Variazioni enigmatiche

23 Giugno 2015 By Elena Bottin

Un testo mai prevedibile, che alterna sentimenti con drammatici colpi di scena, in cui l’ironia più tagliente si trasforma in commozione, la tenerezza in folle crudeltà. È la storia del confronto disperato fra due uomini, Abel Znorko (jan Ivascu) – misantropo, Nobel per la letteratura che si è ritirato a vivere da eremita in un’isola sperduta del mare della Norvegia, vicino al Polo Nord (ma conserva un intenso rapporto epistolare con la donna amata) – e Erik Larsen (Diego Di Francesco), sconosciuto giornalista cui lo scrittore concede un’intervista. L’incontro, tra ferocia e compassione, si trasforma in una sconvolgente scoperta di verità taciute e dell’illusione in cui i due si sono calati. Un travolgente racconto che nasce commedia e che lungo il percorso assume i toni del mistero, del dramma grazie ai rifiniti, minimi dettagli e colpi di scena capaci di ribaltare le situazioni con una prontezza sconcertante. Obiettivo dichiarato di Antonello Pagotto nella lettura registica è ampliare l’immaginario dello spettatore oltre i confini dello spazio scenico per condurlo in un “labirinto di pensiero” nel quale il serrato confronto dei personaggi si articola in un vorticoso avvicinamento, allontanamento e a tratti inafferrabile concepimento della realtà dove verità e menzogna si fondono in virtù di un inquietante segreto.