Intervista a Susanna Piccin, direttrice artistica di “Scenari di carta”
18 Gennaio 2016La quarta edizione di “Scenari di carta” si chiude sabato 6 febbraio a Piove di Sacco con lo spettacolo “Le guarattelle di Pulcinella” di Luca Ronga. Riprendendo la tradizione delle “guarattelle”, Ronga utilizza i burattini a guanto napoletani e la “pivetta” che ne altera la voce: è una forma di teatro che si ripete immutata nel corso dei secoli. Come reagiscono i bambini di oggi, riescono ancora a meravigliarsi alla vista di questa forma d’arte così antica ma allo stesso tempo così moderna?
Abbiamo già avuto modo di ospitare a Codevigo il meraviglioso artista Luca Ronga proprio con questo spettacolo, e abbiamo deciso significativamente di riproporlo per la chiusura dell’edizione di Scenari di Carta di quest’anno. A volte l’andare a teatro suona a qualcuno come un’attività elitaria e col profumo di polvere, il teatro ragazzi forse è quello che maggiormente ha ancora la possibilità di trasmettere tutta la forza dirompente di questa forma d’arte grazie all’assenza di giudizio dei giovani spettatori. Scegliere come unico spettacolo di chiusura una baracca e dei burattini è proprio voler proporre una delle radici più popolari e dirette del teatro, che sorprende i bambini perché molto diversa da quello a cui sono abituati ora, ma pur sempre coinvolgente perché narrativamente costruita con maestria da chi questo mestiere lo sa fare e conosce le chiavi e il ritmo per raccontare una storia, matrici di fantasia.
“Scenari di carta” si avvia alla conclusione, quali sono le Sue considerazioni in qualità di direttore artistico? I bambini hanno “divorato” le storie che sono state presentate loro?
Questa quarta edizione di Scenari di Carta è stata una sfida, i cambiamenti proposti sono stati tanti, ma tutti apportati nell’ascolto di ciò che Scenari stava già autonomamente diventando, come una creatura vivente che cresce e prende la sua strada. Noi non abbiamo fatto altro che darle sostegno e arricchimento, e sono stata davvero felice di vedere come le Amministrazioni e le Biblioteche abbiano sostenuto con noi tutte le letture animate proposte sia all’interno delle scuole che aperte alle famiglie, e come abbiano accolto dei laboratori che inizialmente non sapevano decifrare perché un po’ diversi dai soliti. E’ stato un passaggio di fiducia dalle biblioteche a Scenari, e dai ragazzi ai bibliotecari, ai maestri e a noi organizzatori. Ogni appuntamento è stato pieno di bambini che si sono messi in gioco e in ascolto, famelici di libri, storie, e immagini. Alcuni libri donati alle biblioteche non facevano a tempo ad essere registrati che venivano già prenotati! Ringrazio infinitamente anche tutti gli attori/lettori che hanno accettato di raccontare anche libri nuovi e non sempre facili. Scenari di Carta è ormai diventato un appuntamento che i bambini riconoscono e aspettano, e la loro partecipazione non è mai stata così numerosa come quest’anno.
La Vostra compagnia, Barabao Teatro, sta lavorando a una nuova produzione dal titolo “Frankenstein”. A chi sarà rivolto questo spettacolo, a un pubblico di bambini o di adulti? Come presenterete il mostro?
Dopo l’esperienza all’estero finita pochi mesi fa, Barabao Teatro decide di ritornare di nuovo in scena con una produzione a 4, tutto il gruppo di attori al completo. E lo fa con un titolo che parla già da se’: Frankenstein. Esattamente come la scuola di stampo lecoquiano ci ha insegnato, tutto il lavoro è improntato sul processo creativo di un’opera che si costruisce man mano e coabita con noi la sala prove. Sappiamo da dove siamo partiti ma ancora non sappiamo dove arriveremo esattamente, abbiamo però un magnifico timoniere che è il nostro regista Ted Keijser. E così come tutte le nostre produzioni, lavoriamo sempre avendo in mente il nostro pubblico, che ci circonda e ci incoraggia, e che va dai 6 ai 106 anni. Noi a loro promettiamo sempre divertimento intelligente e un lavoro onesto e di qualità. Così sarà anche questo nostro Frankenstein che ci sta facendo domandare “chi è il vero mostro?”. Non abbiamo una sola risposta ed è per questo che il nostro mostro avrà più di una faccia e di un corpo, e sarà trasposto in vari elementi e momenti dello spettacolo. Per ora non finisce di stupire anche noi stessi e continuiamo la ricerca e la costruzione di quella Creatura che nasce dalle nostre mani e in cui infondiamo vita propria. Il primo studio sarà il 28 febbraio a Padova ai Carichi Sospesi.
Camilla Bottin
