Un imbroglio, tanti allocchi

30 Gennaio 2018 By Elena Bottin

Siamo in una ridente località della provincia veneta, in quel­la striscia di terra che collega Roma a Treviso negli anni 1930-1935 durante il regime fascista; un paese tranquillo dove il podestà e la sua combriccola gestiscono a loro piace­re le varie istituzioni del Paese, ovviamente non disdegnan­do l’interesse privato sul pubblico.
Come un fulmine a ciel sereno arriva la notizia che un solerte funzionario del Ministero sta per arrivare e notizia ancora più terribile: in incognito! Le certezze, l’arro­ganza di anni di governo alla “ciapa qua e meti in scarsea” crollano improvvisamente come davanti ad uno Tsunami. Eccolo che arriva altero, con faccia severa e terribile e ce la farà pagare a tutti anche perché ci sarà sicuramente qual­che botegaro invidioso che andrà a raccontargli come viene rappresentato il Governo in questo Paese!
Ma il podestà è furbo, e sarà disposto a tutto pur di non essere mandato alla gogna. L’Ispettore arriva, anzi è già arrivato da due settimane e giocherà come il gatto e il topo con questi signori spaventati anzi terrorizzati e alla fine “to­cierà” un po’ di qua e un po’ di là e non solo soldi ma…