Theama Teatro: Bolle
17 Gennaio 2013
Questo lavoro vuole essere un inno alla vita, una gustosa ricetta fatta di leggerezza e sostanza, di forza e fragilità, di ricordi e realtà.
La coraggiosa protagonista ricorda la sua infanzia proprio nel momento in cui, dentro di sé, è costretta a nascondere un segreto difficile da esternare e impossibile da accettare. Lo può solo celare nel luogo dove ha raccolto i ricordi più belli, quelli legati all’infanzia, un’epoca della vita che a volte riemerge nella nostra memoria, timidamente, con difficoltà, spesso solo a sprazzi. Nasconde il presente difficile in un passato luminoso, quasi a voler rischiarare con esso le ombre che incombono anche sul domani. Le bolle d’infanzia sono proprio quello scrigno evanescente dove lei ha custodito alcuni dei momenti più belli e significativi della propria vita e che in questo momento diventano indispensabili per rompere il filo che la lega ad una realtà che si è rivelata più difficile del previsto.
Lei scopre quindi che per mettere in ordine l’attuale stagione della vita deve accettare e comprendere l’avvicendarsi di tutte le stagioni, deve interagire con la “se stessa” di un tempo, come una novella Krapp, gustando (o odiando) i suoi giorni, probabilmente pochi, preziosi e unici. Il presente si intreccia con tutti questi ricordi in una sequenza di immagini, colori, profumi, odori, sapori, sensazioni e nostalgie che, a loro volta, si mescolano tra loro in un delicato intreccio di considerazioni e domande, a volte profonde, a volte puerili, ma con la freschezza di linguaggio e di logica tipica del mondo infantile. Il tempo che passa è sconfitto per sancire il trionfo della poesia (a volte della crudezza) dell’essere uomini e bambini allo stesso tempo, uno stato di grazia a cui solo il primo approccio con il mondo e la vita, recuperato nella sua essenza, sa dare concretezza e verità.
Ecco le “Bolle” che si materializzano in una singolare rappresentazione ricca di sentimento, spontaneità, immediatezza, e poiché “il bambino è l’eroe che rinnova se stesso”, la vita della nostra protagonista, una volta epurata dai condizionamenti dell’età adulta, riacquista la sua profondità umana. Lei diventa così un’insolita eroina, portavoce di vitalità e rinascita, facendo sì che alla fine la vita trionfi con tutta la sua sublime ineluttabilità.