Trittico di danza
27 Novembre 2015L’evento fa parte del Festival organizzato da La Sfera Danza in collaborazione con il Comune di Padova e il MIBACT, con la direzione artistica di Gabriella Furlan Malvezzi, entrato a fa parte del raccoglitore di eventi Novembre PataVino. Lo spettacolo sarà accompagnato da una degustazione di vini offerta dall’Azienda Agricola Montegrande, che si terrà in Sala Egizia a fine performance. Sempre per chi acquista il biglietto di ingresso al Trittico di danza contemporanea viene offerta la possibilità di acquistare al prezzo speciale di un euro un biglietto di ingresso per visitare i Musei Civici da usufruire entro il 31 dicembre 2015. Lo spettacolo, previsto sabato 28 novembre alla Sala del Romanino dei Musei Civici agli Eremitani alle 19, inizierà con “Un minimo distacco”, la coreografia è della danzatrice Caterina Basso, che muoverà i suoi passi sulle musiche di Letizia Renzini e Bruce Springsteen. Caterina Basso si forma come danzatrice in Italia e Spagna e segue corsi intensivi a New York, Tel Aviv e Berlino. Dal 2007 collabora con Aldes e Roberto Castello e lavora anche con altre compagnie tra cui Motus, Ariella Vidach, Laura Moro, Silvia Traversi. Nel 2009 inizia la collaborazione con Ambra Senatore per il duo Passo, che vince il Premio Equilibrio di Roma e da allora lavora stabilmente nella compagnia. Si prosegue con “Le cose” di Stefano Questorio, che cura coreografia e regia. E’ un assolo incentrato sulla solitudine, dove lo spazio e si riempie di oggetti e di discorsi, tentativi di tamponare un horror vacui, e infine ci si riempie di nulla. Le cose ci addomesticano. L’inferno della quotidianità nasconde una carne che trema, una quotidianità demente e confusa che è solo fuga da una fragilità tutta umana. Strascichi è la proposta della danzatrice Irene Russolillo, che chiude i tre momenti di danza. “La fine di un amore è diventata una mancanza di amore. Sento gli strascichi di un’esperienza che, intanto, sono riuscita a definire. Nei pensieri ho sanguinato per gli enigmi di cui sono stata nutrita – spiega la Russolillo – Cerco di bastarmi da sola. Un tardivo femminismo? Può essere. Ma, come si dice, di necessità virtù”.