Vedrai quello che vedrai
5 Maggio 2015La ricerca del coreografo Sylvio Dufrayer sul corpo e le sue motivazioni per muoversi, sviluppa con questo spettacolo un’indagine sul corpo “che consuma e viene consumato”, il corpo che incarna la contraddizione tra il piacere di consumare ed esibire e la frustrazione che spesso ne deriva.
Secondo Breton “Il dualismo della modernità non oppone più l’anima al corpo, ma sottilmente oppone l’uomo al corpo, producendo uno sdoppiamento. Staccato dell’uomo _ trasformato in oggetto da modellare, esibire e adattare in base al gusto del giorno _ il corpo si equivale all’uomo, in quanto modificando le apparenze, l’uomo stesso viene modificato.
Non si tratta di un qualsiasi corpo, ma di un corpo in stato transitorio, un corpo manipolato, prodotto e ristrutturato che ha come unico obbiettivo la “bellezza e la perfetta salute”.
“E senza dubbio il nostro tempo … preferisce l’immagine alla sostanza, la copia all’originale, la rappresentazione alla realtà, l’apparenza all’ essere”.(L. Feuerbach)