Trincee – Risveglio di primavera

12 Gennaio 2015 By Elena Bottin

Lo spettacolo racconta le gesta del buon soldato Bepi alla Prima Guerra Mondiale, il suo arruolamento volontario, l’esperienza nel conflitto, la disillusione, il legame coi compagni, la fragilità della condizione umana. Il protagonista diventa una sorta di antieroe sovrannazionale, che dà voce a tutti quelli che nelle trincee sperimentarono l’indicibile, ma anche lo slancio giovanile verso la lotta e la vita, “ridendo come degli ebeti”.
Lo storytelling di Pennacchi è epico, spesso comico, a tratti commovente. Una voce e un corpo che senza trucchi di scena riescono con la forza delle parole e dell’immaginazione a dar vita a personaggi e vicende che sfilano come immagini vive nella mente di chi ascolta. Non deve sorprendere dunque che il racconto inizi a metà degli anni ‘70, in una notte di giugno: nelle parole di Pennacchi il passato è un palcoscenico in cui mettere in scena ciò che è utile e necessario nel presente, perché la memoria appartiene ai vivi, dice l’Ecclesiaste, e non ai morti.