Vicine vicine 2.0
20 Gennaio 2015A prima vista sembra uno spettacolo comico: il meccanismo dello scontro tra vicine di casa fa letteralmente sbellicare dalle risate. In realtà si tratta di uno spettacolo “similcomico” perché sotto la superficie del divertimento si svelano molti luoghi comuni del nostro vivere quotidiano: il sospetto, la maldicenza, la curiosità impicciona, la cattiveria gratuita.
Le due protagoniste si muovono come due persone di mezz’età che potremmo incontrare nel nostro quartiere, nella nostra città ma nello stesso tempo assorbono la gestualità ingigantita del clown come maschera grottesca della nostra quotidianità. Due personaggi tipo, due straordinarie figure che assomigliano molto a chi vive accanto a noi se solo l’abitudine ci permettesse di mettere meglio a fuoco la nostra vita di tutti i giorni.
La surrealtà del palcoscenico, le iperbole comiche del testo evidenziano chiaramente questa condizione.
Il lieto fine è d’obbligo ma prima di arrivare alla conclusione è tutto un crescere del ritmo comico che porterà ad un vero e proprio duello come nei vecchi film western:
“ te me ghe copà!”
“ te me copà ti!”
“ e ora, tasi!”
Il dialetto, lingua madre, è d’obbligo.