XXXII Festival Nazionale del Teatro per i ragazzi
18 Settembre 2013Padova è “teatro” del più antico festival per ragazzi d’Italia: trentadue anni e ancora oggi dieci diverse compagnie calcheranno le scene del Piccolo Teatro Don Bosco in zona Paltana sfidandosi e sottoponendosi al giudizio dei piccoli. «Solo con questo festival – afferma l’assessore alla Cultura Andrea Colasio – l’Amministrazione può dirsi veramente di ‘cultura’, con un occhio di riguardo alle nuove generazioni. La formula vincente è il coinvolgimento della famiglia intera, per una proposta qualitativa che sa dare una filosofia di fondo, una morale». Gli spettacoli, dal 28 settembre al 1 dicembre, con replica al sabato pomeriggio alle ore 16 e alla domenica alle ore 10.30 e alle 16, saranno anticipati da una succosa novità: «tre nuove mascotte – afferma Micaela Grasso, psicologa e presidente dell’Istituto organizzatore – Madama Gaetana, la buffa gallina padovana, Guru-Hermoso, il pavone vanitoso e Sudo-ku, l’anatra mandarina di Timcontù, intratterranno i piccoli prima dell’inizio di ogni spettacolo: si può infatti arrivare in anticipo e godere dell’animazione dei pupazzi viventi i quali racconteranno una storia in 10 puntate, cinque minuti a settimana». Il festival, oltre a puntare molto sull’«aspetto visuale» che rende gli spettacoli adatti a un pubblico dai tre ai dodici anni, vuole lavorare anche sulla realtà del «rispetto delle regole»: «vogliamo educare il pubblico dei piccoli – continua la Grasso – in maniera tale che assista in maniera coscienziosa, senza disturbare o recare danno agli altri». L’educazione si rinnova grazie alla collaborazione con la Fondazione Caponnetto che aiuta, secondo Domenico Billotta, a «diffondere la cultura della legalità». Diversi premi in gioco, tra cui il premio Rosa d’oro, in ricordo di Rosetta Calendoli, assegnato allo spettacolo più votato dai ragazzi: «la cosa interessante del festival – spiega Renata Rebeschini – è la sua capacità di coinvolgere anche gli adulti, perché una cosa bella è bella. Come ripeto spesso, la televisione fa vedere piccolo, il cinema grande, ma il teatro fa vedere vero. C’è bisogno del teatro visti i tempi, il messaggio non deve essere manifesto, ma insito nelle emozioni. Ovviamente più gente riusciamo a coinvolgere, più il triste quadro della realtà ha la possibilità di colorarsi della fantasia». A fare da madrina nonna Betta, la signora Elisabetta Baldi Caponnetto, che «trova nei giovani un’energia incontenibile».
Camilla Bottin