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  13/06/2015           
Tutto quello che sto per dirvi è falso

Tutto quello che sto per dirvi è falso


Lo spettacolo con Tiziana Di Masi riparte con una tournee estiva: un lavoro che parla alle coscienze, perché acquistare un falso significa finanziare le mafie e affossare l’economia


“Tutto quello che sto per dirvi è falso”, il lavoro di teatro civile anticontraffazione scritto dal giornalista Andrea Guolo e interpretato da Tiziana Di Masi, torna a grande richiesta a giugno e luglio nelle piazze e nei festival del Veneto per mettere in guardia contro il mercato dei falsi gestito dalle mafie.
Dopo la data di Valdagno dello scorso 9 maggio, lo spettacolo sarà a Caorle – VE (12 giugno – piazza Matteotti), Padova (13 giugno – cortile Palazzo Zuckermann), Lusia – RO (14 giugno – Festival vegano), Sappada – BL (23 luglio), Rosolina – RO (24 luglio – piazzale Europa), Asiago – VI (26 luglio – piazza II Risorgimento).

Orologi e occhiali da sole delle migliori marche, tessuti, monili e giocattoli venduti a prezzi stracciati. Pochi euro e la gente (molta, non tutta) crede di aver fatto l’affare della vita, ma si tratta di falsi, tarocchi, prodotti spesso nocivi per la salute, con un enorme giro d’affari gestito dalla malavita organizzata.
Per dare l’allarme e a far breccia nelle coscienze, “Tutto quello che sto per dirvi è falso”– sostenuto con forza da Regione del Veneto, Tavolo Veneto della Moda (Confindustria, Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti del Veneto) e Unioncamere Veneto, e patrocinato da Commissione Europea e MISE – torna in mezzo alla gente per educare e sensibilizzare contro la “piaga del falso”, raggiungendo, come lo scorso anno, non solo residenti ma anche migliaia di turisti italiani e stranieri.

“Tutto quello che sto per dirvi è falso” entra nelle pieghe del business dei “falsi”, ricostruendo la “filiera del dolore” controllata dalle mafie. Lo spettacolo vuole parlare alle coscienze, per far crescere la consapevolezza di dover evitare l’acquisto di merce che è non solo falsa, ma anche altamente nociva da un lato per l’economia delle aziende italiane, dall’altro per la stessa salute dei cittadini.
Continuando ad alimentare questo business (“cosa vuoi che sia, sono pochi euro, così gli do una mano a prendersi da mangiare”) si portano solamente denari nelle casse delle mafie, che controllano il fenomeno dei venditori ambulanti prosperando su di esso. Basti pensare che il giro d’affari della contraffazione, che soltanto in Italia è stimato a 6,9 miliardi di euro, sottrae 110 mila posti di lavoro regolari all’anno e, nel mondo, costringe 115 milioni di bambini sotto i 14 anni a lavorare invece di andare a scuola.
Solo rifiutando tutto ciò e capendo l’importanza di difendere il valore della comunità, la sicurezza dei consumatori, la difesa della legalità, il senso del Made in Italy avremo fatto qualcosa di importante per noi, per il nostro paese e in fondo anche per gli ambulanti stessi, a loro volta vittime di un terribile giogo.

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Cortile Palazzo Zuckermann,     Padova
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www.tuttofalso.org


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