Trilogia d’autore
14 Ottobre 2016Festival Internazionale di danza “Lasciateci Sognare” organizzato da La Sfera Danza, che gode del sostegno del Comune di Padova, della Regione del Veneto e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo. Sabato 15 ottobre Cristina Bozzolini, direttrice artistica di AterBalletto e del Junior Balletto di Toscana, incontra il pubblico e riceve il Premio Personalità Eccellenti. Alle 20.45 va in scena sul palcoscenico del Teatro Verdi la Trilogia d’autore di AterBalletto.
Il terzo fine settimana del Festival internazionale di danza “Lasciateci Sognare” inizia alle 17 (sabato 15 ottobre) in compagnia di Cristina Bozzolini, direttrice artistica di AterBalletto e del Junior Balletto di Toscana, che incontro il pubblico al Ridotto del Verdi. La Signora della danza illustrerà le nuove linee artistiche della sua direzione, il presente e i progetti del futuro. Modera l’incontro Maria Luisa Buzzi, direttrice Danza&Danza Magazine e danzaedanzaweb.com. Ingresso libero con prenotazione a festivalsferadanza@gmail.com. Cristina Bozzolini riceverà il Premio Personalità Eccellenti del Festival, sarà consegnata la scultura di Jone Suardi. Il premio è stato assegnato “Per la grande dedizione riservata nel corso della vita alla Danza. Per l’attività continuativa di scouting che ha fatto emergere danzatori e coreografi italiani oggi riconosciuti a livello internazionale”.
La seconda parte della serata lascia il palcoscenico alla Trilogia d’autore di AterBalletto, composta da tre coreografie di altrettanti professionisti di fama internazionale della danza. Lo spettacolo inizia con “Words and Space” (Parole e Spazio), la nuova opera di Jiri Pokorny, giovane coreografo del Nederlands “Dans Theater”, che ha debuttato a Reggio Emilia il 6 ottobre e verrà replicata a Padova, in Prima Regionale. Rappresenta la metafora di un dialogo intimo: il corpo di un individuo all’interno di uno spazio nell’atto di cimentarsi in un dialogo con il proprio io. Il secondo lavoro è “Nude Anime” di Valerio Longo seguito da “L’Eco dell’acqua”, dove coreografia e l’ideazione scene sono firmate da Philippe Kratz. Come l’acqua, secondo Goethe, anche l’anima dell’uomo scivola via.