Bisbetica con Nancy Brilli

15 Gennaio 2016 By Elena Bottin

Al Teatro Verdi, fino al 17 gennaio, è prevista in cartellone la “Bisbetica”, ovvero “La bisbetica domata di William Shakespeare messa alla prova”: l’apertura, per nulla convenzionale, pone lo spettatore di fronte a quel momento in cui, copione alla mano, una compagnia decide di inscenare una commedia in teatro. Il soggetto è la “Bisbetica” di William Shakespeare, a interpretarla sarà Nancy Brilli che giunge da un’entrata laterale nella sala prove, ancora disadorna: poche parole e i caratteri generali dell’opera sono decisi, l’effetto meta-teatrale è strepitoso. La compagnia si presenta come una numerosa accozzaglia di personaggi strampalati, dal giovane insofferente all’attore gay, dal caratterista che sembra uscito dalla Commedia dell’arte al tipo che deve interpretare molteplici ruoli con repentini cambi d’abito. Nancy Brilli si propone come la regista, spesso fuori dalla scena, che rientra nei panni della bisbetica Caterina: il suo piglio deciso la rende invisa ai suoi compagni di recitazione, dando il via a efficaci colpi di scena durante le prove. Il testo di Shakespeare viene rispettato fedelmente, ma il fatto stesso che sia una “prova” di messa in scena lo trasforma in un prodotto kitsch, a metà tra l’antico e il contemporaneo, con gli attori che recitano ancora svestiti o con qualche dettaglio rivelatore che viene illuminato dall’interpretazione più volte interrotta dai consigli o dalle direttive della regista. Che la commedia sia ambientata a Padova ce lo rivela anche un cartellone trascinato sul palco dagli attori: le scritte che compaiono ricordano vagamente le operette e i musical di Broadway e questa sensazione viene accentuata dal fatto che ci siano parecchi intermezzi musicali in cui i recitanti cantano per il piacere del pubblico seguendo ritmi pigiati sulle scatole che fanno da scenografia. Tra l’abbigliamento casual e i tentativi di vedere se il microfono funziona, sembra di assistere veramente a tutto quello che precede la realizzazione di uno spettacolo: la regista Cristina Pezzoli ha allestito una macchina scenica fenomenale, le due ore di rappresentazione scivolano via senza nemmeno accorgersi del tempo che passa. Le scene di Giacomo Andrico e i costumi di Nicoletta Ercole completano il quadro che si chiude con il banchetto finale tra le coppie di sposi in pieno regime storico: costumi d’epoca e recitazione tradizionale prendono il posto della sperimentazione e salutano il pubblico con la “vera” messa in scena.

Camilla Bottin