,00 euro

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«Un capolavoro... un romanzo che tocca la mente e il cuore, che appassiona e fa pensare.» Daily Telegraph

Il bus della scalcagnata Veterans’ Bus Service, una compagnia di veterani dell’esercito indiano, è appena arrivato al capolinea di Colaba, la zona di Bombay dove si concentrano gli alberghi a buon mercato. Greg è il primo a mettere piede sul predellino e a farsi largo tra la folla di faccendieri, venditori di droga e trafficanti d’ogni genere in attesa davanti alla portiera. Ha una chitarra a tracolla, un passaporto falso in tasca e un turbinio di pensieri ed emozioni in testa. Nel tragitto dall’aeroporto a Colaba ha pensato di essere sbarcato in una città dopo una catastrofe. Davanti ai suoi occhi si è spalancata una distesa sterminata di miserabili rifugi fatti di stracci, fogli di plastica e carta, stuoie e stecchi di bambù. In preda allo stupore, Greg ha visto donne bellissime avvolte in stoffe azzurre e dorate incedere a piedi nudi in quella rovina, e uomini dai denti candidi e dagli occhi a mandorla, bambini dalle membra incredibilmente aggraziate. Ovunque, poi, aleggiava un odore acre e intenso. Quell’odore in cui, a Bombay, fiuti di colpo l’aroma del mare e il metallo delle macchine, il trambusto, il sonno, la lotta per la vita, i fallimenti e gli amori di milioni di esseri umani. Greg è un uomo in fuga. Dopo la separazione dalla moglie e l’allontanamento dalla sua bambina, la vita si è trasformata per lui in un abisso senza fine. Era un giovane studioso di filosofia e un brillante attivista politico all’università di Melbourne, è diventato «un rivoluzionario che ha soffocato i propri ideali nell’eroina», un «filosofo che ha smarrito l’integrità nel crimine», uno dei «most wanted men» australiani, condannato a 19 anni di carcere per una lunga serie di rapine a mano armata, catturato e scappato dal carcere di massima sicurezza di Pentridge. Eccolo ora a Bombay, nel bizzarro assortimento della sua folla, con i documenti di un certo Linsday in tasca e una strana esilarante gioia nel cuore… A Bombay, infatti, il destino ha calato per Greg la sua carta. A Bombay, diventerà uno Shantaram, un «uomo della pace di Dio», allestirà un ospedale per i mendicanti e gli indigenti, reciterà nei film di Bollywood, stringerà relazioni pericolose con la mafia indiana. Da Bombay partirà per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici… Accolto al suo apparire come un vero e proprio capolavoro letterario, capace di pagine di «inesorabile bellezza» (Kirkus Reviews), Shantaram non è solo «una saga gigantesca e vera» (London Daily Mail), ma anche uno di quei rari romanzi in cui l’ostinata ricerca del bene tocca realmente la mente e il cuore.

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La donna di scorta

Diego De Silva
Einaudi
144 pgg.
7,75 euro

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Un uomo e una donna si incontrano, in un giorno di pioggia, in una di quelle strade della propria città che si percorrono in fretta per raggiungere il lavoro. E il tempo si ferma, ricomincia, riparte da zero, si creano le possibilità di un nuovo futuro, se solo si avesse il coraggio di scegliere. «E dire che le loro vite, a passarci davanti, potevano andare. Fatte di lavoro, di mutui, case, mobili, libri, quadri, vestiti e tutte le cose che messe insieme diventano le persone». Livio è sposato, ha una bambina. Dorina è sola. Giovane, senza domande, senza pretese. Da lui vuole quello che può avere. Quello che lui le può dare. Amore, adulterio, relazione, amicizia, il loro rapporto non ha classificazioni, perché i ruoli sono chiari da subito. Dorina non è una donna di scorta. Al contrario. Non vuole essere una nuova moglie. Dorina mette in crisi Livio per la mancanza di domande, per la mancanza di altre richieste. Vuole solo averlo pienamente, quando lui può stare con lei. Fosse anche solo per pochi giorni rubati, per un pranzo. Non è a lei che dà fastidio il suo rivestirsi dopo un incontro sessuale. È lui che si sente piccolo, non all'altezza della libertà di lei. Dorina sente che quello che prova per lui è qualcosa di giusto, qualcosa che doveva accadere e a cui non poteva né voleva opporsi. Sa quando può prendere, quando non deve chiedere. Rispetta tempi, obblighi, necessità di un uomo che come tanti vive una vita a metà, con una clandestinità organizzata, con i sotterfugi e le menzogne che caratterizzano ogni adulterio. Ma quella di De Silva non è solo la storia di una relazione illecita. È uno sguardo spietato sui desideri di ognuno di noi. Su quello che cerchiamo e sui limiti degli orizzonti che ci siamo creati. Sulle mille possibilità degli incontri, sugli autobus perduti, e su quello che sarebbe potuto accadere se fossimo arrivati solo qualche istante dopo. O se non fossimo mai passati da quel marciapiede. Su quello che neanche noi sapevamo di volere fino a quando il destino ce lo ha presentato davanti. Come un «estraneo a cui consegnarci mani e piedi». È possibile una passione ragionevole? Un amore che non ha futuro non è forse ugualmente amore? Una passione autosufficiente quella di lei. Un amore senza tetto, senza riti familiari. Dorina fa scoprire a Livio le sue incoerenze, le sue ipocrisie. Lo mette a nudo. E allora Livio la desidera ancora di più. La vuole «come si può desiderare una terra, una cosa da occupare. Era stato spinto dalla sua unicità , ma nel profondo di sé avrebbe voluto scoprire che era una donna come tante». Ma Dorina non è come tante, ed è proprio questo a renderla speciale. Sarebbe stato più semplice per lui sminuirla, negarla, dimenticarla, come un incidente di percorso accaduto durante la sua tranquilla vita coniugale. Dorina non prova risentimento quando lui non può esserci. «Non dovresti essere buona con me» le dice lui, in una delle tante occasioni in cui, di nascosto dalla moglie, le sta telefonando per chiedere scusa ancora una volta. Questa giovane donna ascolta le mille giustificazioni di Livio e, con sguardo freddo, lo lascia libero di scegliere. Cosa sceglierà lui è coerente con la sua persona, quella di chi vuole avere tutto ma non sa lottare per nulla. Oppure quella di chi sa rinunciare non rinunciando. Ferite che fanno male, ma che forse, sembra dirci De Silva in un linguaggio onesto, leale come la protagonista, noi adulti siamo già in grado di curare. In maniera cinica come forse l'esperienza ci ha insegnato. De Silva riesce in questo breve romanzo a darci i tempi di una storia che come nasce è destinata a trasformarsi, a finire; riesce a farci sentire la passione alla quale può portare tutto ciò che comincia e, come tale, tutto quello che non può durare se non prende una svolta. Gli inizi sono un qualcosa che non ritorna. Bisogna solo saperne godere, con la consapevolezza che finirà. La scoperta di nuove emozioni, qualcuno a cui cominciare a raccontarsi di nuovo, il fascino di un altro corpo. Cuori che battono, pranzi in ristoranti lontani, con la paura eccitante di essere riconosciuti. Livio e Dorina vivono questa storia intensa. Non sappiamo alla fine chi dei due ne uscirà più sconfitto. Con le parole piene di ritmo di uno scrittore che già si era fatto conoscere per la ferocia della storia del suo primo romanzo Certi bambini, De Silva mette in scena una sorta di commedia umana: debolezze e desideri, paure e rinunce, bassezze e mediocrità con le quali prima o poi tutti dobbiamo fare i conti. La struttura narrativa chiara e quasi cinematografica offre al lettore uno spaccato di vita quotidiana, semplice e normale come lo sono tutti i sentimenti universali. Primo fra tutti l'amore. La donna di scorta è una storia d'amore prima di essere una storia di adulterio, di tutti gli amori possibili, di quelli ai quali rinunciamo, di quelli che decidiamo di seguire mettendo in discussione tutto ciò che è stata la nostra vita fino ad allora o decidendo di non avere vergogna ad ammettere che scegliere significherà lasciare per strada qualcuno. Dorina questo lo sa, fin dall'inizio.

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L'uomo nuovo

Luigi Tonon
Daigo Press editore
pgg.170
9.80 euro

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I segni dell'Apocalisse

Il coraggioso autore di questo libro, attraverso lo studio scientifico dei testi dell'Apocalisse di Giovanni, preannuncia un futuro a dir poco disastroso per il mondo. A partire dall'attentato alle Twin Towers del 2001, attraversando Madrid e poi Londra, lo scenario che si apre al mondo moderno, in questo caso l'Occidente, non lascia spazio a rosee interpretazioni. Se è vero che la numerologia, l'astrologia, le profezie di Gesù e di San Giovanni o di Nostradamus hanno un senso, prepariamoci alla distruzione del pianeta Terra. Affascinante e preoccupante nello stesso tempo la descrizione del Grand Cross apocalittico in cui i pianeti si trovano nei segni fissi. Un Grand Cross è formato da almeno quattro pianeti disposti a croce ortogonale che creano due opposizioni e quattro quadrature. Questa rara formazione si è verificata nell'estate del 1999. Oltre a Nostradamus, anche la profezia dell'Apocalisse inizia con straordinaria coincidenza col Grand Cross. Il libro dell'Apocalisse viene aperto con la rimozione di sette sigilli. Ogni volta che un sigillo è tolto un passo avanti verso l'apocalisse è compiuto senza possibilità di ritorno. ''La rimozione dei primi quattro sigilli scatena l'azione di quattro cavalieri armati; quindi si tratta di quattro azioni belliche. Ciò mostra che il culmine apocalittico sarà provocato da una guerra... nell'agosto del 1999 inizia il periodo di apertura dei sigilli''. Segue l'11 settembre 2001 che cambia il corso degli eventi e che è solo un primo passo verso una probabile terza guerra mondiale. L'attentato di Madrid, l'11 marzo 2004, potrebbe essere stato la conseguenza dell'apertura del secondo sigillo. E cosa accadrà all'apertura dei prossimi sigilli? Il prossimo evento catastrofico potrebbe già accadere nel marzo 2006 e potrebbe colpire un luogo simbolo della superficialità occidentale. Il libro propopone, al di là di una nuova interpretazione dell'Apocalisse, una questione morale ben più importante: il benessere, l'egoismo, la conflittualità, lo sfruttamento sconsiderato delle risorse, l'inquinamento del pianeta, il denaro.. non ci porteranno di certo alla felicità e alla pace e saremo destinati a scomparire, ad autodistruggerci. La soluzione si può trovare solo dentro di noi..

Per l'acquisto del libro ci si potrà rivolgere direttamente all'autore tramite l'indirizzo e-mail: luigi.tonon@fastwebnet.it

S.M.

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Nahui

Pino Cacucci
Feltrinelli
236 pgg.
14 euro

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Nahui Olín, donna simbolo della rivoluzione messicana, musa dell’eros, che finì a vendere il ricordo di se stessa

''Ho un corpo cosi' bello che non potrei mai negare all'umanita' il diritto di contemplare quest'opera'' diceva la piu' bella donna del Messico, artista dalla vita libera e tragica, pittrice, la cui storia si va ad aggiungere a quelle per alcuni versi simili di Tina Modotti o Frida Kalo. La riporta in luce in questo libro e ne ricostruisce l'esistenza leggendaria Pino Cacucci. ''Da allora Gerardo Murillo (ndr. pittore e vulcanologo) la chiamo' Nahui. E lei, illudendosi di amarlo, si innamoro' comunque del nuovo nome, usandolo fino all'ultimo dei suoi giorni e ripudiando Carmen Mondragon, la figlia del generale Manuel, la ragazzina che cavalcava nuda nel rancho di famiglia per scandalizzare i parenti''. E i suoi ultimi giorni non saranno dei piu' felici, se nel 1961 il poeta Homero Aridjis la incontra vecchia che vende cartoline e foto di se stessa nuda e giovane. La riconosce, racconta Cacucci, dagli ''occhi di un verde smeraldo che virano al turchese e al viola'' e per i ritratti non lontani da quel luogo che di lei aveva dipinto nei suoi murales Diego Rivera. A leggere queste cose si torna inevitabilmente a guardare la foto di Antonio Garduno, pubblicata sulla copertina del libro, che la ritrae giovane nuda, in piedi col capo rivolto all'indietro e di lato, dal sorriso sbarazzino ma dallo sguardo inquisitore, nell'insieme vigile, inerme e seducente, piu', se si vuole predestinata a vittima, che a soggetto volitivo e spinto a scelte sempre assolute e estreme tra la Parigi anni venti, dopo la Grande Guerra, e Citta' del Messico.

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Domani nella battaglia pensa a me

Javier Marìas
Einaudi Tascabili
pgg. 291
9.80 euro

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''Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa. Dispera e muori'' (William Shakespeare)

La vicenda ha inizio quando un'avventura erotica di Victor, il protagonista-narratore, si conclude tragicamente con la morte imprevedibile della donna, Marta, quasi una sconosciuta per lui che, in assenza del marito, lo aveva invitato a condividere con lei la serata di libertà e che poi, colta da un improvviso malore, era morta tra le sue braccia. Unico testimone di quella morte, unico depositario delle ultime parole di Marta, Victor sente il peso di quella specie di responsabilità (anche se qualsiasi suo intervento non avrebbe modificato le cose) e decide di conoscere il marito, la sorella e il padre della donna che aveva avuto con lui la più straordinaria delle intimità, quella della morte. Emozioni, sensazioni, fantasie del protagonista coinvolgono il lettore nel fascino delle pagine di Marias che penetrano nelle pieghe più oscure delle nostre coscienze. Che cosa è invenzione e che cosa è fatto reale? Che cosa è letteratura e che cosa è vita? Finzione è quella parte della vita che noi stessi cerchiamo di costruire per esporla al giudizio degli altri, o è la stessa vita? Quali e quante sono le difese che ergiamo davanti a noi per non presentarci nudi (troppo ridicoli) agli occhi impietosi degli altri! In questo romanzo, oltre alla trama principale, altre vicende suffragano questa visione dell'ambiguità assoluta della vita, soprattutto il personaggio della prostituta. Non si sa, non lo saprà mai nemmeno Victor, se quella ragazza è in realtà la sua ex moglie, chi potrà mai dire se il colloquio, l'abbordaggio, le parole della giovane prostituta sono finzione o se invece tutto corrisponde al normale approccio dell'amore prezzolato. Ma da quell'incontro per Victor inizia una riflessione su quel suo rapporto con Celia, la moglie, una voglia di risentirla, di rivederla che non ha niente a che vedere con l'amore, ma piuttosto col bisogno di alcuni riferimenti certi nella vita quotidiana. Da questo nasce quell'assurda incursione notturna nella casa di lei, un tempo la loro casa, il trovarla a letto con un altro uomo, la fuga precipitosa e l'amara constatazione che ben poco è rimasto di lui in quella casa e in quella vicenda. Victor poi decide di parlare, di raccontare la sua notte con Marta a Luisa, sorella della morta, di rivelare tutte le paure, le incertezze, i dubbi di quella notte assurda. Nasce tra i due uno strano rapporto, quasi di complicità. Il colloquio che Victor ha poi con il marito, rivela come, il susseguirsi degli eventi di quella notte e poi il silenzio del giorno successivo, avevano determinato un concatenarsi di eventi che sarebbero stati ben diversi se la morte di Marta gli fosse stata annunciata. Eppure proprio quel silenzio gli aveva permesso di capire l'inganno di cui era vittima, di vendicarsi, di agire credendo che la vita fosse diversa da quella che era, fare quello che era giusto per lui fare se Marta fosse stata viva. Il caso! La vita è strana, può essere determinata da una frase, ma anche da un silenzio. Marias ci fa attraversare i pensieri del suo personaggio ''da dentro'', ci fa intuire le ragioni dell'altro, ci coinvolge in questa beffa del caso e del destino. E appunto tutto può anche apparire una grande, tragica beffa, gli uomini, nella vita e nella morte, pedine di un gioco oscuro, di cui non possono e non sanno capire il senso. ''Colui che racconta di solito si sa spiegare... raccontare è come convincere o farsi capire o far capire o far vedere e così tutto può essere compreso, anche le cose più infami...''

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La casa sul canale

Georges Simenon
Edizioni Adelphi
pgg. 161
7.50 euro

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Insieme con Il fidanzamento del signor Hire e Colpo di luna, La casa sul canale è fra i primissimi Simenon «allo stato puro»

Aidmée ha sedici anni quando rimane orfana ed è costretta a lasciare Bruxelles per vivere nelle Fiandre presso degli zii materni che neppure conosce. Qui si ritrova in una casa con abitudini di vita del tutto diverse da quelle da lei praticate fino a quel momento: noia e fatica, solitudine e rudezza nei costumi e nelle relazioni. Esile, delicata, pallida ed elegante nei pur poveri abiti che ha portato con sé da Bruxelles, prova quasi ribrezzo nei confronti di ciò che la circonda (cose e uomini). Anche nell’aspetto esteriore Aidmée si sente diversa, e superiore, ai parenti che l’hanno accolta in casa in un momento per altro difficile della loro esistenza. Quando la ragazza giunge al villaggio è infatti appena morto (improvvisamente e del tutto inaspettatamente) lo zio, un possidente agricolo con moglie e figli di diversa età. A intrattenere rapporti con la cugina sono i due figli maschi Fred e Jef, i maggiori, e la più grande delle figlie, Mia, anche perché la zia e i bambini più piccoli non parlano il francese, ma solamente il fiammingo. Quella casa stessa, mal riscaldata e piena di infiltrazioni d’acqua, le suscita disprezzo, come la rozzezza dei modi e dei vestiti dei parenti o il loro aspetto fisico, l’asimmetria dei volti, la testa troppo grande del cugino Jef, lo strabismo della più piccola, il viso contadino e scialbo della cugina, la volgarità del corpo e del volto di Fred, il cugino maggiore, verso il quale vive sensazioni contrastanti di attrazione e di repulsione. Piano piano però Aidmée diventa consapevole della sua femminilità e del desiderio che sa suscitare negli altri, in particolare del potere che ha acquisito sui due cugini. Lei stessa vive pulsioni che non domina del tutto, in un risveglio dei sensi torbido e ambiguo. La tensione narrativa cresce sempre più, in modo parallelo al pericoloso gioco che la ragazza crede di poter gestire, lei cittadina, lei colta e raffinata, rispetto ai rozzi e primitivi cugini ai quali rifiuta di concedersi, ma che costringe a “prove d’amore” sconcertanti. Eppure il dolore, il rancore sordo che domina Aidmée e che le impedisce un autentico rapporto con tutti coloro che la circondano (compreso lo zio Louis che lei reputa l’unico essere accettabile in quel posto primitivo e che tradirà, calunniandolo), si trasforma in una specie di ossessione, una rabbia chiusa che fa agire quella ragazzina infelice con sempre maggiore perfidia e le fa approntare un piano di seduzione che inevitabilmente sfocerà in tragedia. La terribile, ma ineluttabile, conclusione di questo romanzo, così come avviene in altre opere narrative non poliziesche di Simenon (ad esempio lo straordinario Fidanzamento del signor Hire, o il contemporaneo Colpo di luna), vede la morte intrecciata inestricabilmente alla passione amorosa, che è tanto più accecante e devastante quanto più ne sono preda i deboli e i brutti, incapaci di difendersi da donne rabbiosamente infelici e, nella loro disperazione, davvero devastanti. Aidmée non corrisponde allo stereotipo della femme fatale: giovanissima, malata e fragile, eppure è dalla sua femminilità che nasce il potere che esercita non solo sugli uomini ma su tutta la misera e rozza umanità che la circonda. I sensi turbati rappresentano insomma ciò che destabilizza il malsano ordine della vita di una comunità contadina capace di reggersi se non vi sono elementi di rottura e soprattutto elementi esterni e disgreganti. (Grazia Casagrande)

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Dolce e armonico poetar

Davide Greggio
F.lli Corradin Editore

10 euro

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E' da poco uscito, in vendita nelle librerie della provincia, il nuovo libro, di pensieri e di poesie, dello scrittore e poeta di Este Davide Greggio

Una raccolta di circa 100 poesie, con la quale lo scrittore chiude la sua trilogia di liriche, iniziata 10 anni fa con il libro 'Odi e suoni', proseguita poi con il libro 'Odi e suoni 2000... e soprattutto Amore', e finalmente ultimata con 'Dolce e armonico poetar', in cui compare più maturità, più forza, più vigore, nell'espressione di sentimenti, immagini ed emozioni. Davide Greggio è fortunatamente ancora uno spirito libero, pulito, estraneo a pregiudizi e malizie ; nell'armonia e nella musicalità delle parole, frammiste ad accorati e sinceri accenti di ribellione e di critica verso le ingiustizie e le cattiverie di questa nostra società, trovano vigore e valore i suoi caratteristici componimenti . I suoi temi preferiti : il romanticismo, l'amore, la passione, l'attualità, l'idealismo, gli sfoghi giovanili, la ribellione all'ingiustizia, la libertà . Libri da leggere, e per riflettere .

I libri possono essere richiesti anche all'Autore, con Dedica, telefonando al 338/1268783, o Email : davide.greggio@libero.it

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Angeli dell`abisso

Enrique Serna
Edizioni e/o
576 pg.
16 euro

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Da non perdere il premiato libro di uno dei maggiori scrittori e saggisti messicani

La complessa trama del romanzo ci riporta alla sontuosita`, al misticismo, alla lotta per il potere tra ordini religiosi, al culto delle divinita` pre-ispaniche che caratterizzano il Seicento messicano. Ispirato alla storia vera di un processo dell’Inquisizione racconta la storia della falsa beata Crisanta Cruz e dell’indio apostata Tlacotzin, una coppia di amanti che devono affrontare una società rigidamente divisa in caste e il potere della Chiesa. Costretti entrambi dalle avversità, fin dalla loro infanzia, sviluppano una ferrea volontà di sopravvivenza e una raffinata malizia per prendersi gioco dei loro oppressori. Crisanta Cruz è una giovane attrice cui il fanatismo del potere religioso vieta di esercitare il suo mestiere. Utilizza perciò il proprio talento per fingere estasi mistiche nel corso delle quali parla con le anime dannate e lotta contro il demonio, conquistando così il favore delle famiglie aristocratiche e poi anche un’ampia devozione popolare. In realtà Crisanta ha una doppia vita e di notte incontra il suo amante indio, il quale partecipa alla resistenza contro gli spagnoli e la Chiesa. Romanzo avvincente e colto, che ricostruisce il mondo coloniale nelle sue varie componenti, fedele all’epoca che dipinge eppure contemporaneo per le sue risorse letterarie, Angeli dell’abisso combina elementi del romanzo picaresco, della commedia d’intrigo e del romanzo d’appendice che rinnova la tradizione del romanzo colonialista.

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Nordest

Massimo Carlotto - Marco Videtta
Edizioni e/o
224 pg.
14,50 euro

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Il nuovo libro del `giallista` italiano, scritto a quattro mani con lo sceneggiatore Videtta

Ritorna uno dei piu` amati scrittori italiani con un libro che si discosta dal genere a cui ci ha abituati, ovvero il `noir mediterraneo`. Il libro, scritto assieme a Marco Videtta, affermato autore e sceneggiatore, parla di alcune famiglie potenti del Nordest, della loro ascesa e del loro declino. Di contorno si delinea una visione allucinante e devastante di questa terra, miraggio del miracolo economico anni fa, e ora rivelatasi un clamoroso `flop`. Si tratta di un’avvincente storia familiare, un noir che racconta il mondo degli industriali e delle famiglie ricche del nordest italiano che, in piena crisi economica, dopo aver depredato per anni la terra `dei balocchi` lascia dietro le spalle le macerie e si trasferisce nell`est europeo o in Cina per poter sfruttare manodopera a basso costo e mantenere i propri standard di vita. La ricerca per la stesura del libro e` durata tre anni ed e` basata su articoli di cronaca pubblicati nei quotidiani del Nordest: si tratta quindi di una `storia realmente accaduta`. Il prosperoso Nordest e` diventato ormai una terra ai confini della legittimita`: il lavoro in nero, lo sfruttamento degli immigrati, l`inquinamento ambientale sono solo alcune delle piaghe che lo devastano. Un libro estremamente provocatorio, scritto con i ritmi incalzanti delle trame tipiche di Carlotto, che lascia l`amaro in bocca..purtroppo.

Sabrina Maniero

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Era ieri

Enzo Biagi
Edizioni Rizzoli
304 pg.
17.50 euro

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Un libro che e` il testamento di un uomo integro, che ha sempre rifiutato di scendere a compromessi con il potere e che ha sempre seguito ad oltranza la sua morale

“Abbiamo combattuto contro il nazismo e il fascismo, molti hanno dato la vita per la libertà, mai avrei pensato che un giorno nel nostro Paese si tornasse a parlare di epurazione, censura, regime, secessione e si mettesse in discussione la Carta dei Padri della Patria.”
Dopo che, tre anni fa, venne chiusa improvvisamente la trasmissione di successo `Il fatto`, Enzo Biagi torna a far parlare di se` con questo libro che, partendo da quello scandaloso episodio di censura, ci porta alla sua infanzia passata sui monti dell`Appennino emiliano, al sogno di diventare un giornalista, agli inizi professionali durante la guerra battendosi per la giustizia e la libertà. E ancora ci porta agli anni in cui, giornalista affermato diresse quotidiani, periodici, condusse trasmissioni televisive, intervisto` i `grandi` della storia per poter raccontare solo e soltanto la verita`. A questi successi si mescola l`amarezza di questi anni nel vedersi vietata la possibilita` di fare televisione e la tenerezza di alcuni ricordi intimi, legati ai propri genitori, alla moglie scomparsa, alle figlie. Sono pagine dense di significato quelle di questo libro, che ci aiutano a ricordare la storia del nostro passato e a indagare con sguardo critico quella del presente.


Sabrina Maniero

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Il ballo

Irène Némirovsky
Piccola Biblioteca Adelphi
83 pg.
7 euro

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Scritto l’anno prima del grande crollo in Borsa e quattro anni prima dell’avvento del nazismo, è il romanzo di un massacro, in cui, anche se non accade quasi nulla, niente si salva

La Némirovsky aveva solo 25 anni quando scrisse questo racconto, e non visse molto a lungo per dedicarsi alla scrittura vista la morte tragica avvenuta ad Auschwitz nel 1942. Era certamente destinata a diventare una grande autrice e lo si nota in questo libretto del 1938 (ma pubblicato solo ora) in cui, con essenzialita`, descrive i sogni infranti di una arrampicatrice sociale. La quattordicenne Antoinette decide di gettare nella Senna tutti gli inviti che la madre, volgare e arcigna `parvenue`, ha stilato per il ballo destinato a segnare il suo ingresso nella brillante società parigina. È una vendetta, che si nutre del dramma di un contrastato rapporto d`amore tra genitori e figli, del risentimento, dell`ambizione, di egoismo e rivalita`. Questo pregevole testo, considerato romanzo, aforisma, libretto o novella, rivela l`abilita` della scrittrice che si muove agilmente in un ambiente grottesco, perfido e disincantato. Se il tema ci conduce alla fine degli anni Trenta, alla sua cultura, alla sua societa`, ai riti e alle sue regole, la storia di Antoinette, adolescente incompresa e sola, puo` benissimo essere collocata in qualsiasi periodo. Ma, nota di maggior rilievo, queste brevi pagine toccano le corde intime, suscitano emozioni.. molto piu` di altri voluminosi romanzi contemporanei.

Sabrina Maniero

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Mira e il Mahatma

Sudhir Kakar
Neri Pozza
288 pag.
15.50 euro

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La discussa e tumultuosa relazione che uni` il Mahatma Gandhi all`inglese Madeleine Slade, figlia di un ammiraglio di Bombay, scritta in modo mirabile

Madeleine Slade, appartenente alla vecchia e solida borghesia inglese, decide -dopo una preparazione di un anno- di lasciare Londra e di unirsi a Gandhi trasferendosi nell'ashram sul Sabarmati, ad Ahmedabad, in India, dove il Bapu (padre in indu) vive. Il libro narra la storia dei nove anni – dal 1925 al 1930 e dal 1940 al 1942 – in cui la vita di Madeline (nota anche come Mirabehn) e quella di Gandhi furono intrecciate più strettamente che in qualunque altro periodo del loro lungo sodalizio. La penna di Kahar scorre veloce per quasi 300 pagine e getta uno sguardo inusuale sulla figura venerata di Gandhi. Mira occupera` un posto importante nell`organizzazione dell`ashram e diventera` in poco tempo una persona speciale, sempre vicina al padre dell`India, destinata a soffrire in modo indescrivibile per un amore che la consuma e che non potra` mai completarsi. Basato sulle sterminate lettere che Mira e Gandhi si scrissero, il libro mette a nudo le debolezze di un uomo e una donna che dedicano la loro vita a un ideale.. anche se l`ideale di Mira si rivela ben presto molto `terreno` e legato al bisogno di servire ed essere costantemente vicina alla sua guida spirituale e all`uomo che ama con tutta se stessa. La vita di Mira appare spesso come una grande privazione che la conduce a una solitudine senza fine, a una crescente infelicita` e ad una imposizione di canoni e regole morali pronti a uccidere la sua personalita`, la sua femminilita`, il suo diritto alla `vita`. A tratti impietoso, il libro e` intriso infine di una buona dose di tristezza, anche se non manca il lato `iconografico` relativo alla figura del grande Bapu. Ma come non accorgersi, al di la` della grandezza di Gandhi, degli effetti contrastanti che egli, con il suo esempio, produceva nella cerchia di persone adoranti che lo circondavano! Ne esce il profilo di un essere umano in continua lotta con le sue contraddizioni, trincerato nelle sue ossessioni e nelle sue manie, irascibile in privato ma talmente caparbio e sicuro della forza delle sue azioni e del suo pensiero da trascinare tutto e tutti con se`... nel bene e nel male.

Sabrina Maniero

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La lunga notte del dottor Galvan

Daniel Pennac
Feltrinelli
66 pg
6.50 euro

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Ritorna l'umorismo al vetriolo di una grande autore contemporaneo che ripropone, in chiave moderna, un 'malato immaginario' alla maniera di Molière

Esilarante il nuovo romanzo di Pennac che parla del malato dei malati, del caso irrisolvibile, vero rompicapo per i medici del pronto soccorso della clinica universitaria Poustel-Cuoperin. Il protagonista Gérard Galvan era uno specializzando in medicina interna e, a distanza di tempo, nel garage dove ha portato a sistemare l'auto, comincia a narrare della notte da incubo che ha rovinato per sempre la sua carriera. Galvan, ossessionato dal suo biglietto da visita, è un medico forse distratto, tanto da lasciare per parecchie ore in sala d'attesa un signore che sostiene di non sentirsi tanto bene. Dopo lo svenimento del signore, Galvan comincia a visitare il malato che propone un repertorio di sintomi degno del suo simile Argante. Galvan, inesperto e impaurito, comincia a chiamare tutti i luminari dell'ospedale che si adopereranno tutta la notte nel tentativo di salvare questo scomodo paziente. Il finale è a sorpresa... La lunga notte del dottor Galvan è anche uno spettacaolo teatrale di Giorgio Gallione per il Teatro dell'Archivolto, in scena da novembre 2005, con Neri Marcorè.
Il ritmo frenetico del racconto, l'incastro di molti personaggi, fa di questo testo un simbolico 'continuo' con la saga maulasseniana. Questo ospedale però non è un luogo di sofferenza, di morte, ma un circuito chiuso di rappresentazione del grottesco dove medici e medicina cercano di trovare spiegazioni e rimedi in un mondo sospeso tra scienza e idiozia. La scrittura di Pennac emana sempre comicità che nella gran parte dei casi non è fine a se stessa ma può creare disagio e dubbio: si parla di temi scottanti, importanti, ma senza chiudere la storia sotto una cappa di seriosità. L'elemento 'liberatorio' ed 'eversivo' regna anche nei personaggi di questo racconto, rendendo possibile l'irreale.


Sabrina Maniero

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Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Mark Haddon
Einaudi
259 pg
16.53 euro

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Questo suggestivo giallo con protagonista un bambino autistico è il terzo libro dell’autore inglese Haddon, scrittore e illustratore di libri per ragazzi

La trama è molto semplice: Christopher, un ragazzino ammalato della sindrome di Asperger, scopre che il cane della vicina è stato trafitto da un forcone. Da qui inizia le indagini per smascherare il colpevole e da qui inizia l’avventura del lettore che viene proiettato nel mondo ''particolare'' di Christopher, un mondo in cui il difficile rapporto con gli altri viene mediato da un ordine matematico. Christopher non ama essere toccato, non mangia se i cibi non sono separati nel suo piatto, comincia a urlare se i mobili di casa sono stati spostati, non comprende le espressioni del viso e non sorride: la matematica diventa per lui l’unico mezzo per gestire il caos che lo circonda. Improvvisamente però la sua indagine si trasformerà in un incubo con fuga dalla casa paterna e arrivo a Londra, dove finalmente si metterà in salvo.
La storia è sicuramente banale ma l’autore è veramente abile nel trovare colpi di scena continui e nell’incentrare l’azione solo ed esclusivamente nella mente di un ragazzo autistico, nelle sue fobie, nelle sue paure e nelle sue elucubrazioni matematiche per estraniarsi dalla sconvolgente realtà.
Attraverso Christopher si toccano questioni importanti, come il rapporto tra figli e genitori, tra mondo ''normale'' e mondo ''non normale'', tra dire o non dire la verità. Il romanzo non deve essere considerato un romanzo sull’autismo, non ha nessuna pretesa scientifica. Vuole essere una storia appunto ''romanzata'' di un personaggio antitetico, un’eroe alla rovescia, un ragazzo imperfetto in un mondo esteriormente perfetto.
Il pregio maggiore dell’autore è quello di instaurare con il lettore un solido legame di empatia, di farlo entrare in un romanzo che diventa il romanzo di un ragazzino che indaga come Sherlock Holmes, di rendere ''divertente'' anche ciò che non lo è, di rendere chiari i rapporti così difficili e costruiti che fanno parte della nostra quotidianità. Del resto gli occhi di un ragazzino sono innocenti e ancora di più quelli di un ragazzino ''dissociato''! Tutto questo potrebbe anche sembrare retorica, ma la semplicità della storia –invece che essere il punto debole- diventa il quid che fa la differenza. Perché l’ingenuità, la repulsione per i rumori, per la gente che si accalca in metropolitana, l’intransigenza, l’innocenza di Christopher potrebbero rappresentare per tutti un momento di riflessione costruttiva.


Sabrina Maniero

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Una vita per l'arte

Guggenheim Peggy
Rizzoli
17 euro

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La meravigliosa e appassionante autobiografia di Peggy Guggenheim

Nata a New York nel 1898, suo padre è un magnate dell’industria mineraria, morto nel naufragio del Titanic, Peggy si dimostra una personalità esplosiva con una visione artistica particolarmente moderna ed evoluta. Vive a Parigi, immersa nella Lost Generation, dove conosce i più grandi artisti dell’epoca e si sposerà prima con uno scrittore dadaista Laurence Vail, poi con il famoso surrealista Max Ernst. Nel ‘38 apre la sua prima galleria d’arte moderna a Londra, Jeune, dove espone Cocteau. Una donna forte, capace di muoversi agilmente all’interno in un ambiente maschilista e che riesce faticosamente a conservare i suoi quadri durante l’epoca della guerra. Il Louvre, infatti, le aveva rifiutato di tenere le sue opere e le dogane britanniche gliele hanno respinte non considerandole arte. Nel 42 inaugura a New York art Of This Century dove ospita opere europee, ma soprattutto espone e scopre Jackson Pollock. Ma finalmente arriva a Venezia nel 1947, e qui trova un ambiente molto più ricettivo di Londra, New York e Parigi. Attorno alla sua bellissima casa sul Canal Grande, Peggy riesce a creare uno straordinario centro di propulsione per l’avanguardia europea e l’espressionismo astratto americano, riuscendo a circondarsi dei migliori artisti e uomini di cultura dell’epoca. Di giorno gira in gondola con i suoi due cagnolini e la sera intrattiene nel suo splendido palazzo di Venier dei Leoni. Una donna incredibile, di grande temperamento e fortemente passionale. Un libro ben scritto, ricco di curiosità e spunti interessanti.

Anna Vestita

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Io non sono pazzo. Splendori e miserie di Salvador Dalì

Pier Paolo Fasanotti, Roberta Scorranese
Il Saggiatore, Milano
2004
pagg. 285

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Un genio, spesso un mostro. Un eccellente comunicatore del vero o del falso. Uno sperimentatore infinito. Poche certezze, ma totali, su Salvador Dalì, un uomo estremamente difficile.

Questa biografia di Dalì, scritta a due mani da Fasanotti e Scorranese, inanella, per capitoli tematici, in un modo per la verità a tratti disordinato e frettoloso, aneddoti e punti di vista, dichiarazioni raccolte ad hoc e tratte da archivi storici, interpretazioni di fatti, di comportamenti, di opere e di prese di posizione.
Il lettore è diviso fra l’antipatia per una persona che amava farsi dare dell’antipatico e l’ammirazione per uno dei massimi disegnatori possibili.
''Io non sono pazzo'' dimostra la complessità dell’artisticità di Dalì: un surrealista rinnegato dai Surrealisti, un profondo estimatore del Rinascimento italiano, un illustratore di opere letterarie (Don Chisciotte, dito da Randonm House, Macbeth, per Doubleday, la Divina Commedia per alcune edizioni statunitensi), un costumista, uno scenografo, uno sceneggiatore teatrale e cinematografico (citiamo solo la sua collaborazione con Bunuel per ''Il cane andaluso'' del ’29 e per ''L’età d’oro'' del ‘30; ma anche con Hitchock, per ''Io ti salverò'' del ’44, solo per citarne alcune), un istintivo del packaging e del naming (inventò le etichette dell’aperitivo italiano ''Rosso antico'', della Buton e, improvvisandolo in Flash, il nome di un profumo). Fondatore di quel movimento fortunoso ma non se